La minaccia nucleare della Corea del Nord
Pochi giorni fa i grandi della terra hanno dovuto rizzare le orecchie in seguito al test nucleare effettuato dal regime di Pyongyang. La parte nord del paese sembrerebbe intenzionata ad ignorare i dettami dell’armistizio del 1953, siglato alla fine della guerra di Corea. Dopo la condanna dell’Onu per il lancio del missile-satellite effettuato il 5 aprile scorso, che secondo gli USA celava in realtà il test di un nuovo missile nucleare, il regime aveva avviato le procedure per il ritrattamento del combustibile atomico a Yongbyon. Il 25 maggio scorso una scossa di terremoto registrata dall’agenzia Yonhap ha svelato, ancor prima della conferma ufficiale di Pyongyang, l’avvenuta esplosione sotterranea di una testata nucleare. Si trattava del secondo test nella storia della Corea del Nord. Questo test è stato prontamente seguito anche dal lancio di 3 missili con una gittata di 130 chilometri. Un messaggio inequivocabile. Per comprendere meglio la situazione che si vive al confine con questa nazione, considerata da noi europei come fortemente illiberale e pericolosa, il blog ha intervistato Ji-Eun La, una studentessa 21enne di Seoul.
Lei è Sud Coreana. Quali sono le principali differenze che distinguono il Sud dal Nord della Corea?
I due stati possiedono due opposti sistemi di governo. La Corea del Sud è notoriamente una democrazia, mentre il Nord è un paese sotto un regime comunista. C’è una forte differenza per quanto riguarda le libertà personali e anche per quanto riguarda il sistema economico. Il Sud è capitalista e quindi si attiene al mercato libero.
Sulle pagine di molti quotidiani internazionali è apparsa la notizia del secondo test nucleare del regime di Pyongyang. Qual’è la sua opinione?
Io non ho nulla contro di loro. Penso che siano gli Stati Uniti a considerarli come nemici, così come han fatto con l’Iraq. Secondo la mia opinione essi vogliono sviluppare le adeguate tecnologie per fornire energia alla nazione, non per iniziare una guerra. Tutte le nazioni più forti e avanzate hanno il nucleare, la “bilancia del potere”. Io non ho mai percepito alcun pericolo o minaccia dalla Nord Corea. Tutto ciò che vogliamo è una pacifica unificazione nel prossimo futuro.
Sul quotidiano italiano “Il Corriere della Sera” è apparsa la notizia che Pyongyang ha minacciato Seoul di intraprendere azioni militari se quest’ultima appoggerà, anche solo con azioni di controllo delle navi nord coreane, le iniziative americane o europee. Avete paura di queste dichiarazioni?
Noi Sud Coreani non abbiamo paura di Pyongyang, poichè pensiamo che non abbiano motivo di usare armi nucleari contro nessuno, a meno che qualcuno non li attacchi per primo. E’ Anche vero che non sono un soldato e non mi occupo di controllare il confine o di cose di questo genere.
Come abbiamo appurato, la Corea del Nord è un paese non-libero, con un governo militare che tiene la popolazione sotto un forte controllo centrale. Lei pensa che sia saggio lasciare una risorsa nucleare, o peggio, armi nucleari, nelle mani di un paese così?
Io non distinguo quale parte sia nel “giusto” e quale sia nel “torto”, chi è il cattivo “diavolo” e il “buono”. La maggior parte dei cittadini nord coreani sono persone normali. Solo i vertici del governo sono dittatori influenzati nel passato dall’Unione Sovietica. Sicuramente i test nucleari sono sbagliati, e non devono ripetersi. Ma se gli USA e gli altri stati avanzati vogliono realmente la pace nel mondo, devono anch’essi disinnescare i loro ordigni. Gli USA e altri paesi le possiedono ancora, perchè? Non ha senso che qualcuno possa avere armi di tale pericolosità e arrogarsi il diritto di vietarle agli altri.
Obama ha chiesto una forte reazione internazionale contro la Corea del Nord. Lei è d’accordo?
Anche Bush voleva una forte reazione contro l’Iraq. Cosa è successo dopo? E’ sicuramente giusto ciò che fanno gli USA? Dobbiamo chiederci perchè in diverse occasioni essi si comportino come i sovrani del mondo. Ciò che vogliamo e di cui abbiamo bisogno non è una politica dura, con imposizioni e pressioni. Abbiamo bisogno di una politica umanitaria. Una “forte reazione” può spingere la Corea del Nord sul bordo di un precipizio. Tutto può essere fatto in pace.
Opinioni e considerazioni sicuramente personali di una ragazza che vive dall’altra parte del mondo ma che offrono ad ognuno la possibilità di poter trarre le proprie conclusioni sulla vicenda. C’è da sottolineare che, proprio in questi giorni, il presidente americano Barack Obama ha parlato al Cairo di “un nuovo inizio con l’Islam“. Speriamo che il cambiamento porti nel mondo decenni di pace. Ce lo auguriamo tutti.
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Rocco
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