Berlusconi: «Sono più popolare di Obama». Ecco cosa abbiamo scoperto



Come sicuramente ricorderete, qualche settimana fa a Napoli, il premier Berlusconi illustrava ai giornalisti presenti all’uscita del Teatro San Carlo di Napoli il suo indice di popolarità: «I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, mentre Obama è al 59%. Quindi il mio è un record assoluto» (Per intenderci, si parla di popolarità e apprezzamento dei leader politici nei rispettivi paesi e non di intenzioni di voto). “Il Giornale” qualche giorno prima titolava infatti: «Sondaggi Il Cavaliere è il leader più amato al mondo». Meno interessanti per le tv italiane  sono stati i fischi di diversi manifestanti lì riuniti, mostrati solo in alcuni filmati pubblicati sul web. Ora, nessuno mette in dubbio che tanti italiani apprezzino l’operato del premier, ma è quantomeno legittimo chiedersi dove sono quei sondaggi e chi li ha fatti. E’ come se quei numeri fossero caduti dal cielo o fossero stati trovati sotto ad un arcobaleno. Che si tratti veramente di sondaggi di sua proprietà e quindi, quantomeno opinabili? Oppure si tratta di un sondaggio di una società del suo gruppo? Non ci è dato saperlo. Quello che è certo è che i media italiani non si sono preoccupati troppo di verificare questo dato, limitandosi – come al solito – a riportare solamente le parole del premier e a farle commentare dai suoi adulatori e dai suoi oppositori. Ma noi abbiamo voluto verificare, e siamo andati a cercare dei sondaggi internazionali, svolti cioè in paesi avanzati e dall’informazione non “parzialmente libera” come recentemente è stata classificata quella italiana, per vedere se realmente Berlusconi è il “più amato”.

Tra gli istituti leader mondiali nella sondaggistica c’è senza dubbio la Harris Interactive. Vi proponiamo dunque un recente sondaggio di questo istituto di ricerca. E’ un sondaggio che misura la popolarità dei più importanti leader mondiali, commissionato a Harris Interactive dall’emittente televisiva francese France 24 e dall’International Herald Tribune, quotidiano venduto in più di 180 paesi. Il sondaggio, che successivamente è stato pubblicato anche su altri autorevoli quotidiani, è stato effettuato su un campione di 6.538 persone (età 16-64) in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti e in Italia, tra il 25 febbraio e il 3 marzo. Ecco dunque gli indici di popolarità dei principali leader mondiali (media dei sei paesi):

1. Obama 80%
2. Dalai Lama 74%
3. Merkel 51%
4. Blair 48%
5. Sarkozy 40%
6. Ratzinger (Papa Benedetto XVI) 39%
7. Brown 36%
8. Zapatero 35%
9. Ban Ki-Moon 33%
10. Barroso 30%
11. Lula 25%
12. Berlusconi 17%
13. Fidel Castro 16%
14. Putin 16%
15. Chavez 14%
16. Mednev 10%
17. Hu Hintao 9%
18. Al-Assad (Siria) 8%
19. Ahmadinejad 6%

Nella relazione finale si legge:

«Obama è di gran lunga il leader più popolare in Europa e negli Stati Uniti. Nessun altro leader al mondo può vantare una popolarità minimamente paragonabile alla sua».

Non pare ci siano dubbi: Obama è “di gran lunga”, “by far”, il più popolare al mondo. Per la Harris Interactive la differenza di popolarità tra Obama e Berlusconi è veramente abissale e incolmabile: 80% di apprezzamento per Obama contro solo il 17% per Berlusconi. Obama è primo, Berlusconi solo dodicesimo su diciannove.

Continua il documento di Harris Interactive:

«A livello europeo, la Merkel è la più popolare e Berlusconi il meno popolare».

