Disegno di legge Sicurezza \ 3: la lotta alla mafia e al terrorismo
Dopo le norme sull’immigrazione, il Governo ha prodotto una stretta anche sul 41-bis. E bisogna riconoscere un’effettiva buona volontà di rendere la vita difficile ai mafiosi reclusi. Secondo quanto previsto dal ddl sicurezza, infatti, aumenta a quattro anni la durata del carcere duro per chi è accusato di mafia e si sposta la competenza funzionale per i ricorsi al Tribunale di Sorveglianza di Roma, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. I detenuti sottoposti a regime speciale, inoltre, saranno ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, per lo più sulle isole. I colloqui con i familiari saranno sempre registrati, quelli telefonici saranno possibili solo se non saranno a carattere personale. Ridotti a tre, infine, gli incontri settimanali con i difensori e a maggiori restrizioni sarà sottoposta anche la permanenza all’aperto. Infine, viene punito con il carcere da uno a quattro anni chiunque consenta ad un detenuto sottoposto al 41 bis di comunicare con altri. Per dirla con una parola: i collusi.
Nuove norme anche in materia di lotta al racket. Gli imprenditori devono denunciare le richieste di pizzo, pena l’esclusione dal novero delle aziende autorizzate a partecipare a gare d’appalto. Secondo quanto recita il testo approvato, la responsabilità dell’imprenditore omertoso «deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio, formulata nei confronti dell’imputato, nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando e deve esser comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’autorità» per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
Restano invece immutati i poteri del Procuratore Nazionale Antimafia. Dal disegno di legge e’ stata infatti soppressa la norma (comma 2 articolo 2) che di fatto ne prevedeva una sorta di limitazione e che lo stesso procuratore nazionale antimafia aveva criticato durante la sua audizione in Commissione Giustizia.
Nuove norme anche per contrastare le infiltrazioni mafiose negli Enti locali: a fianco della responsabilità degli organi elettivi (sindaco, Consiglio comunale, provinciale, ecc…) si introduce quella degli organi amministrativi e si stabilisce anche che con decreto del ministro dell’Interno, su proposta del prefetto, può essere sospeso dall’incarico chiunque, direttore generale, segretario comunale o provinciale, funzionario o dipendente a qualsiasi titolo dell’ente locale abbia collegamenti con la criminalità organizzata, anche quando non si proceda allo scioglimento del consiglio comunale o provinciale. Sempre in quest’ottica, il prefetto potrà accedere ai cantieri per compiere accertamenti nelle imprese che hanno vinto appalti (o subappalti) pubblici.
In materia di antiterrorismo, infine, si estende la legge Mancino ai centri sospettati di fare attività o propaganda terroristica. Associazioni, gruppi, organizzazioni o movimenti sospettati potranno essere sciolte in via cautelativa con la previa autorizzazione della magistratura. Se i reati saranno accertati il ministro dell’interno disporrà lo scioglimento definitivo. Una stretta è prevista, in questo senso, anche nei confronti dei Money Transfer: si intensificano i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo. Gli agenti di attività finanziaria che prestano servizi di pagamento nella forma dell’incasso e del trasferimento fondi acquisiscono e conservano per 10 anni copia del titolo di soggiorno se il soggetto che ordina l’operazione è cittadino extracomunitario. La cancellazione dall’elenco degli agenti è la sanzione per chi non ottempera a quest’obbligo.
Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 21 maggio 2009.

16 Responses to “Disegno di legge Sicurezza \ 3: la lotta alla mafia e al terrorismo”
Penso che il testo di questa parte del decreto sia largamente condivisibile. L’inasprimento delle pene e l’attuazione di modalità più efficaci contro la malavita organizzata sicuramente seguono un ottica di “sicurezza reale”. Resta comunque evidente che questa sola parte non basta a considerare accettabile un disegno di legge che per buona parte tratta norme che vanno contro i diritti dell’uomo, in chiaro stampo razzista.
Inoltre vorrei capire come, a fronte di tali disposizioni, si può credere o ritenere coerente l’operato di un governo che ha tra i suoi massimi vertici una persona come Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e per frode fiscale (fonte wikipedia).
Commento by Diego Tomasoni on 21 maggio 2009 at 09:26
Aldilà dei raffinamenti di alcune norme già esistenti, questa è la parte del decreto che posso giudicare di meno. Prima di farmene un’opinione dovrei parlarne con qualcuno esperto in materia.
Possiamo sciogliere la Lega, adesso?
Commento by Omar on 21 maggio 2009 at 09:41
@ Omar:
E ma quello è un partito. Non importa se da spazio alla xenofobia, ad idee separatiste e difendeva lo sciopero fiscale (reato). Non la toccheranno mai.
Commento by Diego Tomasoni on 21 maggio 2009 at 11:49
Diego Tomasoni ha scritto:
Sta agli elettori scardinarlo, il problema è che da dopo la morte di Moro e in seuito con la politica mediatica della P2, italiana si è trasformata e ha iniziato non ad anticipare il pensiero della gente mediante le riforme, ma ad inseguirlo. Si è capito che il populismo – e la Lega ne fa molto – paga più della lungimiranza, spesso avvertita come fastidiosa dall’elettorato.
Emilio
Commento by Emilio F. Torsello on 21 maggio 2009 at 12:41
@ Emilio F. Torsello:
E’ fortemente diseducativo e controsenso questa manie dalla “volontà della maggioranza”. E’ ovvio che se chiedessimo al paese chi vuole abolire le tasse, quasi tutti sarebbero d’accordo. Lo Stato deve essere un’istituzione che lavora per il bene del paese, non per il bene di una parte di esso che vota a maggioranza un leader. Ma Berlusconi parla del SUO popolo.
