Il bluff di Lampedusa



Appena 36mila migranti giunti a Lampedusa nel 2008, pari al 15% degli ingressi clandestini in Italia. Questo rappresenta – secondo i dati del Ministero dell’Interno – l’isola più famosa d’Italia all’interno del panorama migratorio italiano. Una vera e propria goccia nell’oceano. Eppure la campagna mediatica su Lampedusa in questi giorni è fortissima. Non si parla più di crisi (sembra quasi un ricordo del passato), ma la nuova emergenza che sta monopolizzando le televisioni è costituita dai «respingimenti» dei barconi carichi di migranti.

Migranti nel Cie di Lampedusa - foto di E. F. Torsello

Si tratta, in buona sostanza, di una violazione dei diritti dei Rifugiati e per potersi voltare senza difficoltà dall’altra parte ci si aggrappa a cavilli. In particolare, il nostro Paese vìola la convenzione di Ginevra del 1951, che vieta «di rinviare “in qualsiasi modo” gli esseri umani verso territori in cui sarebbero a rischio di persecuzione». E dare per scontato che a bordo delle navi non ci siano persone in diritto di chiedere asilo al nostro Paese – come ha recentemente affermato il nostro capo di Governo – è quantomeno superficiale. «Impedire ai migranti che arrivano via mare l’accesso al diritto di asilo – scrivono da Amnesty – non offre alcuna soluzione chiave in materia di politica dell’immigrazione e produce, nell’immediato, un solo risultato: allontanare queste persone dalla nostra vista e portare al di fuori dello spazio europeo i loro diritti umani. Fino a quando le autorità italiane saranno coinvolte direttamente in atti di questo tipo, risulta difficile immaginarle estranee sotto il profilo della responsabilità». E facendo riferimento al primo dei respingimenti operati dall’Italia, quello di 227 migranti, Gabriele Del Grande, giornalista di Redattore Sociale e promotore del progetto Fortress Europe, scrive: «Sappiamo già che sono stati arrestati e detenuti nel carcere di Tuaisha, a Tripoli, fatta eccezione per una donna ricoverata in ospedale dopo sei giorni trascorsi in mare. Adesso, a seconda delle nazionalità, alcuni saranno rimpatriati in pochi giorni (ad esempio verso Tunisia e Egitto), altri saranno tenuti a marcire nelle carceri libiche per mesi, o per anni». Ma il problema è e resta soprattutto europeo: manca una politica forte e il pugno di ferro con i Paesi bicefali, quelli che stringono la mano all’Europa ma continuano a permettere il traffico di esseri umani.

Un’ultima domanda: se a Lampedusa arriva solo il 15% degli oltre 600mila clandestini presenti in Italia, per quale motivo si parla esclusivamente di questa porta dell’Europa e si ignorano gli ingressi con visto, quelli che avvengono alla frontiera con la Slovenia o nel porto di Ancona? Che sia tutta una questione politica giocata sulla forza dell’immagine di un barcone che attracca carico di esseri umani? Non vogliamo crederlo. Non sarebbe serio far leva solo sulla clandestinità che si vede e non su quella che pure c’è ma non fa notizia. La prossima puntata sarà sul lavoro nero.

(Nella foto: migranti nel Cie di Lampedusa – di E.F.Torsello)

Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 13 maggio 2009.



Biografia di Emilio Fabio Torsello.

Giornalista professionista, 29 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore (Salute24, Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore “Roma”). Scrivo, inoltre, sulla rivista di cultura Tempo Presente, collaboro con Roma Sette (Avvenire) e con la redazione dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) dell’Aquila. In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress


10 Responses to “Il bluff di Lampedusa”

  1. beh, quando mai sono stati seri se non per farsi gli affari loro???
    questo governo è formato da gente che non ha la minima idea(o il minimo interesse) di come si gestisca un paese ma con grande esperienza nell’agitare le masse e manipolare gli elettori, ovvero si fanno eleggere col sensazionalismo e col marketing e poi usano i loro mezzi di comunicazione per nascondere la loro incapacità..

    Commento by pippo on 13 maggio 2009 at 01:44

  2. Il “problema immigrazione” è un elemento che, in campagna elettorale, è come il miele per le mosche. Temo che questo braccio di ferro sia solo per raccoglier voti, tutto a discapito di centinaia di esseri umani.

    Commento by Diego Tomasoni on 13 maggio 2009 at 09:22

  3. Il brutto della democrazia è che non governa il più preparato, ma quello che si fa la pubblicità migliore… TUTTO ciò che racconta un politico è una mera manovra per raccogliere voti!!!