La Merkel infatti, con il suo 51% di apprezzamento, vanta ben 34 punti percentuali in più di Berlusconi. E’ interessante inoltre notare come a livello internazionale i politici meno “amati” di Berlusconi siano soltanto dittatori o figure controverse: Fidel Castro, Putin, Chavez, Mednev, Hu Hintao, Al-Assad e Ahmedinejad. Berlusconi ha solo un punto di gradimento in più di Fidel Castro. Dal sondaggio emerge anche un altro dato interessante: il gradimento di Berlusconi è buono tra i telespettatori-elettori italiani (38%) ma decisamente più inferiore in Europa e negli Stati Uniti: 16% negli U.S.A. e in Spagna, 13% in Inghilterra, 12% in Germania e addirittura solo il 7% in Francia. Infatti, tra tutti i leader occidentali, Berlusconi è quello con la più grande differenza tra la popolarità interna (38%) e quella media tra i sei paesi (17%), ben 21 punti percentuali di differenza. E’ lecito concludere, anche se ognuno può trarre le sue conclusioni, che probabilmente il possesso di molti media italiani giochi fortemente a suo favore nel mantenere i suoi consensi elevati. Difatti la Harris International non lascia spazio a dubbi, scrivendo chiaramente:

«La grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia rispetto agli altri paesi è sicuramente il riflesso del suo controllo sulla gran parte dei media italiani».

Analizzando solo il campione statunitense, il gradimento di Berlusconi da novembre a aprile è diminuito di 4 punti (dal 20 al 16%), forse per via della tanto criticata dichiarazione infelice riguardo al colore della pelle di Obama. Ma il gradimento di Berlusconi da novembre a aprile è diminuito in tutti i campioni parziali: in Gran Bretagna dal 16 al 13% (forse per aver fatto innervosire l’autorevole regina d’Inghilterra); in Spagna dal 20 al 16%; in Germania dal 14 al 12% (forse per via della gaffe fatta con la Merkel); in Francia dal 9 al 7%. Appare dunque opinabile anche un’altra frase spesso pubblicizzata su diversi giornali della famiglia Berlsuconi, secondo i quali «Con Berlusconi, l’apprezzamento del nostro paese all’estero è aumentato». I dati della Harris Interactive dimostrano il contrario: Berlusconi all’estero gode di una popolarità decisamente bassa. Persino in Italia, dove è noto il potere mediatico del premier, la sua popolarità è diminuita dal 43 al 38%. Sarebbe interessante conoscere la sua percentuale di popolarità in Finlandia, dove un partito candidato alle europee ha perfino lanciato uno slogan inequivocabile:  «votateci, fermeremo Berlusconi».

Visto che da anni in Italia i sondaggi hanno assunto una discreta importanza, ci auguriamo che in futuro ne venga fatto un uso più appropriato, più corretto e non  meramente propagandistico. Se lo scopo non è quello di fare campagna elettorale ma di fare informazione (vera), allora andrebbero diffusi non solo i sondaggi “privati” o di istituti di ricerca in qualche modo collegati a Berlusconi o a gruppi politici e industriali italiani, ma anche quelli di importanti e indipendenti compagnie internazionali, in quanto assolutamente non sospettabili di mancanza di professionalità o vera e propria faziosità.

Fonte: Harris Interactive


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Articolo scritto da Alessio Fratticcioli in data 15 maggio 2009.

