I blogger di tutto il mondo si battono per la libertà e la democrazia



ctrlReporter Senza Frontiere ha segnalato l’arresto del giovane blogger pro-Democrazia Nguyen Tien Trung. Laureatosi in ingegneria nell’università francese di Rennes nel 2007, tra i fondatori dell’Assembly of Vietnamese Youth for Democracy e membro del Partito Democratico del Vietnam, Trung era tornato in Vietnam dall’Europa per portare avanti la sua battaglia per la libertà d’espressione, svolta principalmente scrivendo sul suo blog. L’arresto è parte di un’ondata di misure repressive prese dalle autorità contro i dissidenti politici: nelle ultime settimane ne sono stati arrestati una trentina.

Nei giorni in cui in Italia si è organizzato il primo sciopero di blogger al mondo contro un ddl che mira ad imporre un bavaglio alla libertà d’espressione in Rete e «mentre gli occhi del mondo sono puntati sull’Iran e sul Xinjiang, il governo vietnamita sta arrestando gli attivisti democratici uno ad uno, specialmente quelli che cercano di promuovere la causa della libertà d’espressione attraverso i loro scritti», ha affermato Reporter Senza Frontiere (RSF), ritenendo che «questa sistematica repressione di dissidenti sta riportando indietro la causa della Democrazia in Vietnam di dieci anni».

L’arresto del 25enne Nguyen Tien Trung porta a 11 il numero di giornalisti e blogger vietnamiti incarcerati. Membro attivo del Partito Democratico del Vietnam, il blogger Trung stava svolgendo il servizio militare obbligatorio quando, il 6 luglio scorso, è stato cacciato dall’esercito per aver rifiutato un giuramento (che a sua avviso devierebbe dallo spirito rivoluzionario del Pensiero di Ho Chi Minh, che formalmente è il principio che guida la Repubblica Socialista del Vietnam). Il giorno seguente è stato arrestato. Dopo pochi giorni il suo blog è stato oscurato. I poliziotti che lo hanno prelevato dalla sua abitazione di Ho Chi Minh City erano comandati dallo stesso ufficiale che ha arrestato il famoso avvocato e dissidente Le Cong Dinh il 13 giugno.

Dinh, 40enne, ha svolto il ruolo di avvocato difensore di alcuni giornalisti, blogger e attivisti per i diritti umani in vari processi. Tra i più famosi dissidenti difesi da Dinh vi sono gli scrittori Nguyen Van Dai e Le Thi Cong Nhan e il blogger Nguyen Hoang Hai (che scriveva con lo pseudonimo di Dieu Cay). Per difenderli, Dinh si appellò al diritto di libera espressione del pensiero, solo formalmente tutelato dall’Art. 69 della Costituzione del Vietnam, ma i tre dissidenti vennero comunque condannati. Inoltre, l’avvocato Dinh è stato l’autore di vari articoli in favore della democrazia e per il rispetto dei diritti umani pubblicati su BBC, Radio Free Asia e vari siti Internet esteri (censurati in Vietnam perchè considerati sovversivi dal Governo) come “Vietnam Democracy Movement“, “Vietnam Reform“, “New Horizon“, “Thorough Discussion” e “Democratic Freedom“. Nonostante le pressioni internazionali per il suo rilascio, tra le quali quelle dell’UE e del Governo americano che attraverso il portavoce del Dipartimento di Stato Ian Kelly ha chiesto l’immediato rilascio del prigioniero, dichiarando che «l’arresto di Dinh contraddice l’impegno del Governo vietnamita di rispettare gli standard internazionalmente riconosciuti riguardo ai Diritti Umani», Dinh è ancora in galera. Egli è tenuto in isolamento completo con l’accusa di aver perpetuato la «diffusione di propaganda contro lo stato» (art. 88 codice penale vietnamita) e sostenuto un «complotto volto a rovesciare il Governo». Se risulterà colpevole, potrebbe essere condannato ad una pena massima di 20 anni di reclusione.

Ora anche contro il blogger Trung potrebbe essere brandito l’articolo 88 del Codice Penale in quanto il ragazzo, secondo le dichiarazioni della polizia, è ritenuto responsabile di aver organizzato l’Assembly of Vietnamese Youth for Democracy con l’intenzione di collaborare con forze antigovernative nazionali e straniere per ottenere un cambiamento di regime politico in Vietnam. La polizia sostiene che Trung avrebbe scritto nel suo blog, distribuito documenti sovversivi, lanciato su internet il suo movimento e tenuto discorsi in occasione di incontri più o meno pubblici per incitare i giovani ed il popolo ad opporsi al governo. Gli si imputa anche di aver tentato di organizzare dimostrazioni contro il passaggio della torcia olimpica a Ho Chi Minh City, nell’aprile del 2008. I giornali vietnamiti sostengono che «nei suoi siti internet e nel suo blog, Trung e i suoi colleghi hanno pubblicato articoli che distorcono l’attuale situazione del paese, contenenti propaganda contro lo stato e hanno adescato le persone ad aderire alla loro organizzazione» e che con l’aiuto di altri «reazionari […] ha provato a rovesciare il governo vietnamita».

