La favola delle “toghe rosse” e della magistratura politicizzata
Quando si parla di toghe politicizzate una buona parte della popolazione italiana ha un’idea ben chiara e cristallina. Un’idea cresciuta radicalmente in questi ultimi 15 anni e che difficilmente si riuscirà a cambiare si basa sulla convinzione che esista una magistratura politicizzata, eversiva ed ad orologeria, votata ad un unico obiettivo: distruggere politicamente il bersaglio di turno. Un bersaglio che in effetti è cambiato negli anni, ripensando ai vari personaggi politici più famosi, anche per i loro processi, come Andreotti, Craxi e Silvio Berlusconi. Credere a questa teoria dell’eterno complotto diventa semplice se a dar man forte ci pensano i mass media, “dimenticandosi” troppo spesso di riportare i fatti e le sentenze per quello che sono e soffermandosi solamente sul “nome” del protagonista per fare audience.
Il caso di Giulio Andreotti è uno dei più simbolici per questa “idea” diffusa della giustizia politicizzata. Con chiunque si parli c’è la piena convinzione della sua completa assoluzione, arrivata con colpevole ritardo dopo anni di continui attacchi, diffamazioni e dicerie sulla sua persona. La realtà invece è molto più grave. Basterebbe riportare la sentenza, con l’aggiunta dei fatti accertati dalla magistratura, come l’incontrò con il capo di Cosa nostra, Stefano Bontate o i rapporti con Salvo Lima, Vito Ciancimino e i cugini Salvo.
«Il reato di associazione per delinquere commesso fino alla primavera del 1980 è estinto per prescrizione (…) con la sua condotta (…) (non meramente fittizia) ha, non senza personale tornaconto, consapevolmente e deliberatamente coltivato una stabile relazione con il sodalizio criminale ed arrecato, comunque, allo stesso un contributo rafforzativo manifestando la sua disponibilità a favorire i mafiosi ». (fonte)
Questo è un esempio, identico al lavoro di pulizia che si sta facendo all’immagine di Bettino Craxi, attaccando, sminuendo e cancellando il lavoro fatto dal pool di Mani Pulite. Avevano l’unica colpa di avere scoperchiato Tangentopoli. Oggi, 15 anni dopo , si cerca di ricordarli come il cancro di quel periodo. Come accennato poco sopra, negli ultimi lustri gli attacchi ai giudici sono continuati, favoriti dalla carriera processuale dell’ On. Berlusconi, unica nel suo genere. Uno di questi fu il pm Ilda Boccassini, attaccata specialmente per il suo lavoro nel Processo Sme. Le accuse mosse a lei e ai suo colleghi di Milano erano le solite: «toghe rosse», «eversivi» o «golpisti a servizio della sinistra». La loro colpa? Indagare sull’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, i suoi avvocati, la sua azienda e altri giudici coinvolti. Nel 1996 Vittorio Feltri, ai tempi direttore del “Il Giornale” ( Famiglia Berlusconi) , scriveva cosi:
«Lo strapotere che esercitano, la disinvoltura con cui interpretano e usano i codici (…) intimidiscono il cittadino, lo lasciano in uno stato di vaga inquietudine (…). Anche Ilda Bocassini è troppo per il mio grado di tenuta nervosa. Non giudicatemi male: con lei non salirei neppure in ascensore. Tra poco vi saranno le elezioni, difficile credere che sia soltanto una coincidenza. Comunque, dati i personaggi, più che scandalo, questo sarà archiviato come impiastro. Alla puttanesca».
Una storia che s’è ripetuta questi ultimi mesi con un altro giudice, ironicamente molto simile esteticamente alla collega appena citata. Il suo nome è Nicoletta Gandus, presidente del collegio giudicante nel processo Mills a Milano. Il Cavaliere la definì «un suo nemico politico», «un’estremista di sinistra» e per questo non in grado di giudicarlo. Avviò anche un processo di ricusazione, per «grave inimicizia». Seconde il direttore della Stampa, Augusto Minzolini, il premier disse di avere un testimone da usare per questa ricusazione.
«Ho un testimone che ha ascoltato una conversazione tra la Gandus e un altro magistrato. Gandus ha detto: “A questo str… di Berlusconi gli facciamo un c… così. Gli diamo 6 anni e poi lo voglio vedere a fare il presidente del Consiglio».