Mi chiamo Alessio Fratticcioli. Sono un cittadino europeo nato in Italia, e piu' precisamente in Umbria, nel 1980. Ho vissuto un anno in Olanda nell'ambito del Progetto Erasmus. Ho viaggiato un po’ in Europa. Nel 2006 sono volato in Asia per fare un’esperienza di volontariato. Dal 2007 mi guadagno la ciotola di riso quotidiano lavorando come professore d’inglese a Città Ho Chi Minh, in Vietnam. Durante l’esilio autoimpostomi in Indocina sono diventato piu’ coscientemente italiano ed europeo di quanto non lo sia mai stato a casa. Amo organizzare i miei pensieri, leggere, ascoltare, fare ricerche, cercare alternative, ragionare in modo logico, provare a risolvere vecchi problemi con nuove soluzioni, non credere a niente in modo cieco ma sempre dubitare e mettere in discussione anche quello che sembra Vero senza ombra di dubbio. E' vero che al liceo ho avuto problemi con le equazioni, la fisica, la chimica. L’ingegneria non so dove stà di casa e non so giocare a scacchi. Quindi istintivamente a volte provo simpatia per chi, pensando che qualcosa sia difficile da comprendere e/o lo riguardi solo in parte, cerca di fare delle iper-semplificazioni, di leggersi un Bignami o di affidarsi ai luoghi comuni. Sfortunatamente però la vita è difficile, il mondo è complesso e tutto quello che le elite vogliono è mantenere il popolo soggiogato nell’ignoranza per avere dei cittadini mansueti. Le elite sanno che “Sapere è Potere”. Per questo vogliono tenersi strette le redini dell'Informazione. Invito perciò ogni essere umano a sviluppare il piu possibile la propria capacità celebrale e il proprio interesse verso tutto ciò che concerne il nostro mondo, possibilmente andando oltre le versioni preconfezionate con cui ci l’elite ci bombarda. Oggi fare ciò è possibile grazie alla grande Rivoluzione di Internet. Nella Rete c'è molto più di qualunque cosa uno possa immaginare. La Rete ha creato una cultura. La Rete è una filosofia. La Rete è oggi un'utilissima arma contro il Potere, perchè è un mezzo per aggirare la cappa dell'Informazione tradizionale, che si trova saldamente nelle mani di determinate oligarchie politiche-economiche-industriali. Se prima i comuni cittadini potevano solo bersi le notizie per come gli venivano impacchettate e vomitate addosso dai detentori dei mezzi di comunicazione, ora ogni cittadino in possesso di un computer e di un minimo di capacità critica può navigare nell'oceano della Rete, può scambiare informazioni in tempo reale con persone in ogni angolo del pianeta e può addirittura trasformarsi in un creatore di notizie. Per questo la Rete e’ un grande strumento democratico. Sfruttiamolo.

  • "Ho ricevuto i sondaggi della settimana: il Pdl è al 45%, il gradimento del presidente del Consiglio è al 75% e questo significa che tre italiani su quattro apprezzano l'operato del governo. Mi aspettavo un calo di consenso verso di me, ma questa campagna mediatica che si è scatenata negli ultimi giorni sulla base di un cumulo di falsità è stata capita bene dagli italiani, in maniera intelligente, e mi sta rafforzando" (Silvio Berlusconi, 9 maggio 2009).

    "Siamo sopra il 40 per cento. Io poi sono più amato di Obama, che è al 59%, mentre io sono arrivato al 75%" (Silvio Berlusconi, 18 maggio 2009).

    "Se avremo un risultato superiore al 40%, e gli ultimi sondaggi ci danno al 43-45, diventeremo decisivi a Strasburgo e potremo dare un drizzone all'Europa. La campagna su Noemi si è rivelata un boomerang contro la sinistra" (Silvio Berlusconi, 30 maggio 2009).

    "Siamo tra il 43 e il 45 per cento, a quel punto avremo il presidente del Parlamento europeo" (Silvio Berlusconi, 2 giugno 2009).

    "Assisterete a un grande cambiamento della geografia politica in Italia. Il governo è al 56% dell'apprezzamento degli italiani. Berlusconi è al 74%. La Lega Nord supera il 10%. Il Pdl è tra il 40 e il 45%. Lo sappiamo dai sondaggi, ma non ci sarebbe bisogno di sondaggi" (Silvio Berlusconi, 4 giugno 2009).

    "Pdl vicino al 45 per cento. Sarà un trionfo" (Il Giornale, 5 giugno 2009)

    (8 giugno 2009)

    __________________________


    Risultato? Pdl 35%. I sondaggi di Berlusconi sono falsi quasi come i suoi capelli.
  • Omar ha scritto:

    Ora, la domanda è: date queste condizioni iniziali, come si fa a far uscire l’italia da questo loop infinito dissonanza/imitazione che ci sta portando al baratro?


