Il Senato riduce le “paghette”: cinghia stretta (ma non molto) per i funzionari esterni
Paghetta con qualche euro in meno per quanti erogano servizi “dall’esterno” al Senato della Repubblica italiana. Dai vigili urbani intorno al Palazzo, ai poliziotti, ai carabinieri del nucleo senatoriale, ai dipendenti delle Poste, ai funzionari della filiale Bnp-Paribal-Bnl. Dai prossimi mesi l’obolo “in più” che gli era dovuto in quanto personale gravitante attorno o dentro (ma da esterni) a palazzo Madama, sarà tagliato del 10 per cento. È quanto prevede il progetto di bilancio all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.
Paghette di 300-400 euro mensili per i livelli più bassi fino a 1.500 euro per i gradi più elevati, una vera manna dal cielo che non possono certo permettersi le centinaia di migliaia di famiglie italiane con i problemi della “quarta settimana”. Ma in Italia, si sa, un Palazzo fa la differenza.
La voce di bilancio prevede un taglio di 210.000 euro: per il 2009, in particolare si “scenderà” a 3.110.000 euro, rispetto ai 3.320.000 euro del 2008. Un taglio di poco inferiore al 7 per cento che decorre dal primo maggio 2009. Il budget alla voce “paghetta” potrebbe però calare ulteriormente nell’immediato futuro. È infatti arrivato all’esame dell’Aula un ordine del giorno, firmato dai senatori segretari Piergiorgio Stiffoni (Lega), Silvana Amati e Marco Stradiotto (Pd), Elga Thaler Ausserhofer (Svp), con cui si chiede di estendere la disciplina del taglio del 10% anche al triennio 2009-2011. Briciola dopo briciola, forse da qualche parte si inizia a risparmiare. Il prossimo passo? Gli Enti inutili. E anche lì è tutta questione di paghetta.
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Diego Tomasoni
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Emilio Fabio Torsello
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