Purtroppo di questo teste non si ebbe notizia e la ricusazione fu respinta prima dalla Corte d’Appello e poi dalla Cassazione di Milano:
I documenti che dovrebbero dimostrare l’inimicizia grave tra la dott.sa Gandus e il ricusante (…) sono mere manifestazioni di pensiero relative non a rapporti personali o comportamenti dell’on. Silvio Berlusconi ma semplicemente critiche a testi di legge approvati dal Parlamento durante la legislatura 2001/2006, nella quale quest’ultimo è stato capo del governo. (fonte)
Certamente non è bastato questo, e non basta tutt’ora, per togliere i dubbi insorti nel cittadino comune nei confronti della magistratura. Ci sono tre fatti che però risultano significativi e che dimostrano ancor di più la serietà, l’ estraneità politica e tanto più la mancanza di inimicizia personale di queste due togate. Per quanto riguarda Ilda Boccassini la notizia è di settimana scorsa. Con il suo lavoro ha fatto condannare 14 esponenti delle Nuove Brigate Rosse, con pene che arrivano anche a 15 anni di reclusione. “Il Giornale” nel giorno del loro arresto, nel febbraio 2007, dimenticandosi per un giorno la lotta alle toghe rosse, elogiò le forze dell’ordine guidate dalla pm milanese (Ilda la Rossa), cosi abili nello sventare un’azione terroristica che mirava addirittura a Silvio Berlusconi, il giornalista Ichino di “Libero” e la stessa Mediaset. La presunta toga rossa che condanna i brigatisti. C’è qualcosa che non torna.
Un particolare non così importante ma comunque rilevante è addebitabile invece al giudice Nicoletta Gandus. Nel febbraio del 2008, il Tribunale presieduto dalla stessa accordò il rinvio del processo a Berlusconi e a Mills, per motivi elettorali. Stava per incominciare la campagna del 2008, quella che vide stravincere la colazione Pdl-Lega e un processo nel bel mezzo sarebbe stato un impedimento sia mediatico che politico. Peccato che dopo le elezioni, oltre ai tentativi di ricusazione, subentrò il Lodo Alfano che stralciò la posizione del premier dal processo. Insomma, la Gandus fece un “favore” a Berlusconi posticipandogli il processo e dandogli la possibilità di vincere le elezioni senza interferenze, ma evidentemente questo dettaglio è poco noto ai sostenitori del Cavaliere e della teoria del complotto della amgistratura.
Un altro esempio della sua neutralità fu il processo a Roberto Formigoni , sicuramente tutto fuorché “politicamente vicino” alla sinistra, dove il presidente della regine Lombardia fu completamente assolto, dopo l’accusa di irregolarità nella gestione della discarica di Cerro. (Processo in cui fu coinvolta la Simac, sociètà di Paolo Berlusconi, che però patteggiò la pena con una risarcimento record di 52 milioni di euro).
Tutt’altra situazione può essere addebitata invece a Luigi De Magistris. In questi mesi di campagna elettorale, il neo-eurodeputato ha dichiarato più volte la suo ideologia politica, nata grazie alla vicinanza in gioventù col partito di Berlinguer. Per essere anch’egli una “toga rossa”, con le indagini a Prodi e a Mastella, ha minato non poco la strada di quel governo di centro sinistra. Sembra ci sia una tale confusione in queste vidende da non riuscire mai a capire da che parte sta il torto o la ragione. Si potrebbe iniziare con un punto molto semplice, cioè smettere di dividere i giudici in rossi, gialli e neri. Ritornare a basarsi sui fatti, leggere le carte, valutare le accuse e accettare le sentenze. Ma se così fosse, per gli italiani, si correrebbe il rischio dei crimini che i nostri politici commettono tutti i giorni, e della lunga lista di parlamentari con condanne definitive che siedono a Montecitorio.
In questi giorni alla lista dei “magistrati canaglia” si è aggiunto un nuovo nome (Tg1 docet), Pino Scelsi, sostituto procutore antimafia di Bari. La sua colpa? Indagare su un giro di ragazze invitate a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa (le residenze del premier Silvio Berlusconi) in cambio di denaro. L’offensiva mediatica contro il nuovo «eversivo» è appena cominciata.
Scritto da Simone Pomi in data 18 giugno 2009.

22 Responses to “La favola delle “toghe rosse” e della magistratura politicizzata”
La mia opinione sulle ripetute vicende che vedono politici accusare la magistratura è che, alla luce di un forte successo elettorale e dell’immunità ottenuta per legge, Berlusconi o chi per esso abbia forti interessi a screditare la magistratura per impedire, a qualunque costo, che emergano eventuali scheletri dall’armadio che possano costringere il governo alla caduta.
