Studio aperto si lancia in una strenua difesa del premier
Che Studio Aperto fosse uno dei tg più criticati della rete era ormai noto. Da tempo è infatti oggetto delle critiche esasperate di migliaia di blogger e utenti di youtube insoddisfatti della qualità dei servizi e dell’obiettività spesso latente. Quanto è stato proposto nell’edizione giornaliera di mercoledì 1 luglio ha però dei risvolti molto più seri, poichè i contenuti del servizio toccano direttamente interessi politici e fatti giudiziari. Questa volta la trasmissione diretta da Giorgio Mulè ha sostituito i servizi su veline, attrici e gossip, per vestire i panni notoriamente riservati all’Avvocato Ghedini. In un montaggio di quattro minuti a cura di Massimo Miori, il tg ha attaccato a testa bassa la dimissionaria amministrazione pugliese guidata da Nichi Vendola, sfruttando la vicenda per inscenare una strenua difesa del premier Silvio Berlusconi, nell’occhio del ciclone dopo i recenti scandali documentati dai giornali di tutto il mondo.
Un servizio breve che in pochi minuti diffonde un messaggio totalmente diverso rispetto a quanto documentato nelle scorse settimane dai media italiani e stranieri, attualmente colonna portante delle indagini della magistratura. Studio Aperto dichiara che il premier è stato “tirato in mezzo” nella vicenda delle “feste Vip” mentre la stampa ignora il vero scoop, ossia le indagini sugli appalti nella sanità per i quali sono indagati alcuni membri della dimissionaria giunta di sinistra della regione Puglia.
Si potrebbe iniziare col dire che, colpevoli o innocenti, i membri della giunta hanno rassegnato le dimissioni preventivamente a qualunque processo a loro carico, mentre ad oggi non risulta che il premier Berlusconi abbia mai avanzato l’ipotesi di rinunciare all’immunità garantita dal lodo Alfano perr farsi processare. In secondo luogo sarebbe interessante capire quale notizia può essere più rilevante per la nazione, se una giunta regionale sotto accusa o la confessione di una escort che sostiene di aver fatto sesso con il Presidente del Consiglio in cambio di denaro e/o favori per l’acquisizione di un residence. E’ banale sottolineare che la seconda news, qualora verificata, potrebbe avere risvolti biblici.
Interessante anche la testimonianza di Manila Gorio, trans che avvalora con la sua testimonianza l’accusa di Studio Aperto secondo il quale la stampa straniera voleva “arruolare” testimoni per attaccare il premier. Di fatto questa testimonianza non rivela nulla di nuovo nel mondo del giornalismo, mentre strumentalizzata come nel servizio proposto può dare l’impressione ai telespettatori che tutta la vicenda sia solo una montatura dei giornali. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, la stessa Manila usa termini molto differenti e da risposte molto vaghe sulla vicenda, dimostrando di non conoscere a fondo i fatti (motivo per il quale la sua intervista per News of the World non è stata pubblicata). In contrapposizione alle affermazioni vaghe di Manila restano invece in evidenza le dichiarazioni ufficiali di Patrizia D’ddario rilasciate al Corriere della Sera, dichiarazioni che Studio Aperto non ha mai diffuso in queste settimane nonostante siano ufficiali. Ignorata dal tg di mediaset anche l’intervista a Barbara Montereale, amica di Patrizia, che dichiara senza mezzi termini la vera professione dell’amica, ossia la escort.
Non è compito di questo blog processare degli imputati sotto inchiesta da parte della magistratura, e infatti le vicende di cui sopra sono notizie che fin’ora sono state citate solo marginalmente nei nostri articoli. Resta però evidente, e da lì la necessità di documentare il fatto, il comportamento quantomeno discutibile di un telegiornale nazionale che prende le parti in maniera netta di un esponente politico, casualmente proprietario dell’emittente televisiva che trasmette il tg stesso, con la forte volontà di “assolverlo” dalle sue presunte colpe senza un processo regolare come ogni cittadino italiano.
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