RSF include il Vietnam nella lista dei 12 paesi “nemici di Internet” insieme a Myanmar, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan e Uzbekistan. Secondo RSF, questi paesi hanno trasformato Internet in Intranet, allo scopo di impedire alla loro popolazione l’accesso a informazioni online considerate “indesiderabili” dai loro governi. «Tutti questi paesi», dice RSF, «si distinguono non solo per l’abilità di censurare l’informazione online, ma anche per la loro persecuzione sistematica degli utenti internet fastidiosi».

Ad oggi RSF stima che al mondo un totale di 72 cyber-dissidenti siano detenuti per quello che hanno scritto online, cioè per aver espresso una loro opinione. Secondo RSF, il paese con più cyber-dissidenti messi in galera è la Cina (50), seguita da Vietnam (8) e Iran (6). Inoltre, vale la pena ricordare che censura e arresto di cyber-dissidenti non sono le uniche tecniche utilizzate dai governi per limitare il diritto dei propri cittadini di accedere all’informazione on-line. Ad esempio, RSF spiega che «non solo internet è sempre più controllato, ma stanno anche emergendo nuove forme di censura basate sulla manipolazione dell’informazione». Tecniche più subdole ed efficaci: «orchestrare i commenti postati in siti internet molto visitati o organizzare attacchi di hacker sono tecniche molto usate dai regimi repressivi per distorcere o ostacolare i contenuti online».

La verità è che in Vietnam, come in Cina, Iran e molti altri paesi al mondo, essere un giornalista o un blogger è una professione ad alto rischio, costantemente controllata dalla polizia e dal potere giudiziario. E’ da esempi come questi che dovremmo comprendere la reale pericolosità di chi promuove leggi volte a limitare la libertà di espressione nella rete, come il ddl Alfano contestato proprio dai blogger italiani con il loro sciopero. La democrazia e la libertà che noi tutti godiamo può essere facilmente scavalcata da chi, con mezzi tecnici o  leggi canaglia vuole limitare il più potente strumento democratico del mondo: la rete. Ricordiamocelo bene.

Scritto da Alessio Fratticcioli in data 21 luglio 2009.



Biografia di Alessio Fratticcioli.

Mi chiamo Alessio Fratticcioli. Sono un cittadino europeo nato in Italia, e piu' precisamente in Umbria, nel 1980. Ho vissuto un anno in Olanda nell'ambito del Progetto Erasmus. Ho viaggiato un po’ in Europa. Nel 2006 sono volato in Asia per fare un’esperienza di volontariato. Dal 2007 mi guadagno la ciotola di riso quotidiano lavorando come professore d’inglese a Città Ho Chi Minh, in Vietnam. Durante l’esilio autoimpostomi in Indocina sono diventato piu’ coscientemente italiano ed europeo di quanto non lo sia mai stato a casa. Amo organizzare i miei pensieri, leggere, ascoltare, fare ricerche, cercare alternative, ragionare in modo logico, provare a risolvere vecchi problemi con nuove soluzioni, non credere a niente in modo cieco ma sempre dubitare e mettere in discussione anche quello che sembra Vero senza ombra di dubbio. E' vero che al liceo ho avuto problemi con le equazioni, la fisica, la chimica. L’ingegneria non so dove stà di casa e non so giocare a scacchi. Quindi istintivamente a volte provo simpatia per chi, pensando che qualcosa sia difficile da comprendere e/o lo riguardi solo in parte, cerca di fare delle iper-semplificazioni, di leggersi un Bignami o di affidarsi ai luoghi comuni. Sfortunatamente però la vita è difficile, il mondo è complesso e tutto quello che le elite vogliono è mantenere il popolo soggiogato nell’ignoranza per avere dei cittadini mansueti. Le elite sanno che “Sapere è Potere”. Per questo vogliono tenersi strette le redini dell'Informazione. Invito perciò ogni essere umano a sviluppare il piu possibile la propria capacità celebrale e il proprio interesse verso tutto ciò che concerne il nostro mondo, possibilmente andando oltre le versioni preconfezionate con cui ci l’elite ci bombarda. Oggi fare ciò è possibile grazie alla grande Rivoluzione di Internet. Nella Rete c'è molto più di qualunque cosa uno possa immaginare. La Rete ha creato una cultura. La Rete è una filosofia. La Rete è oggi un'utilissima arma contro il Potere, perchè è un mezzo per aggirare la cappa dell'Informazione tradizionale, che si trova saldamente nelle mani di determinate oligarchie politiche-economiche-industriali. Se prima i comuni cittadini potevano solo bersi le notizie per come gli venivano impacchettate e vomitate addosso dai detentori dei mezzi di comunicazione, ora ogni cittadino in possesso di un computer e di un minimo di capacità critica può navigare nell'oceano della Rete, può scambiare informazioni in tempo reale con persone in ogni angolo del pianeta e può addirittura trasformarsi in un creatore di notizie. Per questo la Rete e’ un grande strumento democratico. Sfruttiamolo.