E’ interessante questa propaganda contro la “giustizia”, “se sbaglio è colpa di chi mi giudica, non mia”. L’idea è questa, e tutti gli elettori del Pdl, magari con un pò di problemi con la giustizia (o il fisco), sentono nella vittoria del premier sulla legge una sorta di sicurezza anche per i loro problemi. “Se ce la fa il Silvio, magari ce la faccio anche io”. Non è sorprendente dialogare con persone che tranquillamente evadono il fisco, ne sono fieri, e votano… guarda caso, il Popolo della Libertà (condizionata, cit).
Commento by Diego Tomasoni on 18 giugno 2009 at 20:37
la propaganda diffamatoria nei confronti della giustizia è una delle tante facce di questa medaglia che si chiama “soppressione progressiva delle libertà”… giustizia denigrata, imposizioni sulla libertà di stampa, blocco delle intercettazioni per indagini giudiziarie, ruolo del parlamento sempre più sminuito, libertà già semi-negata per stranieri…. sarà che per quanto mi riguarda ritengo che ci siano pilastri intoccabili per la democrazia in un paese, e cioè parlamento e magistratura imparziale, e vederli così spesso, ripetutamente, spegiudicatamente attaccati mi inquieta non poco…. vedere come il potere (inglobiamoci pure quasi tutta la classe politica italiana! Berlusconi se ne farà anche portavoce, ma non ci credo che negli altri schieramenti siano tutti santi immacolati
) si stia progressivamente facendo beffe di certi pilastri… e di come i cittadini, stupidamente, ingenuamente o per pura e semplice ignoranza, non se ne accorgano, o lo accettino, non può che far stare male e preoccupare.
mi rendo benissimo conto che un sacco di gente non ha interesse a vedere rispettato un certo tipo di giustizia severa, intransigente e uguale per tutti, eppure non riesco ancora a capacitarmi di come il delinquere sia diventato un componente sempre più stabile nella nostra mentalità.
Commento by Erica Balduzzi on 18 giugno 2009 at 21:20
La favola delle “toghe rosse” e della magistratura politicizzata…
Quando si parla di toghe politicizzate una buona parte della popolazione italiana ha un’idea ben chiara e cristallina. Un’idea cresciuta radicalmente in questi ultimi 15 anni e che difficilmente si riuscirà a cambiare si basa sulla convinzione che esis…
Trackback by diggita.it on 18 giugno 2009 at 22:45
La favola delle “toghe rosse” e della magistratura politicizzata…
Quando si parla di toghe politicizzate una buona parte della popolazione italiana ha un’idea ben chiara e cristallina. Un’idea cresciuta radicalmente in questi ultimi 15 anni e che difficilmente si riuscirà a cambiare si basa sulla convinzione che esis…
Trackback by cronaca24.org (Ultime notizie dall Italia e dal mondo) on 18 giugno 2009 at 22:46
molto ben scritto il post. si potrebbe citare anche caselli, che a suo tempo sconfisse le br originali, e poi assesto’ duri colpi alla mafia. e poi il ricordo di tangentopoli e’ pura sofferenza. perche’ sono ben nitide le immagini degli imprenditori in coda fuori dalla procura di milano, prima dell’alba, per autodenunciarsi e denunciare mazzette e corruzioni varie. e forlani con la bava alla bocca. e craxi fuori dall’hotel rafael. e paolo brosio, allora al tg4, in collegamento diretto perenne dai marciapiedi di fronte al palazzo di giustizia, ed emilio fede ipereccitato. e si dimentica i tanti dirigenti del pc milanese finiti al gabbio (giusto per smentire l’appellativo “toghe rosse”). e poi, con la morte nel cuore, ricordare le stesse identiche accuse rivolte al giudice falcone. e cosi’ via.
