La stampa estera scatenata sugli scandali del premier
Non vi sono dubbi: la stampa internazionale non ha particolari scrupoli o conflitti di interesse che limitino la sua obiettività, e per tal ragione, quando porta alla luce fatti e testimonianze, si dimostra sempre molto più efficiente e determinata di quella casereccia, adagiata sui dettami del “politically correct” e prona nell’assecondare il leader di turno. Solo poche settimane fa discutevamo in queste pagine di come, nel corso degli ultimi 15 anni, la stampa estera avesse riposto particolare interesse sulla tumultuosa e per certi versi oscura carriera politica dell’attuale Premier italiano. In questi giorni, dopo che nelle scorse settimane alcuni scandali sessuali hanno coinvolto il Presidente del Consiglio, i giornali stranieri si stanno mobilitando per documentare, senza nascondere lo stupore, l’evolversi degli eventi in una democrazia italiana sempre più sotto il fuoco delle critiche e dello sdegno internazionale.
L’Independent di Londra ha scritto: «Allo stesso modo, confrontato da una serie di scandali interni che farebbero imbarazzare l’imperatore Tiberio, il primo ministro italiano sale sul palcoscenico mondiale, oggi annunciando il programma del G8, poi partendo per la Libia dove incontrerà Gheddafi, quindi la settimana prossima ospitando il presidente Obama e gli altri leader del G8 all’Aquila. Voci in patria e all’estero si chiedono se i suoi problemi interni diminuiranno la sua capacità di affrontare importanti questioni globali».
L’Economist dichiara senza mezzi termini che Il Presidente del Consiglio italiano conduce una campagna contro i mezzi di informazione stranieri, aggiungendo che «Ha tutto il potere che può derivare da un grande patrimonio personale, ampie partecipazioni nei media e nell’editoria, controllo sulla televisione commerciale così come influenza sull’emittente pubblica. Il 13 giugno ha fatto appello agli imprenditori italiani affinché non comprassero spazi pubblicitari sulle testate interne critiche (contro l’operato del governo n.d.r.)».
Il Times ci è andato giù ancora più pesante avanzando un’ipotesi tutt’altro che infondata. Il presidente del Consiglio potrebbe essere chiamato a deporre proprio durante il G8 per l’indagine su Giampaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che portava escort alle feste in Sardegna e a Roma del premier, accusato di incitamento alla prostituzione e traffico di cocaina. Nell’edizione di ieri ha dedicato un’intera pagina al premier affermando ironicamente che «Si avvicina la tempesta mentre il cantante (Berlusconi lavorò come cantante sulle navi da crociera da giovane ndr) insiste che sulla nave è tutto a posto». Ha poi evidenziato come il premier, in evidente affanno nella politica interna del paese, fa ciò che ogni leader farebbe nelle sue condizioni: si occupa di politica estera.
Il Wall Street journal intanto non molla la presa sugli scandali pre-elettorali che hanno visto coinvolto il Premier, dapprima nella famosa frequentazione con una ragazza neo-maggiorenne di nome Noemi Letizia («lo chiamo Papi Silvio»), e successivamente con la pubblicazione di compromettenti foto realizzate da Antonello Zappadu durante una delle discusse feste di Berlusconi a Villa Certosa, pubblicate le scorse settimane dal quotidiano spagnolo El Pais.
Un’ipotetica risposta del premier a questo sciame sismico contro la sua carica istituzionale si può leggere tra le righe delle recenti dichiarazioni che ha rilasciato in merito alla crisi economica: «bisogna chiudere la bocca a tutti questi organismi internazionali che ogni giorno dicono la crisi di qua e la crisi di là e anche agli organi di stampa che tutti i giorni danno incentivi alla paura e diffondono il panico». «Gli organi di stampa riprendono le posizioni del tanto peggio tanto meglio delle opposizioni e danno incentivi alla paura». Il premier ha poi aggiungo: «L’ho detto a Santa Margherita anche se ha fatto scandalo e lo ripeto: gli imprenditori devono minacciare di non dare pubblicità a quei media che sono essi stessi fattori di crisi». «Al G8 e G27 che presiederò dirò agli imprenditori di non avere paura, di pubblicizzare i loro prodotti e di essere più convincenti con i direttori e i responsabili degli organi di stampa, incentivandoli affinchè non diffondano la paura». La parola “crisi” forse è il termine più appropriato per definire il periodo che sta passando Silvio Berlusconi. La sua ricetta, enunciata senza troppe premure, è forse eccessivamente lontana dalla libertà da lui spesso citata, contrapposta ad un’idea molto più vicina alla censura di chi diffonde informazioni scomode.
Con un nuovo disegno di legge alle porte che parla del “Diritto all’oblio“, ossia il principio secondo il quale non è legittimo che una condanna o comunque un precedente pregiudizievole pubblicato in internet possa venir riproposto quando la questione non è più di attualità, il rischio che anche la rete venga “ripulita” dalle informazioni che “incastrano” e macchiano la reputazione dei potenti è sempre più reale. Il premier è lungimirante, bisogna riconoscerglielo.
Scritto da Diego Tomasoni in data 1 luglio 2009.

7 Responses to “La stampa estera scatenata sugli scandali del premier”
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L’altra sera ad Iceberg l’avvocato Pecorella(avvocato di berlusconi) espeoneva una curiosa tesi del perchè la stampa estera se la prendeva con il Cavaliere. Secondo costui erano mossi da un’invidia e dalla apaura del suo troppo potere, perchè grazie alla sua azione d’amicizia con l’america e la russia, aveva spostato l’asse di comando dell’europa sul mediterraneo…Un a curiosa teoria d’irea,, ma dagli avvocato di silvio ci si può aspettare di tutto(vedi utilizzatore finale). Povera Italia!
Commento by Simone Pomi on 4 luglio 2009 at 19:10
a questo punto il partito democratico deve fare una mossa geniale
eleggere petrizia d’addario a segretario del partito
visto che la polltica della sinistra ormai e strettamente collegata alle sue (grandi) labbra
ma come cavolo avete fatto a ridurvi così?
Commento by tito on 6 luglio 2009 at 01:13
Temo che qui nessuno sia ne iscritto nel Pd, pertanto non devi chiederlo a “noi” Tito.
Il Partito Democratico oggi è come una squadra di calcio senza allenatore, allo sbaraglio. E’ un gruppo politico che è incapace di confrontarsi con Silvio Berlusconi, che se non è Darth Father poco ci manca (corruzione, minorenni, scandali sessuali, immunità col lodo alfano, crisi internazionali d’immagine, ecc). AAA Leader cercasi insomma.
Commento by Diego Tomasoni on 6 luglio 2009 at 09:20
[...] il recente quanto rovinoso tracollo della reputazione del Premier Berlusconi, travolto da numerosi scandali e vicende giudiziarie, potesse restare solo come una delle tante note di demerito da allegare alla [...]
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