David Mills fu corrotto per salvare il premier
Il premier Silvio Berlusconi corruppe con 600 mila dollari il suo avvocato inglese, tale David Mills, per dichiarare il falso come testimone nei processi contro il gruppo Fininvest. Egli agì «da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati. Dall’altro lato ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico (intascando l’onerosa bustarella)». E’ quanto emerge dalle 400 pagine presentate dai giudici di Milano per confermare la sentenza di 4 anni e 6 mesi ai danni del legale del gruppo della famiglia Berlusconi. Una vicenda controversa che il premier promette di impugnare e rigettare, accusando forse ancora una volta la giustizia italiana di operare contro i suoi interessi, invece che per l’interesse della collettività. Non vi sono dubbi, è una notizia sconcertante (anche se nota da tempo), che getta sull’Italia, ancora una volta, un mare di polemiche e di infamie. La nostra viva curiosità come cittadini italiani, a poco meno di un mese dalle elezioni europee, è vedere come si comporterà il premier alla luce di questa sentenza che lo coinvolge direttamente. Rassegnerà le dimissioni come fece il premier Olmert in Israele in seguito alle accuse di corruzione per fondi illeciti? Oppure utilizzerà il lodo Alfano (che rende la sua carica immune da processi), la legge voluta a tutti i costi da Berlusconi e approvata poche settimane dopo la sua elezione? L’Italia, a meno di una legge dell’ultim’ora che depenalizzi la corruzione in atti giudiziari, è guidata da un premier che risulta aver commesso uno dei reati più gravi del codice penale.
Forti le reazioni del mondo della politica. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori e promotore del referendum contro il lodo Alfano di cui sopra, ha dichiarato che: «Il problema non è Mills, che è un testimone che ha detto il falso, dice la sentenza, il grave è che lo ha fatto per consentire a Silvio Berlusconi, cioè al nostro presidente del Consiglio, e alla Fininvest, il massimo organo di informazione privata, l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento di ingenti profitti realizzati attraverso i compimento di operazioni illecite. La sentenza dice che Berlusconi ha fatto operazioni illecite, ha pagato la corruzione di Mills, e che quindi Berlusconi, se non ci fosse stato il lodo Alfano, sarebbe stato condannato anche lui per questi reati». Lanfranco Tenaglia, responsabile giustizia del Pd, ha invece commentato dicendo che «Le motivazioni della condanna dell’avvocato Mills confermano ancora di più che il presidente del Consiglio ha evitato una condanna per gravi reati solo grazie all’immunità garantitagli dal lodo Alfano che oramai può essere definito come il padre di tutte le leggi ad personam». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, ha detto esplicitamente che «Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio, perché non può più rappresentare il nostro paese come massima carica dell’esecutivo. Berlusconi si dimetta, rinunciando quindi allo scudo del lodo Alfano e si faccia processare da un tribunale come un normale cittadino, dimostrando in tribunale la propria innocenza». Giancarlo Lehner, deputato del Pdl, ha invece difeso il premier sostenendo che «Il lessico della sentenza appartiene ad una sentenza della Santa Inquisizione alla quale si ispira il rito ambrosiano quando ci si occupa di Berlusconi o di persone a lui vicine, una sentenza scritta con rabbia contro l’eretico. E’ un lessico che da solo induce a pensare che la condanna di Mills sia fondata non sulle prove ma sul sospetto. Io sono non stupito ma amareggiato perché pensavo che qualche passo avanti avremmo potuto sperarlo. Un giudice deve emettere sentenze, non deve fare un comizio e urlare un suo progetto di condanna che ha una sua ricaduta politica». L’unico a tacere, lasciandosi sfuggire solo una frase, è proprio il diretto interessato. Berlusconi liquida i cronisti dichiarando che “riferirà in parlamento” quanto è accaduto. A margine di tutte queste dichiarazioni, che nel teatrino della politica si moltiplicheranno in diverse sedi e studi televisivi, ciò che è legittimo domandarsi è: «ma che paese è diventato l’Italia?». La giustizia è solo un ologramma.
Fonti: «Mentì per salvare Berlusconi» Le motivazioni della condanna di Mills (Repubblica.it) ; I giudici di Milano: «L’avvocato Mills fu corrotto da Silvio Berlusconi» (Corriere.it) .
Articoli consigliati sull'argomento:
- Il lodo Alfano è incostituzionale
E’ ufficiale. La partita più lunga dopo la finale dei campionati mondiali tra Italia e Francia si è conclusa pochi...
- Governo senza vergogna: si valuta il ritorno all’immunità parlamentare
C’era da aspettarselo. Dopo il roboante Ko incassato dal premier sulla vicenda del lodo Alfano, i legali (e parlamentari) di...
-
Diego Tomasoni
-
Alessio Fratticcioli
-
Diego Tomasoni
-
Stefano
-
beppe90
-
erica
-
Omar
-
maria
-
Diego Tomasoni
-
beppe90
-
Diego Tomasoni
-
beppe90
-
V3N0M
-
Diego Tomasoni
-
V3N0M
-
Diego Tomasoni
-
Diego Tomasoni
-
Giovanni De Mizio
-
Ambra Colacicco
-
Diego Tomasoni
-
Ambra Colacicco
-
Simone Pomi
-
Simone Pomi
-
Diego Tomasoni
-
V3N0M