il nostro paese manca completamente di memoria storica, di lucidita’ e di un minimo di obiettivita’. prima o poi si potra’ scrivere come realmente ando’? e cioe’ che le toghe non furono rosse, bensi erano “i neri”, “i bianchi” e poi “gli azzurri” ad essere taaanto taaanto “cattivi”. e che “i rossi” furono meno coinvolti per due semplici motivi: uno, perche’ il pc fu sempre minoranza nel paese, e quindi aveva minore potere; due, per la “questione morale” sollevata da berlinguer, ed ancora oggi attuale. infatti da quando, scomparso il pc, quello stesso partito si e’ andato trasformando, sposanedo in toto l’idea (neo? ultra?) liberista, fino a diventare pd e perdere cosi’ quasi ogni riferimento alle sue origini, i suoi ammanicamenti sono cresciuti di pari passo. saluti
Commento by ventopiumoso on 19 giugno 2009 at 11:04
Eccezionale articolo, fatti e non minchiate
Il progetto DDC mi piace sempre di più
Commento by Walter Paiano on 19 giugno 2009 at 12:48
E’ difficile all’inizio avere gli adeguati consensi, anche se ammetto che molti degli articoli che abbiamo pubblicato superano di gran lunga la sufficienza che si può trovare nella rete. Bisogna essere costanti e cercare di documentarsi sempre di più.
Commento by Diego Tomasoni on 19 giugno 2009 at 14:27
E’ facile intuire i motivi che spingono il premier e i suoi sostenitori ad attaccare ogni azione della magistratura. Dalla condanna di Mills, ai processi bloccati grazie al lodo Alfano, alle frequentazioni con una minorenne fino ad arrivare all’inchiesta di Bari, nel quale presunte escort sono state pagate per feste a casa Berlusconi, il premier una ne pensa e 100 ne fa. Se Berlusca cade, si trascina a fondo metà delle persone che da lui ancora aspettano favori. E’ nei loro interessi proteggerlo a tutti i costi.
Commento by Diego Tomasoni on 19 giugno 2009 at 14:41
“il nostro paese manca completamente di memoria storica, di lucidita’ e di un minimo di obiettivita’. ”
C’è una forte volontà di non ricordare. Non è solo smemoratezza, è terrorismo storico. Cancellare le vicende del fascismo, screditare l’operato dei partigiani, raccontare che i comunisti, i padri della patria, son tutti bolscevichi e quant’altro. E’ la menzogna che avanza, che riscrive il passato e da origine ad un futuro nefasto.
Commento by Diego Tomasoni on 19 giugno 2009 at 14:44
Hai ragione, ci molti altri casi, per primo quello di Caselli, ma anche lo stesso Di Pietro, o Gherando Colombo. Tuttu accusati di ogni male, solo per rovinarli davanti all’opinione pubblica. Ti consiglio vivamnete di vedere Promemoria, di Travaglio [se non l'hai gia visto
]. Nella prima parte ricorda benissimo i fatti di tangentopoli, includendo tutti i partiti che intascavano le bustarelle, dalla Psi al Pci e la Dc. Riportando i fatti…
Tu parli anche di toghe di altro colore, ma io la vedo di più come filogovernative, cioè vicine al governo in carica,e anche certamente negli anni passati ,dove il governo prima è stato nero, poi molto bianco (e giallo) e ora molto azzurro…….lo si vede ad esempio dalle archiviazioni troppo facili di questi mesi della sempre amica procura di Roma..
Commento by Simone Pomi on 19 giugno 2009 at 14:53
Grazie Walter…. MI fa molto piacere che ti sia piaciuto. I fatti sono la nostra forza..,……..potrebbe essere uno slogan?…. e io devo sempre ringraziare il Director Diego che mi ha dato questa opportunità…e mi fa da tutor
Commento by Simone Pomi on 19 giugno 2009 at 14:56
Ma quale tutor! Gli articoli li scrivi bene perchè hai passione, e quella sinceramente non si insegna a nessuno!
Commento by Diego Tomasoni on 19 giugno 2009 at 16:53
mi pare chiaro che la magistratura sia,almeno in parte, politicizzata: è più che evidente e di pubblico dominio. cosi come è chiaro che la tempistica di certe cose, vedi sentenze ed avvisi di garanzia, è quantomeno sospetta.questo però non ripulisce moralmente chi i crimini li commette…e non impedisce a chi vuole fare il suo dovere di prendere giuste decisioni,in buona parte dei casi.oltretutto c’è da considerare l’inettitudine di una parte dell’apparato giudiziario che, se ha dei ‘bersagli’ politici, manco riesce a colpirli a dovere.
