Non c’è solo Lampedusa
«Cinquecento clandestini sono stati respinti negli ultimi cinque giorni». Così apriva il Tg5 sette giorni fa. «Un grande successo contro la lotta all’immigrazione clandestina», esultano al Ministero degli Interni. È la linea della fermezza. I clandestini – forse – non attraccheranno più sulle coste italiane. Da due settimane a questa parte, i barconi di legno, provenienti dalla Libia, vengono fermati fuori dalle acque territoriali e costretti a tornare indietro.
Ma questo “successo”, ottenuto, tra l’altro, violando, secondo l’Onu, le convenzioni internazionali sul diritto d’asilo, non è altro che una misera goccia di un problema ben più vasto. In base ai dati forniti dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, nel 2008 circa 31mila migranti sono giunti via mare a Lampedusa. Il flusso che passa attraverso l’isola italiana è pari all’86% degli arrivi via mare sulle coste nazionali. Nel 2008 a Lampedusa c’è stato un incremento impressionante degli sbarchi rispetto al 2007, pari al 153%. «Queste sono persone che hanno pagato un biglietto. Non sono persone spinte da una loro speciale situazione all’interno di paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali», ha dichiarato Silvio Berlusconi per giustificare i respingimenti.
Eppure, il 70-75% dei migranti che giungono sull’isola di Lampedusa chiede asilo politico e di questi circa il 50% ottiene una qualche forma di protezione. Di conseguenza, il respingimento indiscriminato dei migranti in acque internazionali, viola il diritto di persone che fuggono dalla guerra e dalle persecuzioni. «Ma non possiamo accoglierli tutti noi», l’obiezione più ricorrente. Eppure, secondo l’Unhcr, la presenza in Italia di rifugiati politici è piuttosto ridotta: sono 38mila in Italia, 150mila in Francia, 300mila in Gran Bretagna e ben 600 mila in Germania.
Ma c’è di più. L’attenzione mediatica che è stata data agli sbarchi ha distolto l’attenzione dal vero problema dell’immigrazione clandestina. Gli arrivi a Lampedusa rappresentano solo il 15% del numero complessivo di ingressi nel territorio italiano al di fuori delle quote stabilite dalla legge. Allora da dove sono entrati i 240mila migranti che sono giunti in Italia nel 2008? In gran parte giungono dall’Europa dell’est attraverso la Slovenia: ucraini, rumeni, moldavi e russi. Non fanno rumore come quelli che giungono via mare. Entrano piano, in silenzio. Nessuno li vede eppure la vera frontiera colabrodo è proprio quella del nord-est. Allora perché concentrarsi su Lampedusa? Perché è lì che le telecamere delle Tv nazionali puntano l’obiettivo. È uno slogan politico in vista delle prossime elezioni, uno slogan pagato dagli stessi migranti, vittime due volte, perseguitati ovunque, mentre l’Europa fa finta di niente.
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