    Quindi sì, gli sbarchi e i rimpatri forzati servono solo a fare campagna elettorale (e a riempire i tg di spam, così che nessuno si accorga che non vengono date vere notizie…)

    Commento by TrueGod on 13 maggio 2009 at 12:12

  4. purtroppo pare che in questo paese i problemi non si risolvano, si mettono da parte fino a quando non servono a qualcuno: allora, ma solo allora, si spolverano e tirano fuori dal cassetto della propaganda e della manipolazione.
    Prima erano i rifiuti a napoli, poi gli stupri ad opera dei rumeni, poi la crisi, poi il terremoto, ora i rimpatri. la cosa triste è che molta -troppa- gente ritiene che questo governo abbia davvero risolto i problemi….. testuali parole “prima di berlusconi, i rifiuti di napoli li bruciavano nell’inceneritore fuori da casa mia”, oppure “tutti i rumeni stuprano le ragazze, allora ben vengano le ronde!”, e poi “Oh guarda, Silvio è andato a l’Aquila a trovare gli sfollati, che bravo”, ed ora…. “Questo governo sì che fa qualcosa contro i clandestini!”…. bene, stiamo tornando alle leggi razziali, e non sono certo la prima a dirlo.
    fa nulla se i rifiuti di napoli continuano a bruciarli esattamente dove li bruciavano prima, solo che non lo dicono…. fa niente se l’80% degli stupri in italia avviene in ambito domestico e ad opera di conoscenti e/o parenti.
    fa niente se berlusconi a l’Aquila è andato solo a raccontare baggianate e a farsi la campagna elettorale, scherzando con battute inopportune e irrispettose sulla pelle di chi, sotto le macerie, ci ha lasciato parenti, amici, affetti…
    fa niente se si sacrificano vite umane e si vìolano i diritti umani e dei rifugiati, in fondo, quelli non sono che “clandestini”, come se questa definizione li catapultasse fuori dall’ambito di “esseri umani”…
    alla gente che ha votato questo governo (e che, lobotomizzata com’è, continuerà a farlo) di questi dettagli non si interessa…. preferiscono guardare il grande fratello e i culi di ragazze nude in tv, ridacchiare alle battute misogine e maschiliste del premier, insultare tutti gli stranieri che incrociano per strada e far finta di credere che vada tutto bene, e che Re Silvio stia combattendo per il bene del paese. Mi vergogno profonodamente di essere italiana, ogni giorno che passa sempre di più.

    Commento by erica on 13 maggio 2009 at 19:29

  5. @ Erica: tutto ciò che hai scritto è fortemente condivisibile, tranne una cosa, l’ultima. Essere italiani ha un valore più grande che essere sotto questo governo o uno migliore. Tu sei italiana come lo sono io come lo sono milioni di persone oneste. Solo perchè il momento storico è triste e mette in ombra le persone di valore, non significa che esse non esistano o valgano di meno, anzi.

    Commento by Diego Tomasoni on 13 maggio 2009 at 20:02

  6. E invece no Nec, anche io mi vergogno di essere italiano. Perché all’estero l’immagine è pessima e noi, in questo momento, siamo corresponsabili delle morti e della disperazione di quanti vengono rimandati indietro e chiusi nelle carceri. Gente che è sopravvissuta al deserto e ha passato anni in Libia a prostituirsi o a essere schiavizzata per permettersi di pagare il viaggio fino a Lampedusa. E in Libia i diritti umani pensi sappiano davvero cosa siano?
    Io MI VERGOGNO di essere italiano. La solidarietà, ormai, è solo una bella parola, dei tempi che furono.

    Emilio

    Commento by Emilio Fabio Torsello on 13 maggio 2009 at 23:52

  7. Ho sempre pensato che i crimini dei padri non sono da attribuire ai figli. Seguendo la stessa linea di pensiero, non vedo come uno straniero possa accusarmi di essere d’accordo con il premier quando i fatti provano il contrario. E’ la coscienza, alla fine di tutto, che conta.

    Commento by Diego Tomasoni on 14 maggio 2009 at 08:28

  8. hai ragione su questo punto, Nec. Ma ultimemente gli italiani hanno dimostrato di non valere mica tanto “in toto”, perchè berlusconi è salito al potere perchè è stato democraticamente votato dal popolo italiano. Quindi, vista la persona considerata, i comportamenti presenti o passati della stessa persona, non mi capacito di come un popolo possa avergli consegnato il paese su un piatto d’argento. perchè questo è l’Italia per berlusconi: un banchetto sul piatto d’argento, e lui ne sta facendo razzia! io sono sempre stata molto fiera di essere italiana, ma ora mi ci chiamo fuori -come fanno in molti ultimamente. non tanto perchè mi vergogno della mia nazionalità, ma perchè mi vergogno di quello che l’Italia ha fatto (votato berlusconi), e di come l’Italia stessa abbia dato in pasto a quel predatore arricchito tutti i valori su cui inizialmente si è fondata!

    Commento by erica on 14 maggio 2009 at 08:39

  9. [...] 13 maggio 2009 — Il bluff di Lampedusa (8) [...]

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  10. [...] 13 maggio 2009 — Il bluff di Lampedusa (8) [...]

    Pingback by Disegno di legge Sicurezza 2: le norme sull’immigrazione | Diritto di critica « COMMON DECENCY on 19 maggio 2009 at 12:16

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