Disinformazione e paura degli stranieri. Ecco il quadro dei giovani italiani
E’ una recente ricerca condotta dalla Fondazione Intercultura ad avvalorare con dati allarmanti l’intima convinzione che da diversi mesi mi ostino ad evidenziare come un grave problema nazionale. Sono 1400 gli studenti di istituti professionali e licei intervistati con domande mirate su uno dei temi più roventi dell’attualità italiana: il rapporto con gli stranieri. I dati raccolti sono poi stati confrontati con quelli dell’Eurobarometro, il sistema dell’UE che monitora il comportamento dei cittadini europei riguardo tematiche etiche, economiche e religiose, come l’immigrazione, l’intolleranza religiosa, e molti altri argomenti.
I dati raccolti parlano di una generazione di giovani, e futuri elettori, più rigidi e distanti rispetto alle loro paure e al resto del mondo. Il dato più allarmante viene paradossalmente proprio dai licei delle zone più ricche tra quelle prese come campione. Tra i diversi temi trattati dalle interviste quello sul quale vorrei soffermarmi è uno fra i più importanti, la paura del diverso e dello straniero. Risulta infatti che solo l’11% ritiene l’integrazione degli stranieri come un obiettivo da raggiungere. Inoltre, soprattutto nelle scuole del nord Italia, è evidente come le esternazioni degli intervistati mettano in luce una percezione del fenomeno dell’immigrazione molto distorta rispetto alla realtà. Molti ragazzi hanno dichiarato che il numero di immigrati rappresenta circa il 30% della popolazione, o addirittura 20 milioni di persone. I ricercatori sostengono che «esiste un’emotività diffusa collegata a un senso di insicurezza e di pericolo che porta i giovani a indicare percentuali molto alte, quasi a sottolineare la fondatezza delle loro preoccupazioni. In generale, emerge una scarsa informazione, che diventa addirittura nulla quando si parla di diritti e doveri degli stranieri».
Pregiudizi, chiusura e distacco soprattutto da immigrati di religione musulmana o dai Rom, tutti con medie superiori al resto d’Europa. Roberto Ruggino, segretario generale della Fondazione Intercultura, mette però in risalto un aspetto molto particolare che è emerso da diversi episodi. «Diffidenze e paure riguardano i gruppi indistinti (ossia sono riferite alla categoria “immigrati”). Nelle nostre interviste abbiamo incontrato spesso studenti che avevano un fidanzato o una fidanzata stranieri, o un amico, o un vicino di casa. E tutti dicevano la stessa cosa: ‘Lui (o lei) è marocchino, ma è bravissimo, è il mio ragazzo…’. Il rapporto personale, quando c’è, cancella ogni distanza». Ciò molto probabilmente sta ad indicare che i giovani italiani non alimentano i pregiudizi nei confronti degli stranieri per loro intima convinzione personale, ma molto più semplicemente sono influenzati dal bombardamento mediatico che da diversi mesi documenta celermente ogni episodio criminale dove sono protagonisti stranieri. Infatti, come documentato da Roberto Ruggino, c’è pregiudizio (e odio) nei confronti della categoria, dei marocchini, dei rumeni, o di gruppi indistinti, ma nel concreto la conoscenza diretta dell’altro annulla questi giudizi critici e si allinea alle regole della normale convivenza fra cittadini.
Non c’è da stupirsi che le “campagne mediatiche” organizzate in particolare da un partito politico nello specifico, abbiano poi come conseguenza dati come il 32% di studenti delle scuole professionali che si dichiara totalmente d’accordo con misure che impediscano l’arrivo in Italia di altri stranieri. Raffaele Pirola, responsabile comunicazione della Fondazione Intercultura, sostiene che la cura per debellare questa “paura del diverso” si può sviluppare con «più informazioni a scuola, sicuramente, ma anche più scambi con l’estero: chi ha vissuto altrove per almeno sei mesi, provando concretamente che cosa significhi essere ‘l’altro’, rientra a casa con la mente più aperta».
Scritto da Diego Tomasoni in data 26 settembre 2009.

