Mafia: Fondi, il comune che il Governo ”dimentica” di sciogliere



Dopo i 17 arresti del 6 luglio scorso per mafia, con fondati sospetti di legami tra esponenti della ‘Ndrangheta, funzionari e assessori comunali, ieri tutti si aspettavano che il Consiglio dei Ministri sciogliesse il comune di Fondi, in provincia di Latina. E invece niente. La giunta di centrodestra del piccolo centro laziale può ancora star tranquilla. Vani gli arresti, vani richiami (anche interni alla maggioranza) per una maggiore coerenza nella lotta alla mafia. Senza conseguenza anche le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che il 14 maggio scorso, durante un question time alla Camera, si era detto favorevole allo scioglimento: «Chiederò – aveva detto Maroni – che una delle prossime sedute del Consiglio decida in ogni caso». E invece niente. E’ stato tradito anche quanto annunciato dal sottosegretario agli interni, Luigi Casero, che il 16 luglio scorso aveva dato come imminente (nel Cdm di ieri, appunto) lo scioglimento per mafia del comune di Fondi. Nulla.
Nell’operazione del 6 luglio scorso, oltre 200 agenti del centro operativo della Direzione investigativa antimafia di Roma e del Comando provinciale dei carabinieri di Latina, avevano eseguito 17 arresti. Le indagini avevano riguardato alcune infiltrazioni di alti esponenti della ‘Ndrangheta calabrese nel mercato ortofrutticolo più grande d’Europa, il Mof di Fondi. I reati contestati, a seconda degli imputati, erano associazione per delinquere semplice o di stampo mafioso, corruzione, falso e abuso d’ufficio.

Secondo quanto accertato, infatti, a seguito della guerra tra le cosche di Reggio Calabria, nel comune laziale sarebbero finiti i proventi dello spaccio e dell’usura, realizzati dal clan Tripodo, reinvestiti poi in società operanti nel mercato ortofrutticolo, nel settore delle pulizie, dei traslochi e delle onoranze funebri. Il tutto con la probabile compiacenza di funzionari comunali, dei vigili urbani e di Riccardo Izzi, fino al 2008 assessore ai lavori pubblici (Forza Italia) del comune di Fondi.

Oltre a Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo, figli del boss Domenico (a capo di una cosca perdente e ucciso nel carcere di Poggioreale dai rivali del clan Di Stefano), il 6 luglio scorso sono finiti in manette lo stesso Izzi e diversi prestanome del clan Tripodo. Arresti domiciliari, invece, per il capo dei vigili urbani di Fondi, Dario Leoni, per il suo vice, Pietro Munno, per il dirigente del settore bilancio e finanze, Tommasina Biondino, e quello dei Lavori pubblici, Gianfranco Mariorenzi, e per l’immobiliarista Massimo di Fazio. A questi si aggiungono sequestri di società e immobili riconducibili agli indagati per un valore di 10 milioni di euro.

I vertici di questa oliata organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbero imposto i prezzi del mercato ortofrutticolo e deciso quali società vi potevano lavorare. Ma non è tutto. Proprio con l’aiuto dei clan calabresi, l’ex assessore Riccardo Izzi sarebbe arrivato primo tra gli eletti al comune di Fondi. Il tutto in cambio di appalti e commesse. Un giro di tangenti e favori allargato poi anche ai “controllori” e cioè funzionari pubblici e vertici dei vigili urbani.

E che la situazione sia quantomeno anomala, lo notava, nel maggio scorso, anche il segretario nazionale dell’associazione Funzionari di Polizia, Enzo Marco Letizia: «una diversa sensibilità ed attenzione da parte del Consiglio dei ministri rispetto al Governo (sempre esecutivo Berlusconi, ndr) che nel 2005 sciolse per mafia il comune di Nettuno». Qualcuno forse rimpiange la figura di Beppe Pisanu, quando guidava il Viminale.

Due i comuni sciolti oggi per mafia (scritta così sembra quasi una prassi usuale): Fabrizia (in provincia di Vibo Valentia) e Pratameno (Caltanissetta). Fondi se lo sono “dimenticato“.

Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 25 luglio 2009.



Biografia di Emilio Fabio Torsello.

Giornalista professionista, 29 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore (Salute24, Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore “Roma”). Scrivo, inoltre, sulla rivista di cultura Tempo Presente, collaboro con Roma Sette (Avvenire) e con la redazione dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) dell’Aquila. In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress


One Response to “Mafia: Fondi, il comune che il Governo ”dimentica” di sciogliere”

  1. La cosa fastidiosa è stato poi il trattamente subito da Pedica(idv) , che chiedeva, forse anche esagerando certo, una spiegazione a un ministro. I Media l’hanno fatta passare con uno show dell’idv, un blitz, anche da un giornale come L’Unità…. Un fatto cosi grave, come è descritto nei dettagli anche qui, meritava una spinta propositiva dalla stampa o dai tg, non uno screditamento. é la solita storia , si guarda il dito che indica la luna….

    Commento by Simone Pomi on 25 luglio 2009 at 23:13

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