Commento by Diego Tomasoni on 21 maggio 2009 at 13:03
A proposito di Berlusconi..ecco le ultime,cosi per farci sue risate: ” Il premier Berlusconi davanti alla platea di Confindustria riafferma la necessita’ di rafforzare i poteri del presidente del Consiglio :”Dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perche’ non si puo’ chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale”,”criticare i giudici e’ un diritto di ogni cittadino”. E attacca ancora il Parlamento: ”le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti”.
In conclusione mi rimane di capire chi sono i tacchini e i capponi( ma penso i politici), m è chiaro che con più poteri al premier e abolito il parlamento ,cosa diventa l’Italia?
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-05-21_121347713.html
Commento by Simone Pomi on 21 maggio 2009 at 15:15
@ Simone Pomi:
Grazie Simone. Ho pubblicato in merito un articolo: http://www.dirittodicritica.com/2009/05/21/il-premier-vuole-piu-poteri-e-attacca-i-giudici-estremisti-di-sinistra/
Commento by Diego Tomasoni on 21 maggio 2009 at 15:30
Riporto quanto dichiarato da Salvatore Borsellino in un’intervista di oggi.
Commento by Omar on 21 maggio 2009 at 16:16
Scusate, ho dimenticato il link all’articolo integrale:
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/05/21/intervista_salvatore_borsellino_123.html
Grazie ad Angelo per la segnalazione.
Commento by Omar on 21 maggio 2009 at 16:18
@ Omar:
Ottime le parole di Salvatore Borsellino. Ecco che appena uno spera che il governo abbia fatto qualcosa di buono, subito ti crolla il castello di sabbia -_-
Commento by Diego Tomasoni on 21 maggio 2009 at 16:35
Diego Tomasoni ha scritto:
VERAMENTE IL DECRETO DICE ESATTAMENTE IL CONTRARIO. Basta leggere: «Il provvedimento medesimo (41bis, ndr) ha durata pari a quattro anni ed e` prorogabile nelle stesse forme per successivi periodi, ciascuno pari a due anni. La proroga e` disposta quando risulta che la capacita` di mantenere collegamenti con l’associazione criminale, terroristica o eversiva non e` venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita dal soggetto in seno all’associazione, della perdurante operativita`del sodalizio criminale, della sopravvenienza
di nuove incriminazioni non precedentemente valutate, degli esiti del trattamento penitenziario e del tenore di vita dei familiari del sottoposto. Il mero decorso del tempo non
costituisce, di per se´, elemento sufficiente per escludere la capacita` di mantenere i collegamenti con l’associazione o dimostrare il venir meno dell’operativita` della stessa».
Emilio
Commento by Emilio Fabio Torsello on 21 maggio 2009 at 19:38
Emilio, avendo letto il decreto ho avuto lo stesso dubbio. Credo che la dichiarazione di Borsellino sia ambigua e sintetica, ma ho provato ad interpretarla così:
1. Il 41-bis è diventato inesistente, perchè anche quelli che sono in 41-bis ora vengono tirati fuori con vari espedienti. Questa considerazione esula dalla norma del decreto.
2. Il 41-bis ha senso in quanto deve impedire ai mafiosi in carcere di comunicare con l’esterno e mantenere in piedi la loro rete di relazioni criminali. L’attuale decreto sancisce che il regime di 41-bis deve essere prorogato solo se questa rete risulta ancora in piedi, il che non ha senso, perchè il 41-bis dovrebbe servire proprio ad isolare il mafioso. Insomma, un paradosso.
Cosa ne pensi?
Commento by Omar on 21 maggio 2009 at 20:29
Omar ha scritto:
Sul primo punto dico che in parte hai ragione. Ma considera il caso Madonia, alla fine il Ministro stesso è intervenuto. Per quanto riguarda il punto secondo, ovviamente non si può tenere una persona in isolamento forzato a vita e, in sede di proroga, si stabilisce se e come questa persona potrebbe continuare ad avere contatti con l’esterno. Certo, tutto questo sistema sarebbe davvero valido nel caso in cui anche il sistema carcerario lo fosse. Ma forse è proprio questo il motivo per cui si cita esplicitamente la possibilità di eventuali fughe di informazioni all’esterno del carcere e la necessità, di volta in volta, di accertarlo.
Commento by Emilio Fabio Torsello on 22 maggio 2009 at 11:07
Insomma Emilio, provando a dirla in altri termini:
il regime carcerario italiano non funziona perfettamente, per cui un mafioso è in grado di comunicare con l’esterno e mantenere il controllo dei suoi affari.
Allora si istituisce il 41-bis, che prevedere l’isolamento dei mafiosi in modo che essi possano essere isolati dalla loro rete criminosa.
Questo nuovo decreto prevede (o osserva) lacune nel regime carcerario speciale del 41-bis e cerca di porvi rimedio con un’eventuale proroga, ipotizzando che nemmeno il 41-bis, in quattro anni, è servito ad isolare il mafioso.
Come dire: il 41-bis era una toppa messa su uno strappo del regime carcerario normale. Ora la toppa si è strappata e ci si mette sopra un’altra toppa.
E’ corretto?
Commento by Omar on 22 maggio 2009 at 12:14
Non credo si sia strappata. I boss al 41-bis scalpitano sempre. I controlli ogni 2 anni non credo siano soltanto verso l’interno ma anche verso l’esterno, valutano la situazione del carcerato in generale, in base anche all’evoluzione del crimine esterno.
Commento by Emilio Fabio Torsello on 22 maggio 2009 at 14:50
Forza, forza, Maroni, che siamo stufi di mafia; i soldi rubati li paghiamo noi con la finanziaria!
Commento by Vasco Vascon on 22 gennaio 2010 at 03:48
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