Ventopiumoso scrive: “perche’ il pc fu sempre minoranza nel paese, e quindi aveva minore potere”
magari meno potere politico -’meno’ si fa per dire- ma l’influenza e la presenza che aveva -e che in parte mantiene- nelle scuole, nelle università, nei giornali, nella giustizia,nell’editoria,nel mondo della cultura a tutto tondo e cosi via, era straordinariamente elevato. forse una specie di compensazione per il fascismo e per il fatto che ben pochi fascisti hanno pagato dazio. comunque in italia ognuno ha sempre avuto il suo potere e le sue nicchie più o meno grandi di azione…tutti, destra , sinistra, centro.
Commento by V3N0M on 20 giugno 2009 at 00:01
Che i “gruppi di potere” siano variegati e ben distribuiti posso anche ritenerlo legittimo. L’influenza di cui tu parli, che coinvolge soprattutto i rami intellettuali della società, io non la vedo come una cosa malvagia. La cultura di sinistra è votata al pluralismo, alla democrazia, alla tolleranza, all’illuminismo… e per tanto si allontana sia dal proselitismo cattolico sia dalla violenza e dall’odio delle destre. Io dico: menomale che esiste questa influenza(!), perchè dall’altra parte, almeno in Italia, esistono le TV di un uomo che, da quanto dicono i fatti sulle sue vicende personali, non è propriamente una brava persona. Io avendo frequentato le scuole in provincia di Bergamo, posso dire che non ho subito molto l’influenza di alcunché. Anzi, le idee sbagliate, tipo il razzismo e l’odio, circolano molto bene.
Commento by Diego Tomasoni on 20 giugno 2009 at 00:07
ma infatti può essere positivo o negativo,basta non scrivere che la magistratura non è politicizzata..basta scrivere che un giudice o un pm possono essere imparziali anche se hanno delle valenze politiche ben definite.
recentemente abbiamo avuto anche un magistrato che è shiftato con comodità in politica,putacaso in un partito gestito da un ex pm…queste semmai sono le cose da evitare.uno sente di pietro o de magistris che esprimono idee ben precise contro berlusconi -uno a caso- e si chiede “sarebbero stati imparziali?”. o stai nel giudiziario o stai nell’esecutivo…ma in italia ormai è tutto un casino e non ha ragione quasi più nessuno.
Commento by V3N0M on 20 giugno 2009 at 00:20
In tutta onestà, vedendo tutti gli scandali che da anni colpiscono (senza troppi effetti) Berlusconi e i suoi amici, sarei MOLTO più preoccupato se ci fosse una magistratura cieca! Se dovessero mai processarmi, sarei tranquillo nell’essere di fronte a giudici che fanno bene il loro lavoro e che, come è giusto a NORMA DI LEGGE, accusano un premier come Berlusconi di commettere reati che in qualunque altra parte del mondo gli costerebbero qualche anno al fresco.
Commento by Diego Tomasoni on 20 giugno 2009 at 11:58
Caro Tomasoni,
ti consiglio un libro di Kafka , così capirai cosa vuol dire subire un processo a vanvera.
La legge penale è terribile può portare malattie somatiche e fissazioni, oltre ad altre patologie non scherzare mai, coi Santi.
In realtà si tratta di una giusta pretsa punitiva dello Stato, ma deve essere entro i limiti della riserva di legge costituzionale.
La politica non si fà con puttanate di prostitute baresi, che sfioorano il comico pensi che un miliardario presidente del consiglio per portarsi a letto una vecchia di 42 anni debba pagare 2000 euro.
e il casting delle veline a Cologno, mille presenze di vere gnocche quanmte l’ avrebbero data gratis al padrone di casa…
Servivano escort dal meridione, e se volevano riservatezza su siti inglesi vi sono escort costyose in sterline.
Commento by pietro sestili on 20 giugno 2009 at 22:42
Ho compiuto ieri 23 anni, e nella mia breve vita sono sicuro di aver appreso due aspetti fondamentali della vita:
1) spesso la realtà supera perfino la fantasia. Ci siamo sforzati negli ultimi mesi di pensare a quali progetti stile P2 il nostro premier avesse in mente, e la realtà di tutti i giorni ci ha mostrato vicende ancora più assurde. (lodo alfano, censura, intercettazioni eliminate, minaccia di bloccare decine di migliaia di processi per fermare uno dei suoi, ecc – potrei continuare per una buona mezz’ora)
2) coloro che non conoscono la sincerità e non sanno dialogare con la loro coscienza, molto spesso sono portati a stravolgere i loro stessi ideali pur di difendere le loro posizioni, perfino contro la realtà dei fatti. In questa categoria di persone ho riscontrato soprattutto coloro che di politica sanno poco e male, che pur di difendere il loro “voto”, o il loro “premier”, mettono in secondo piano colpe che magari fino al giorno prima erano per loro infamanti, squallide e inaccettabili.
