Manifestazione nazionale in difesa della libertà d’informazione



Progetto4:Layout 4«Molti si chiederanno come sia possibile che in Italia si manifesti per la libertà di stampa. Da noi non è compromessa come in Cina, a Cuba, in Birmania o in Iran. Ma oggi manifestare o alzare la propria voce in nome della libertà di stampa, vuol dire altro. Libertà di poter fare il proprio lavoro senza essere attaccati sul piano personale, senza un clima di minaccia. E persino senza che ogni opinione venga ridotta a semplice presa di parte, come fossimo in una guerra dove è impossibile ragionare oltre una logica di schieramento». Inizia così il testo dell’articolo pubblicato su Repubblica (e sui quotidiani El Paìs, The Times, Le Figaro, Die Zeit, lo svedese Expressen e il portoghese Espresso) firmato dal noto scrittore Roberto Saviano.

«Oggi -- continua l’articolo -- chiunque decida di prendere una posizione sa che potrà avere contro non un’opinione opposta, ma una campagna che mira al discredito totale di chi la esprime. E persino coloro che hanno firmato un appello per la libertà di informazione devono mettere in conto che già soltanto questo gesto potrebbe avere ripercussioni. Qualsiasi voce critica sa di potersi aspettare ritorsioni. Libertà di stampa significa libertà di non avere la vita distrutta, di non dover dare le dimissioni, di non veder da un giorno all’altro troncato un percorso professionale per un atto di parola, come è accaduto a Dino Boffo».

Si terrà oggi a Roma, e parallelamente anche in diverse città d’Italia, la manifestazione nazionale in difesa della libertà di stampa, definita dal premier Berlusconi come «una farsa» inventata dai «cattocomunisti». Sono quasi mezzo milione le firme di solidarietà e appoggio raccolte dal quotidiano la Repubblica per mezzo dell’appello di tre giuristi che ha fatto il giro della rete. Cittadini comuni, personaggi famosi, politici, scrittori e premi Nobel hanno firmato per dare un senso a questo appello di libertà.

«Questa manifestazione -- continua Saviano -- non dovrebbe veramente avere colore politico, e anzi invito ad aderirvi tutti i giornalisti che non si considerano di sinistra ma credono che la libertà di stampa oggi significa sapersi tutelati dal rischio di aggressione personale, condizione che dovrebbe essere garantita a tutti. Vorrei che ricordassimo sino in fondo qual è il valore della libertà di stampa. Vorrei che tutti coloro che scendono in piazza, lo facessero anche in nome di chi in Italia e nel mondo ha pagato con la vita stessa per ogni cosa che ha scritto e fatto a servizio di un’informazione libera».

Intanto a Bruxelles qualcosa si sta muovendo. A seguito di una serie di azioni legali del primo ministro italiano contro numerosi giornali italiani ed europei, il Parlamento Europeo valuterà il 7 Ottobre la possibilità di prendere una posizione verso il rischio di una violazione del pluralismo e dell’indipendenza dell’informazione. Il 22 Ottobre una risoluzione verrà presentata nell’assemblea plenaria.

Lorenzo Marsili e Niccolo Milanese, direttori di European Alternatives, hanno dichiarato che «La questione della libertà e pluralismo dell’informazione in Italia è necessariamente una questione di interesse europeo. La mancanza di una risposta europea rappresenterebbe una minaccia diretta al diritto di libertà d’espressione in tutta l’Unione europea, metterebbe in pericolo i progressi compiuti nei paesi dell’ex Unione Sovietica accolti nell’Unione, e limiterebbe l’autorità di qualsiasi condanna europea verso il controllo della stampa nel resto del mondo. Le istituzioni europee hanno l’autorità di condannare le intimidazioni alla stampa in Italia e di aprire una procedura legale secondo l’Articolo 7 dei Trattati. L’interesse che dimostrano verso la situazione in Italia non è sintomo di endemica anti-italianità, ma segnale di una forte preoccupazione per la possibile lesione di una delle libertà fondamentali su cui è costruita l’Unione Europea in uno dei suoi paesi fondatori».

Campagna europea per la libertà di stampa in Italia.

Approfondimenti:
- Roberto Saviano parla della libertà di stampa.
- Documentario di Repubblica.it sulla manifestazione di oggi e i motivi della protesta.


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Articolo scritto da Diego Tomasoni in data 3 ottobre 2009.

Dopo una passata esperienza con un blog personale ho fondato questo blog di giornalismo partecipativo, sia per alimentare la mia innegabile passione per le tematiche proposte, sia per rispondere alla sempre più pressante esigenza di informazioni chiare e indipendenti. Il mio contatto su facebook.

  • Erica Balduzzi
    Concordo pienamente con quanto hai scritto, simone!
    è vergognoso.... sembra di vivere in un mondo di pecore. c'è un nutrito gruppo di persone (troppo nutrito, a mio avviso!) che non riesce-o non vuole- ammettere i fatti. posso giustificare il "non riesce" per quanto riguarda pensionati che non hanno la capacità di utilizzare l'informazione alternativa fornita dal web e si basano solo sul tg1 della sera, che come sappiamo fa abbastanza schifo in quanto a imparzialità. Per tutte le altre categorie di persone, non tollero una simile giustificazione! bisogna purtroppo ammettere che in Italia c'è un serio deficit informativo, causato sia da tutti i bavagli a giornali, giornalisti, trasmissioni, blog, ecc, sia da un'indolenza generalizzata, grazie alla quale un sacco di gente sceglie letteralmente di NON SBATTERSI per informarsi e per farsi un'idea propria staccata da qualunque ideologia politica. è troppo impegnativo pensare, leggere, dibattere, discutere, confrontare le fonti... é molto più comodo accodarsi alla massa, conformarsi a quello che pensano tutti e limitarsi a quello che la tv mostra... ed è altrettanto facile definire Santoro, Travaglio & co "comunisti, sovversivi, delinquenti, sputtanatori, ecc", piuttosto che ascoltare le loro parole, meditarci e pensare se magari hanno ragione. negare è facilissimo, comodo, poco impegnativo, per niente compromettente e rilassante. berlusconi e tutti i suoi leccaculo usano la negazione sempre-e-comunque come tattica politica (come se negando la verità si potesse cambiare la stessa!), ma il resto degli italiani lo fa per semplice comodità e per imitazione di uno pseudomodello vincente (silvio)....poi ci chiediamo perchè l'Italia va allo scatafascio!
  • In tutto questo due cose mi fanno specie. La prima sono i vergognosi attacchi di pseudo telegiornali come studio aperto a giornalisti come Saviano, appunto solo per una firma.
    La seconda è la gente che nega tutto questo. Lo nega parlando solo di estremi, perchè per loro c'è la lbertà o non c'è, come nel fascismo. Non vedono la via di mezzo in cui ora noi viviamo e non capisco i pericoli che questa precarietà comporti. Non è tutto bionco o nero, ma troppi non riescono a capirlo. Ti dicono che vedere Santoro e Travaglio in tv dimostra la libertà di questo paese, ma escludo da tutto ciò i continui attacchi che i due subiscono .Molta gente è come la pidiellina ospite l'altra sera ad Annozero. Lavaggio del cervello completo, creando un mondo che gli viene mostrato per il contrario di quello che è! Con questa gente è difficile ragionare!
    E chiaramente complimenti per l'articolo!
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