    Facile. O si fa una forte campagna contro i politici tutti, privilegi, assenteismi, processi, condanne, ecc... oppure basta che la storia faccia il suo corso. Cosa intendo? La crescita progressiva del divario tra ricchi e poveri, tra politici mafiosi e cittadini onesti e squattrinati, poterà inevitabilmente a disordini sociali. Ciò verrà accentuato se nei paesi dell'Europa vi sarà uno sviluppo che l'Italia non potrà avere. In sostanza, quando i cittadini saranno alla frutta, si "risveglieranno" di colpo e magari violentemente.

    Io però sono un difensore della democrazia e farò tutto il possibile perchè la disinfestazione di una certa classe politica avvenga con il tempo e l'informazione. Ma ci credo molto poco.
  • Omar
    Diego, gli Americani hanno una vera religione civile, che nel bene o nel male li contraddistingue. Sebbene qualcuno sostenga che anche noi abbiamo una religione civile (a mio avviso confondendo la religione civile con l'integralismo religioso), a me non pare di poter riscontrare negli Italiani la stessa condivisione di valori fondanti propria del popolo americano.

    E questo secondo me non è il prodotto della berlusconizzazione, quanto il terreno fertile su cui è potuta crescere. Le differenza fra Obama e Berlusconi non sono la causa, sono l'effetto.

    Ora, la domanda è: date queste condizioni iniziali, come si fa a far uscire l'italia da questo loop infinito dissonanza/imitazione che ci sta portando al baratro?

    Perchè poi spesso associamo questa classe dirigente col fascismo, ma secondo me il fascismo era meglio: trovava delle soluzioni discutibili, spesso risibili, spesso drammatiche, ma almeno le trovava, e tentava di governare i processi. Questi qui invece non fanno nulla del genere. Stanno solo mandando in rovina economica e culturale un'intera generazione. Del fascismo hanno solo la componente totalitaristica. Tutti i difetti, ma nemmeno un pregio.
  • @ Omar:

    Barack Obama, contestato in questi giorni da un gruppo di studenti contro l'abordo, ha risposto che "bisogna ascoltare anche chi ha idee diverse".

    In Italia, a situazioni invertite, il premier avrebbe accusato tutti di esser comunisti, o peggio, anti-democratici. Qui non è solo un problema di presunta popolarità, ma di mentalità. Obama è anni luce più ravveduto del Silvio nazionale.

    Sul discorso della "psicologia" sono d'accordo. Temo che più di un professionista sia stato interpellato in merito a come influenzare l'elettorato, e penso che il processo definito "berlusconizzazione" preveda proprio un iter di disfunzione dei valori individuali a favore di presunti valori collettivi.

    10 anni fa ai politici coinvolti dall'inchiesta di mani pulite i cittadini tiravano monete in testa. Oggi, il Parlamento pullula di galeotti e i cittadini accusano i giudici. Ecco come si rovescia un paese, rovesciando i valori della società.
  • Omar
    @Diego

    Il punto 2. si chiama "dissonanza cognitiva". Se sei convinto che Berlusconi sia un buon padre di famiglia e qualcuno ti fa notare che è un ladro, le due nozioni, in contrasto fra loro, producono una fastidiosa dissonanza. Cito da Wikipedia:

    Un'applicazione esemplificativa di tali processi si può avere, ad esempio, quando un soggetto disprezza esplicitamente i ladri, ma compra un oggetto a un prezzo troppo basso per non intuire che sia di provenienza illecita. Secondo Festinger, per ridurre questa contraddizione lo stesso individuo potrà o smettere di disprezzare i ladri (modificando quindi l'atteggiamento), o non acquistare l'oggetto proposto (modificando quindi il comportamento).

    Generalizzando, la dissonanza cognitiva può essere ridotta in tre modi:

    1. producendo un cambiamento nell'ambiente;
    2. modificando il comportamento;
    3. modificando il proprio mondo cognitivo (ovvero il sistema delle proprie rappresentazioni cognitive e delle loro relazioni funzionali interne).