9 Responses to “Disinformazione e paura degli stranieri. Ecco il quadro dei giovani italiani”
credo che i dati che emergono da questo articolo siano la dimostrazione che gli italiani, un tempo popolo di cultura di arte, un popolo di grandi menti, si siano ridotti ad un branco di pecoroni che non hanno opinioni proprie e non hanno il cervello per formularle, tanto a cosa serve avere un cervello? basta dare ragione a quelli col potere e con i soldi per essere considerati “dei validi elementi”, oppure, se sei donna, basta darla a qualcuno e hai una carriera in politica assicurata.
il paese va allo sfacio e le future generazioni non hanno il cervello per capirlo.
i segnali che arrivano dall’alto mi fanno pensare che un impero stia per crollare, ma non sono sicuro che quando questo sarà successo la situazione volgerà al miglioramento.
Commento by pippo on 26 settembre 2009 at 11:49
“La paura del diverso” è stata creata, è un capro espiatorio perfetto per chi non affronta i veri problemi e distoglie l’attenzione creando problemi e addossando le colpe a qualcun altro.
Sono stato in tante aziende di vario tipo, c’è una percentuale molto alta di lavoratori non nati in Italia che svolgono lavori molto pesanti… Senza di loro l’economia andrebbe veramente a rotoli.
I giovani stanno crescendo manipolati dai media….è possibile controllare le menti delle persone e per verificare questo basta vedere lo strumento di massimo controllo: la televisione.
La Xenofobia diventa un vanto e non un reato, basta pensare alle tante affermazioni xenofobe di esponenti politici, inoltre nella stessa politica l’ incapacità di cercare soluzioni all’ immigrazione ( soluzioni di integrazione ) alimenta le divisioni…. invece di integrare si cacciano le persone oppure gli si rende difficile stare in regola ( il che vorrebbe dire pagare tasse allo stato cosa che non farebbe male ) con il risultato che questi individui vivono in situazioni al limite del vivibile sfruttati da italiani senza scrupoli.
Insomma questo è un altro fronte in cui l’ attuale classe politica ( non mi riferisco ad un solo partito ) dimostra incompetenza, ignoranza, ipocrisia….
Commento by alex on 26 settembre 2009 at 14:03
condivido parzialmente, per quanto ritengo che sia lampante che sia in corso una campagna di involuzione della popolazione da parte di “qualcuno che ha i mezzi per farlo”, non fornirei alibi a chi si lascia manipolare.
io leggo, mi informo, ascolto tutte le campane e poi mi faccio una mia opinione, non ho dei, non ho padroni e non ho adorazione per i potenti, sopratutto per quelli che sono arrivati ad essere potenti in certi modi.
e so di non essere l’unico! non mi va di compatire delle persone che mandano in pensione il cervello perchè è più facile lasciar pensare gli altri.
e se un giorno qualcuno dovesse riuscire a manipolarmi, la colpa la darei a me e a nessun’altro.
Commento by pippo on 26 settembre 2009 at 15:03
Ciao Pippo
Quello che volevo intendere non erano giustificazioni per nessuno…
Ha colpe chi manipola come chi si lascia manipolare
Ognuno è responsabile delle sue azioni in conoscenza ed ignoranza
Commento by alex on 26 settembre 2009 at 15:08
NON MI SENTO LIBERA DI GIRARE PER LA MIA CITTA’, MI GUARDO ALLE SPALLE MENTRE CAMMINO PER LE STRADE……….CHI LAVORA ITALIANO O NO, CHI E’ ONESTO ITALIANO O NO, CHI VUOLE STARE IN ITALIA DEVE ACCETTARE REGOLE GIA’ ESISTENTI, GLI ALTRI DEVONO TORNARE DA DOVE SONO VENUTI E MAGARI DARE LA POSSIBILITA’ AD ALTRI CHE VOGLIONO VENIRE PER LAVORARE ED INTEGRARSI.
Commento by ANNA on 26 settembre 2009 at 23:46
concordo con pippo ed alex… sappiamo tutti che è in atto una campagna di crescente discriminazione razziale, eppure da un lato mi chiedo: chi mai siamo diventati, noi italiani, per permettere questi continui scempi del nostro paese? di nostri valroi? di ciò che ci ha da sempre caratterizzato come il “bel paese”? dovremmo vergognarci, non attribuire la colpa alle manipolazioni, che pur ci sono…. Dovremmo vergognarci per permettere questa escalation di delinquenza, di ignoranza, di falsità in tutti gli ambiti del politico, del sociale e dell’economico…. per esserci lasciati manipolare come dei cretini!