7 Responses to “I blogger di tutto il mondo si battono per la libertà e la democrazia”

  1. La rete sta diventando una piazza dove tutte le persone del mondo si ritrovano e parlano. La censura mi ricorda delle camionette di fascisti o nazisti che prelevavano persone per la strada. Cercano di limitare la libertà di espressione per governare con il terrore, l’ignoranza e la forza.

    In Italia non c’è nulla di tutto ciò, ma la parte dove RSF parla di “manipolazione dell’informazione” ci riguarda molto da vicino.

    Commento by Diego Tomasoni on 21 luglio 2009 at 12:56

  2. 72 dissidenti cybernetici arrestati nel mondo(tutti in stati ‘canaglia’) sono pochi per avvertire un reale pericolo.invece si avverte la difficoltà di certe dittature nel fare quello che vogliono pur mantenendo la libertà semi totale di espressione,cosa che riesce in maniera magistrale altrove,soprattutto negli USA e in europa.
    il problema di internet per i governi occidentali è rappresentato dal “pericolo” di masse che vogliono mettere sempre più il becco in ogni singola decisione dei governi,al fine(?) di attuare una trasformazione epocale, cioè passare da una democrazia rappresentativa a una democrazia partecipativa;è difficile capire quale delle due è meglio (o quale è meno peggio,o se hanno senso) però questo continuo vociferare del popolo sul web inizia a dar fastidio a qualcuno anche in occidente,partendo proprio dagli stati messi peggio come l’italia.

    per la cina non ci sono speranze, o pugno di ferro o si smembrano come burro al sole.quello che da più fastidio è vedere i colossi dell’informatica del “mondo libero” che aiutano cinesi e simili nelle pratiche censorie.ma d’altra parte qui da noi nel mondo ‘libero’ ogni azienda ha per obiettivo principe il profitto.se uno sa leggere fra le righe,scopre che i diritti umani,dopotutto,basta violarli in qualche paese straniero cosi nessuno se ne accorge e anche se lo scopre,pazienza.

    Commento by V3N0M on 21 luglio 2009 at 14:17

  3. I blogger di tutto il mondo si battono per la libertà e la democrazia…

    Reporter Senza Frontiere ha segnalato l’arresto del giovane blogger pro-Democrazia Nguyen Tien Trung. Laureatosi in ingegneria nell’università francese di Rennes nel 2007, tra i fondatori dell’Assembly of Vietnamese Youth for Democracy e membro …

    Trackback by cronaca24.org (Ultime notizie dall Italia e dal mondo) on 21 luglio 2009 at 21:19

  4. I blogger di tutto il mondo si battono per la libertà e la democrazia…

    Reporter Senza Frontiere ha segnalato l’arresto del giovane blogger pro-Democrazia Nguyen Tien Trung. Laureatosi in ingegneria nell’università francese di Rennes nel 2007, tra i fondatori dell’Assembly of Vietnamese Youth for Democracy e membro …

    Trackback by diggita.it on 21 luglio 2009 at 21:20

  5. I blogger di tutto il mondo si battono per la libertà e la democrazia…

    Reporter Senza Frontiere ha segnalato l’arresto del giovane blogger pro-Democrazia Nguyen Tien Trung. Laureatosi in ingegneria nell’università francese di Rennes nel 2007, tra i fondatori dell’Assembly of Vietnamese Youth for Democracy e membro …

    Trackback by upnews.it on 21 luglio 2009 at 22:30

  6. [...] Leggi tutto in esclusiva su Diritto di Critica [...]

    Pingback by I blogger di tutto il mondo si battono per la Libertà e la Democrazia « Alessio in Asia on 22 luglio 2009 at 15:58

  7. @VENOM: “quello che da più fastidio è vedere i colossi dell’informatica del “mondo libero” che aiutano cinesi e simili nelle pratiche censorie.”
    Forse si sperimentano le pratiche censorie da loro per poi importare da noi il prodotto finito.

    Commento by Alessio Fratticcioli on 23 luglio 2009 at 06:21

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