    Il problema è che non esiste solo la dissonanza cognitiva, ma anche l'atavico istinto imitativo umano. E' un effetto a catena, e mi chiedo come possa essere invertito.

    Riguardo i partiti non potrei essere più d'accordo. La destra storicamente si basa sul consenso che deriva dalla delega "veditela tu, a me non interessa, basta che mi fai stare quieto". I partiti di destra sono poco democratici per definizione.

    I dirigenti dei partiti di sinistra negli ultimi anni si sono comportati come i loro dirimpettai, anzi peggio: si mettono insieme, si sciolgono, fanno i cartelli elettorali, si inventano valori nuovi e cancellano quelli vecchi. L'elettorato di sinistra così va in crisi, smette di votare, vota gli extraparlamentari... un casino. Ma anche qui, si sono fatti scippare il termine "ideologia" come dei fessi, e ora lo usano anche loro come se fosse una parolaccia.

    In tutto ciò, la base...
  • @ Omar:
    I fatti evidenti sono 2:

    1. Berlusconi strumentalizza l'informazione poiché, essendo il padrone del 50% delle tv e controllando il restante 50% grazie alla sua carica istituzionale, e di fatto "filtra" le notizie su di lui o, quando proprio sono troppe, le manipola per far vedere come esistano congiure, rappresaglie o accuse infondate nei suoi confronti. Geniale.

    2. I cittadini italiani disconoscono le critiche all'estero perchè, sebbene sia quasi assente un senso di patriottismo o nazionalismo, esso viene spesso riesumato quando l'Italia è criticata o quando si giocano i mondiali di calcio. Fa parte della diffusa ipocrisia di un paese dove al governo siedono leader di un partito secessionista che giura sulla costituzione italiana.

    Il Pd penso che potrebbe trarne giovamento per il futuro da un eventuale vittoria del Si, ma allo stato attuale dei fatti rischia solo di sparire. Inoltre, non è il bene del paese quello da tutelare? Io sento solo parlare di "partiti".
  • Omar
    Ragazzi, non sono riuscito a leggere tutti i commenti, sono troppi, a metà mi sono arreso. Quindi chiedo scusa se ripeto concetti già espressi.

    Ho letto che molti hanno frainteso il senso del sondaggio. Se andate a leggere la "fonte" riportata in fondo al post scoprite che il sondaggio è molto articolato, e comprende molte diverse domande, poste a persone diverse. In particolare, per ogni paese si è chiesto agli intervistati l'apprezzamento per ciascun politico.

    Dunque, riguardo Berlusconi, ci sono almeno questi due dati: a) quanto è popolare in italia b) quanto è popolare negli altri 5 paesi del sondaggio.

    Le cose interessanti secondo me sono due:
    1. Mentre la maggior parte dei "leader" ha più o meno la stessa popolarità in casa e fuori, Berlusconi ha evidentemente un diverso indice di gradimento: in Italia il 38%, all'estero il 17%.
    Dunque è evidente l'influenza dei mezzi di informazione nella formazione del consenso.

    2. Nella tabella italiana, tutti i "leader" hanno una popolarità superiore rispetto agli altri paesi. Ora, è una mia opinione difficile da verificare, ma secondo me questo è un indice di ignoranza politica degli Italiani, che sovrastimano tutti i nomi semplicemente perchè li sentono alla TV, ma senza un orientamento preciso. Per dire, Zapatero, che è percepito come un gran pezzo di socialista, negli USA è decisamente meno popolare che in Europa, mentre in Italia sembra che siano buoni tutti.

    Per il resto, dopo le elezioni feci esattamente gli stessi conti di Cenzino... ed è per questo che si dovrebbe triturare il PD per il referendum sulla legge elettorale... se vincesse il sì un partito con il 30% dei voti (o comunque con la maggioranza relativa) avrebbe la maggioranza assoluta in parlamento. E nel parlamento sarebbero tutti nominati, senza il voto di preferenza.