è questo che provo, ultimamente: vergogna, nient’altro che vergogna. all’estero ho vergogna a dire che sono italiana. vergogna per le calunnie, per gli atteggiamenti di tutta la classe politica, per i metodi pseudo-fascistoni con cui si amministra la cosa pubblica e l’informazione, per la discriminazione continua di tutte le minoranze…. Avevo sperato di non dover vivere in un paese dove gli insulti razzisti fossero tollerati, o peggio, incitati dagli stessi capi di governo!
e dove vogliamo andare, così? con la bandierina leghista del “buttiamoli fuori tutti”? come dceva alex, è sugli stranieri che si appoggia quel poco di lavoro che è rimasto in italia… lo spauracchio dello straniero che ruba il lavoro è acqua passata, quanti sono i cicciobelli italiani mammoni che andrebbero a fare certi lavori di bassa lega? pochissimi. eppure anche tra gli stranieri che vivono qui ce ne sono moltissimi laureati.
perchè, da popolo accogliente e caloroso come siamo sempre stati dipinti nella storia, siamo diventati così chiusi, così diffidenti? il problema dell’immigrazione non è un problema solo italiano, c’è in tutta europa, così come negli USA. certo, ovviamente è più facile, da parte delle classi dirigenti attuali, scegliere come capro espiatorio persone che non potranno mai far valere i propri diritti, piuttosto che rendere conto a tutta la popolazione delle boiate che hanno fatto e che stanno facendo, e che ci hanno trasconato in questa crisi.
Commento by Erica Balduzzi on 29 settembre 2009 at 08:45
come si può parlare di tolleranza e apertura mentale in un paese i cui abitanti sono RAZZISTI anche tra loro a seconda della loro provenienza?
nel nord est è ancora molto radicato l’odio verso chi abita più giù dell’emilia romagna condito di tanti preconcetti, figuriamoci se si può parlare di extracomunitari!
l’italia è un paese di ignoranti e anche di emigranti, ma non se lo ricordano più…emigranti dall’italia all’italia e dall’italia all’estero. ancora adesso qui al nord c’è chi si lamenta ce i “terroni” vengono a rubare il posto di lavoro, che pensiero ci può essere per un extracomunitario? il solito cliche..ovvero che è un delinquente. se in tanti casi è vero, perchè paesi come la romania hanno degli “accordi” secondo cui gran perte dei loro malviventi o carcerati vengono spediti in italia, in tanti altri casi non è vero, ci sono persone laureate che vanno a raccogliere pomodori, cosa che un ragazzetto italiano non farebbe penso mai.
la criminalità qui, come nel resto del mondo, c’è sempre stata, le violenze sempre, adesso i media creano dei casi, ma bisogna ricordarlo che la mafia è italiana? e che esiste anche la mafia del brenta? così giusto per fare un esempio.
credo che i risultati dei sondaggi nelle scuole non siano il frutto tanto dell’influenza dei mass media, quanto dell’influenza delle famiglie.
Commento by val on 8 novembre 2009 at 13:36
Caro/a VAl! Ha più che ragione. Io vivo in una zona fortemente leghista e non capisco come la gente possa essere cosi rimbambita. Gente che è emigrata dal sud 20/30 anni fa e che ora vota Lega! Ma che cosa fate? Fino a 20 anni fa eravate voi “gli extracomunitari di oggi”‘? Non dicevano di voi le stesse cose che dicono degli stranieri oggi? Il razzismo allevato fin da piccolo con il campanilismo, è difficilissimo da cancellare . Se cresci cosi chi ti cambia più…a parte certi casi chiaramente..
Commento by Simone Pomi on 8 novembre 2009 at 16:11
[...] la povera D’Urso non ha minimamente fatto. Quello che ne esce è una visione desolante, dove il telespettatore medio aumenta il suo odio verso altre culture e tra i due urlatori sceglie quello nostrano «perché è a “casa” sua e [...]
Pingback by Le moderne guerre di religione e l’uso improprio della TV | Diritto di critica on 11 novembre 2009 at 10:19
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