Cronaca di una dimissione annunciata
Ci sono voluti solo 6 giorni per zittire uno dei giornali di “controinformazione”. Vittorio Feltri, neodirettore di Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi è stato solo l’esecutore materiale. Non potrebbe essere altrimenti perché quell’attacco vergognoso del 28 agosto è arrivato subito dopo il rifiuto del cardinal Tarcisio Bertone alla cena della Perdonanza. “Per evitare strumentalizzazioni” si è detto da parte vaticana.
Ma in realtà negli ultimi mesi la Chiesa ha preso le distanze dal governo e dallo stesso Silvio Berlusconi su due temi: immigrazione e lo scandalo sessuale. Nel primo caso il Vaticano ha criticato le scelte drastiche sui respingimenti in mare che violano palesemente il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevra sui migranti, ricevendo, di contro, la risposta stizzita della Lega. Sullo scandalo sessuale del premier, invece, la Chiesa e soprattutto l’Avvenire avevano chiesto più sobrietà e compostezza da parte di un uomo che si è candidato a rappresentare i valori cattolici nelle istituzioni. Ricordiamo due citazioni di Avvenire: “Desolante, il consenso non lo assolve”, “Il suo stile di vita ci mette a disagio”. Ma per il Cavaliere l’Avvenire aveva preso lucciole per lanterne, abbagliato dalle “falsità dei giornali di sinistra”.
Se il voto cattolico è fondamentale per Berlusconi, l’Avvenire doveva essere messo a tacere immediatamente. Come riuscirci? Eliminando Dino Boffo e intimidendo così i futuri direttori dell’Avvenire. Ovviamente come colpire ed affondare un avversario protetto? Tirando fuori uno scandalo sessuale. Feltri e Berlusconi lo sanno bene e Bill Clinton insegna. La presunta omosessualità di Boffo spacca la Chiesa, mentre l’affondo del direttore del Giornale divide i cattolici. Nella Chiesa emergono le due fazioni che si competono il potere religioso in Italia: chi fa riferimento a Bagnasco e i ruiniani (messi in secondo piano dallo stesso Benedetto XVI). Boffo viene costretto alle dimissioni per spegnere un incendio che avrebbe avuto ripercussioni molto vaste e diviene l’unica vittima sacrificale. Berlusconi ha vinto: da domani stiano attenti i direttori di giornale e soprattutto dell’Avvenire; non si parla male del grande capo. Ha tentato di colpire anche Ezio Mauro ma con meno successo anche perché il direttore di Repubblica gode di protezioni decisamente più “robuste”.
Al passo avanti della Chiesa è già seguita la promessa da parte del governo di una legge sul biotestamento di impianto decisamente cattolico. Infatti, non è un caso l’incontro pacificatore tra Umberto Bossi e i vertici vaticani. Contento Berlusconi, contenta la Chiesa; un altro duro colpo all’informazione, un altro duro colpo alla democrazia.
Scritto da Paolo Ribichini in data 5 settembre 2009.

9 Responses to “Cronaca di una dimissione annunciata”
la più grande domanda che riesco a pormi in questa storia è come diavolo fa l’avvenire ad avere un direttore omosessuale,come fa un prregiudicato per molestie a fare il direttore di un giornale, e come pensa di poter criticare berlusconi -o chi per esso- da quel pulpito senza mandare in vacca tutto come poi è effettivamente successo.
non c’è più religione.
Commento by √εŋσм on 5 settembre 2009 at 12:48
Nonostante il “risveglio” della Chiesa alla luce degli ultimi decreti del governo, non penso che i problemi del Vaticano siano spariti, ne tanto meno che qualcuno sia diventato improvvisamente pro-Vaticano solo per questo.
Commento by Diego Tomasoni on 5 settembre 2009 at 14:35
Cronaca di una dimissione annunciata …
Ci sono voluti solo 6 giorni per zittire uno dei giornali di “controinformazione”. Vittorio Feltri, neodirettore di Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi è stato solo l’esecutore materiale. Non potrebbe essere altrimenti perché q…
Trackback by cronaca24.org (Guadagna con adsense inserendo articoli) on 5 settembre 2009 at 15:16
Perfettamente d’accordo con Diego. I problemi della Chiesa, anzi, sono venuti alla luce ancora più evidenti di prima. Boffo omosessuale? Cosa c’è di strano? Quello determina un pregiudizio morale che non gli consentirebbe di criticare un uomo che va a mignotte??
Commento by Paolo Ribichini on 5 settembre 2009 at 17:35
La Chiesa, così come ogni organizzazione governativa o religiosa, è distribuita su un grande territorio e accorpa milioni di individui. E’ lapalissiano che vi siano, tra di essi, soggetti deviati o poco consoni con le istituzioni che rappresentano. Il problema però è che, chissà come mai, a certi livelli si chiude troppo spesso entrambi gli occhi. Ecco che l’ipocrisia e il silenzio fanno il resto, e nessuno diventa più davvero intoccabile.
Questa vicenda, per certi versi, ha danneggiato la Chiesa stessa e rafforzato negli “ultras” di Silvio l’idea che… “già che son tutti maniaci, lui è solo il maniaco più fashion”. Imbarazzante
Commento by Diego Tomasoni on 5 settembre 2009 at 17:52
boffo omosessuale=niente di strano.boffo omosessuale E direttore dell’avvenire= totale mancanza di logica. boffo omosessuale E direttore dell’avvenire E molestatore di compagne di amanti bisessuali=casino.
boffo che dal suo pulpito attacca il silvio E dice ““Il suo stile di vita ci mette a disagio” = zero credibilità e tante risate
Commento by √εŋσм on 5 settembre 2009 at 20:00
[...] l’ulteriore precipitarsi dei rapporti con l’affaire Boffo di cui anche noi abbiamo dato testimonianza e che hanno esplicitamente portato Cei, Vaticano e Azione cattolica a parlare di rapporti a rischio [...]
Pingback by Senza Chiesa non si governa: Gianni Letta alla ricerca di “perdonanza” | Diritto di critica on 7 settembre 2009 at 09:22
si, nella sua posizione non glie lo consentirebbe, cio’ non perche sia omosessuale e non perche’ si tratta di Berlsconi, bensi perche dirige un giornale di quello stampo. Un po’ ipocrita no ?
Commento by mara sangalli on 7 settembre 2009 at 20:51
[...] politici o personaggi pubblici scomodi al noto imprenditore milanese (B. per gli amici). Dopo il caso Boffo che portò alle forzate dimissioni del direttore dell’Avvenire e i recenti attacchi al [...]
Pingback by Linciaggi su commissione, il Corriere della Sera si trasforma nel “Giornale” per un giorno | Diritto di critica on 7 giugno 2010 at 09:25
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