    Ho paura.
  • Simone Pomi ha scritto:
    Mi stai suggerendo qualcosa,Director…??:-)


    Era una considerazione generale :D
  • Mi stai suggerendo qualcosa,Director...??:-)
  • Simone Pomi ha scritto:
    Cenzino,è lo stesso calcolo che facevo io! Togliendo i voti non validi e tutto il resto, inclusa la lega ,quelli che direttamente hanno votato pdl sono meno ancora del 30%…è matematica..ma nella mente italiota,idealizzata e istruita col televoto,queste cose non arrivano…Ciao


    Sarebbe interessante documentare per bene quali sono i dati effettivi allora.
  • @ cenzino:
    Più che contraddire, caro Cenzino, bisogna proporre un'alternativa valida a questo premier.
    La tua autoironia è stata colta, non preoccuparti. La tua storia mi lascia senza parole. Mi piacerebbe che raccontassi di più a certa gente ciò che hai vissuto.
  • Cenzino,è lo stesso calcolo che facevo io! Togliendo i voti non validi e tutto il resto, inclusa la lega ,quelli che direttamente hanno votato pdl sono meno ancora del 30%...è matematica..ma nella mente italiota,idealizzata e istruita col televoto,queste cose non arrivano...Ciao
  • cenzino
    io, volevo dire che sono contento di non avere medaglie, la mia era solo autoironia, ma io ho soltanto la terza media, allora posso anche sbagliarmi, penso che mi sia permesso, per un'illetterato come me, senza dimenticare che ho passato quasi 25 anni della mia vita nel nord dell'europa, dove ho fatto in modo che gli altri pensassero qualche volta anche bene di noi italiani, sai come ci chiamavano i tedeschi: porci zingari, i francesi mi chiamavano le rital, come il titolo di una vecchia canzone de serge reggiani, eppure, questo rital ignorante, era diventato asistente di cantiere sul nucleare, questo avevo scritto a Ciampi, volevo fargli sapere che il trattamento che noi riserviamo ai nostri immigrati sono indegni di un paese civile, questo m'indusse di prendere i miei bambini e portarli in un paese non loro, che a loro volta, insieme a me hanno subito il fatto di non'essere dei veri italiani, quante volte mi son sentito dire: perchè non ritornate nel vostro paese, 1985, anno del rientro nel mio paese, almeno lo credevo.
  • cenzino
    farsi dei sondaggi è molto importante, manipolarli è importantissimo, vogliamo fare dei conti, ultime elezioni politiche, numero dei votanti, 78% degli italiani, schede bianche2%, voti reali 76%, voti presi dal popolo della libertà più lega 46% del 76% dei votanti= il 30% degli italiani, non siamo neanche ad un'italiano su tre, questi sono i sondaggi veri, altro che il 75% degli italiani, chisà quanti va a fa si prenderebbero i sondaggisti se realmente telefonassero agli italiani, una cosa è vera, alle ultime votazioni, Sardegna e Abruzzo hanno votato appena il 50% degli aventi diritto, voi sapete con che percentuali si è vinto, è inutile dirlo. Abbiamo portato il paese in un'abbisso senza ritorno, aspetto che la gente ne abbia veramente piene le scatole, poi vedremo i sondaggi, qualcuno può contraddire ciò che scrivo, lo faccia, io aspetto.
  • @ Cenzino: sono parole le tue che esulano molto dai contenuti fin'ora proposti. Sono parole che trasudano esperienza e che richiamano quel senso di rispetto che noi tutti dovremmo avere nei confronti di chi ha vissuto qualche anno in più. Molto spesso, nel sentir citare alcuni personaggi dai passati oscuri, con titoli di vario genere, ho la sensazione che quelle persone meriterebbero epiteti meno sgargianti e un pochino più concreti. Ma alla fine di tutto, se a loro basta un titolo per sentirsi delle persone decenti, io credo che non rinuncerei ai miei valori per vestirmi solamente con una medaglia.
  • cenzino
    la vita di Berlusconi, è un vero enigma, la mamma lavorava in pirelli, il papà faceva il tuttofare in un sportello di lavaggio di monete provenienti dalla sicilia, come vedete è tutto trasparente, lui per tirare a campare faceva di tutto, anche il cantante, questo lo dice anche lui, cavaliere del lavoro in italia lo si diventa con delle raccomandazioni, non per dei meriti, se fosse così io di medaglie ne dovrei avere il petto pieno, invece, non mi conosce nessuno, eppure a 19 anni lavoravo al fondo di una miniera in belgio, dimenticato anche da Dio, una volta scrissi a Ciampi, gli mandai il mio curriculum, pensai che avrebbe pianto leggendo la mia storia, non mi rispose nemmeno, chi perde tempo con gli onesti; nessuno, tanto loro sanno di non doversi preoccupare delle persone perbene, è il loro ultimo pensiero. Questo paese di fanatici, di bigotti, ladri e mafiosi, questi sono i titoli che ognuno di noi dovrebbe avere, così saremmo tutti cavalieri della disonestà, quando vedo gente che si sfoggia di questi titoli, io, li riconosco subito per quel che realmente sono, è una carta d'identita.
  • @ Alessio: ha detto una cosa sacrosanta. Non bisogna abbandonare i nostri nonni, infatti ho spiegato loro - con calma - alcune cose e ora, per fortuna, si sono accorti di alcune cose.
  • Alessio Liberati
    Cose che sapevamo..
    Però il sondaggio fatto su quella fascia d'età (16-64) non mi sembra che rispecchi del tutto la realtà, visto che moltissimi pensionati 70-80 enni sono a favore di Berlusconi..E sono, insieme ai giovanissimi, quelli più condizionati dalle tv berlusconiane..., quelli col più alto grado di disinformazione sulla politica...
  • cenzino
    questo nostro paese, è un paese di bugiardi, quanto più la spari grossa più sei ammirato, il nostro premier è il più grande bugiardo d'italia, è come dicevo prima, allo stesso tempo è più ammirato, ma arriverà il momento che griderà al lupo al lupo, così forse imparerà a non dire più cazzate, speriamo che il lupo lo mangi, Montanelli diceva: lui si distruggerà con la sua propria lingua, speriamo che il grande Indro avesse ragione.
  • @ Tony: dare informazioni sommarie per manipolare i consensi elettorali è - se non erro - perfino una cosa che va contro la legge. Pertanto è quantomeno doveroso che le persone - che poi votano - abbiano la conoscenza di chi e come li prende per i fondelli.