Se non altro, non ho passato invano questi miei primi 23 anni.
P.S. non temo la giustizia, pago le tasse, non ho interesse a commettere crimini e semmai sarò incolpato di qualcosa andrò a testa alta ad affrontare l’accusa. Sicuramente non depenalizzerò leggi per reati da me commessi, non farò lodi per salvarmi dalla prigione e non incolperò gli altri se commetterò errori miei. Non sarò come il premier Berlusconi, puoi scommetterci.
Commento by Diego Tomasoni on 21 giugno 2009 at 02:15
Parlavo nell’articolo dell’attacco futuro al pm Pino Scelsi. Non sono io il mago. Sono loro che sono banali oramai,come “il Giornale”
Il disegno politico del pm anti premier che militava nelle fila di Lotta Continua
Per fortuna qualcuno sa rispondere ,sempre con i fatti, come lo storico Aldo Giannuli.
IL GIORNALE, L’INCHIESTA BARESE SU BERLUSCONI E IL PM SCELSI..
Commento by Simone Pomi on 21 giugno 2009 at 14:22
E bravo Simone!
Commento by Diego Tomasoni on 21 giugno 2009 at 15:27
La magistratura non è toghe rosse, per lo meno non solo.
Buoni mischiati ai cattivi, e bravo chi distingue se ci riesce; certamente ho letto solo esempi che parlano per i casi trattati e valgono per sè, interpretabili critiche o meno.
La giustizia non è solo la lotta a Berlusconi, che non mi sogno nemmeno di giustificare e difendere, ma prima di tutto è riferimento ai valori del diritto vivente che hanno improntato la Costituzione, conformandosi dottrinariamente sull’etica, sulla morale, sui valori umani e sul rispetto per gli altri, elementi che mancano quasi del tutto nell’operato attuale della magistratura che si sente libera di rifiutare l’applicazione delle leggi, sostituendosi addirittura in numerosissimi casi al Parlamento.
Non entro nel finto nemico, nelle accuse che sembrano coprire tutte le altre malefatte della magistratura, come abusi a go gò in materia penale spicciola e diritto di famiglia, discriminazione maschile con leggi razziali (x italiani maschi, sì, sentito bene), ma mi sento di consigliare ai partecipanti ed agli amministratori di frequentare (anche da indagati in base a pretesti e\o tolleranze zero, con sproporzioni penali di punitismo) un pò i tribunali e le toghe, ma non a chiacchiere qui, bensì dal vivo.
Versione “Live” queste persone si manifestano praticamente tutte per quello che sono : esseri umani con debolezze e difetti scaricati nei processi sulla cittadinanza sprovvista di difesa contri tali autorità.
Contro i loro abusi non esiste praticamente nessuno strumento utilizzabile, impossibile difendersi da una qualsiasi loro ingiustizia, non è previsto nulla di utilizzabile veramente dal cittadino normale che soccombe divenendo il solito “capro espiatorio”.
Questa è la giustizia intesa dalle toghe di qualsiasi colore: non è l’indirizzo politico a qualificarle, non depistateci, ma il loro oramai diffuso comportamento scorretto ed abusivo (direi isterico, andateci a parlare …) a sfiduciarli.
Bisognerebbero di essere responsabilizzati, in mancanza di una vera legge garantista da loro, con nuove norme democratiche che li riportino nella legge, visto che i primi a beneficiare delle immunità ed impunità “AD PERSONAM” SONO PROPRIO I MAGISTRATI.
E la bufala del CSM , cane che non mangia cane tra amici di merende nei tavoli dell’ANM poi …
Berlusconi ci prende il denaro, ma sopravviviamo.
La magistratura ci prende la vita e la libertà; scegliete voi.
Commento by giosinoi on 22 giugno 2009 at 13:33
[...] hanno fatto breccia nel cervello di ogni cittadino italiano. Più recentemente possiamo ricordare il caso del giudice Gandus, definito «un mio nemico politico» dal Presidente del Consiglio e accusata fra l’altro di [...]
Pingback by Il legittimo sospetto? Solo se conviene al Premier | Diritto di critica on 6 luglio 2009 at 09:45
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