Governo senza vergogna: si valuta il ritorno all’immunità parlamentare
C’era da aspettarselo. Dopo il roboante Ko incassato dal premier sulla vicenda del lodo Alfano, i legali (e parlamentari) di Berlusconi dovevano inventarsi subito qualcosa di “buono” per giustificare il motivo per il quale sono pagati migliaia di euro: evitare che il Presidente venga condannato per gli annosi processi a suo carico. Tutti i riflettori in questi giorni erano interessati più alle esternazioni del Premier, violente, offensive e chiaramente sopra le righe, invece che prestare attenzione alle “leggine” che dai banchi della maggioranza sono iniziate a trapelare come opzioni a breve termine.
«Non voglio governare con l’incubo delle udienze, datevi da fare». Il Cavaliere ha ordinato, e Ghedini in coppia con Alfano si sono messi subito al lavoro, dimenticando i loro “compiti” rispettivamente come Parlamentare e Ministro della Giustizia, e concentrandosi sulla prossima battaglia: fermare la possibile condanna derivante dal processo Mills, nel quale l’omonimo imputato è già stato condannato per essere stato corrotto dal Premier.
Riduzione dei tempi di prescrizione, più poteri potenziati alle difese, ricusazione più facile dei giudici e stretta sull’utilizzo delle sentenze passate in giudicato. Il processo Mills con le leggi attuali andrà in prescrizione entro il 2012. Salvo la possibile caduta del governo, Ghedini e Alfano hanno un bel pò di mesi per scrivere una legge che blocchi o cancelli i processi di Berlusconi. Il lodo Alfano oramai è storia vecchia.
L’altra geniale proposta invece è fresca fresca di stampa. La maggioranza di governo ha pensato bene di riproporre una delle leggi più vergognose della storia d’Italiana: l’immunità parlamentare. Cancellata con un voto quasi unanime alla Camera (525 si e 5 no) e al Senato (224 si e 7 astenuti) nell’estate del ‘92 dopo la vicenda di tangentopoli, ebbe tra i forti promotori dell’abolizione proprio la Lega Nord e AN. Chissà cosa dichiareranno ora Umberto Bossi e Gianfranco Fini. Dato che questa legge andrà a “proteggere” gli interessi di tutti i parlamentari, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha fatto intendere che dopo il congresso del Pd per l’elezione del nuovo leader democratico, ci sarà la forte intenzione di dialogare con l’opposizione per trovare un accordo. Per la serie, se non riesci a sconfiggerli, fatteli amici (o comprali che fai prima).
Ma l’opposizione, che forse ha capito che per Berlusconi le ore sono contate, si dichiara contraria. Pierluigi Bersani (Pd) dichiara che sono altre le riforme urgenti per la nazione. Pier Ferdinando Casini (UDC) dichiara senza mezzi termini: «Ripristinarla è pura follia». E mentre, secondo i recenti sondaggi effettuati da Ipr Marketing, sembrerebbe che la maggioranza degli italiani (59%) abbia apprezzato la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano, ci si chiede ancora una volta quale sia il vero compito delle istituzioni. Preoccuparsi di evitare processi ai soliti noti oppure lavorare per il bene del paese?
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