    @ Alfa: temo non abbia 3 anni :(

    @ Andrea: il fatto è che questo sito non ha mire propagandistiche, ma solo l'obiettivo di analizzare, pubblicare e discutere articoli su tematiche variegate. Ciò non toglie che youtube offre una visibilità in materia molto ampia.
  • Andrea
    Propagandate le cifre di Harris Interactive, un ottimo modo per farlo è preparare un video per you tube.
    Chi lo sa fare lo faccia.
  • alfa
    “Comunque sia, Io questo governo lo vedo come il migliore che abbia mai avuto l’Italia da quando ho ricordi.” Aramis

    accidenti a tre anni già scrivi così bene?? complimenti Aramis
  • tony
    ma xche tanti discorsi lasciate che si crogioli nella sua (crede lui)onnipotenza lui é un dio in terra é un potente(con i soldi che ha) xcui xche disilluderlo? ciao a tutti
  • pippo
    @v3n0m
    non sum dignus(spero si scriva così)
    apprezzo anche io l'umorismo...
    ma non è nelle mie capacità fare ragionare chi non ne ha la minima intenzione.. mi ripeto dicendo che secondo me le persone totalmente perse sono molto meno di quelle che sembrano..
  • V3N0M
    sono felice che qualcuno mi capisca eheh..però mi era sembrato di capire che questo blog mirasse anche a questo.in ogni caso roba da lourdes davvero.
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