Caso Marrazzo: tra retroscena e dietrologia
Ancora via Gradoli. Dopo i giorni del rapimento di Aldo Moro, in cui proprio in un palazzo di via Gradoli si nascondeva il capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, la strada torna protagonista dello scandalo che ha portato ieri alle dimissioni del Governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Pochi sanno, però, che proprio in via Gradoli, fin dai tempi delle Bierre, c’erano diversi appartamenti gestiti da due società immobiliari riconducibili ai Servizi Segreti. Trent’anni fa, insomma, attorno al covo dei brigatisti era tutto un pullulare di agenti sotto copertura eppure alla moglie di Moro che chiedeva se ci fosse una “via Gradoli” anche a Roma, venne risposto che non esisteva.
Ma facciamo un po’ di storia. Secondo quanto scrive l’ex senatore Sergio Flamigni, componente della Commissione parlamentare sulla strage di via Fani, nel libro “Il covo di Stato” (Kaos edizioni), ai tempi di Moro in via Gradoli 96 (stesso civico dove è stato “beccato” Marrazzo), decine erano gli appartamenti di proprietà di società di copertura dei Servizi segreti, amministrate da fiduciari. In via Gradoli 89, inoltre, sempre secondo Flamigni, di fronte al covo brigatista, nel 1978 abitava un sottufficiale dei carabinieri e ufficiosamente agente del Sismi, Arcangelo Montani, di Porto San Giorgio (paese natale del capo brigatista Mario Moretti), mentre dal 28 novembre 1975 il fiduciario del Sisde, Domenico Catracchia, risultava essere amministratore unico dell’immobiliare Caseroma srl, società con sede proprio in via Gradoli 96.
Via Gradoli, insomma, è stato in passato un bell’alveare di orecchie che ascoltano e occhi che osservano, una rete di finestre di proprietà poco chiare dove i Servizi avevano piazzato i loro uomini senza – che coincidenza – riuscire ad accorgersi che il capo delle Brigate Rosse entrava e usciva indisturbato proprio da lì. Oggi, a restare immischiato nella melma della “via che non esiste” è stato – altra coincidenza – il Governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, pizzicato da un’operazione dei Carabinieri che ha puntato proprio sull’appartamento dove si trovava l’esponente politico. A colpo sicuro. Un caso, una coincidenza che sia stata presa di mira la casa di un privato (poi si dice i tagli alla sicurezza!) e che sia stata fatta irruzione “telecamera in spalla”. E’ tutta questione di storia passata ed elezioni regionali a venire.
Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 25 ottobre 2009.

17 Responses to “Caso Marrazzo: tra retroscena e dietrologia”
qui più che di marrazzo si parla di altro. bisogna comunque ricordarsi che marrazzo ha errato gravemente,che è giusto che se ne sia andato e che si è tolta un’altra mela bacata dalla politica.il resto è banalità..anzi,il resto non mi interessa.anche il silvio è stato vittima di complotti del genere e io ero contento di questo, perchè non è il complotto il punto chiave: il complotto vi è dove c’è un pirlone che sbaglia e che diventa ricattabile.continuo a ritenere prioritaria l’individuazione dei porci con le ali che impestano le istituzioni.
anche lui però,già andare a trans..poi in via gradoli..un furbone, insomma.
questa è una battaglia sotterranea che sta servendo moltissimo agli italiani per eliminare la feccia: stranamente stavolta sta venendo buono qualcosa..via boffo, via questo,quell’altro..peccato non si dimetta il silvio, però perlomeno con la complottata delle escort gli è stato fatto un danno d’immagine straordinario.
Commento by V3N0M on 25 ottobre 2009 at 12:46
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Ennesimo episodio di squallore della politica italiana. Perlomeno ha avuto il buon gusto di dimettersi. Il nostro premier, scoperto con le prostitute, ancora governa in maniera pacata e indifferente. L’Italia sta davvero andando a “puttane”, trans o etero che siano. Tristezza.
Commento by Diego Tomasoni on 26 ottobre 2009 at 10:28
Il passato ritorna in molti modi, in questo strano caso:
http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/26/717/
Commento by Fabio Chiusi on 26 ottobre 2009 at 11:26
Caro Fabio, questa vecchia storia su Marrazzo mi fa ancor di più tristezza. In fin dei conti han tentato di fregarlo con una falsa storia sui viados e lui ,dopo 4 anni,si fa fregare con una vera. Anticipo che tutto è sbagliato e per una persona pubblica tutto è pubblico,per me, ma cavolo , bisogna essere dei “geni” per far certe cavolate. Sai gia che ti volevano fregare in queste cose con prove false e tu ci finisci in pieno con fatti veri? In nuovi geni della sinistra.
Commento by Simone Pomi on 26 ottobre 2009 at 14:44
Concordo, Simone. E non mi sembra che se davvero vi fosse il “filo rosso” ipotizzato dal Fatto le cose sarebbero molto diverse. Sostanzialmente, il giudizio si riduce a quanto dici tu: se sai già che ti volevano incastrare su queste cose, perché perserverare?
Commento by Fabio Chiusi on 26 ottobre 2009 at 14:47
crederò a un complotto SE e SOLO SE, hanno prelevato il marrazzo lo hanno narcotizzato e portato lì di peso! altrimenti….
Commento by fatturi on 26 ottobre 2009 at 15:09
Fatturi,io non credo al complotto. Credo solo che Marrazzo sia stato un ingenuo e in più,dopo aver saputo che il video prima che scoppiasse il casino,l’avevano visioniato signorini e poi Berlusconi (che avvisò anche Marrazzo di star tranquillo),non mi fa certo tranquillizzare.Brutte storie
Commento by Simone Pomi on 26 ottobre 2009 at 15:42
La cosa grave è che Marrazzo ha pagato cedendo al ricatto. E’ quello il punto fondamentale. Poi dovrebbe dimettersi sul serio, non autosospendersi.
Commento by Antonio on 26 ottobre 2009 at 17:27
se è ingenuo marrazzo, è ingenuo anche berlusconi..mi pare quasi che in questo caso si voglia quasi dire “poverino”.mah..è incredibile il fatto che siamo governati da gente che va a trans,puttane e quant’altro, il tutto con una famiglia a casa.si fanno pure ricattare come degli imbecilli…non sono in grado di gestire loro stessi,figuriamoci una regione o uno stato.
Commento by V3N0M on 26 ottobre 2009 at 20:28
Io intendevo ingenuo per essere gentile,perchè beccato per una cosa dove aveva gia rischiato. Non volevo chiaramente giustificare ne lui ne berlusca.Poverini siamo noi ad avere questa gente come rappresentanti!
Commento by Simone Pomi on 26 ottobre 2009 at 20:48
Se i viziosi e i collusi della politica dovessero dimettersi avremmo l’80% dell’attuale classe dirigente a spasso. Comunque ci strappiamo le vesti perché Marrazzo (poveraccio) era preda di tendenze sessuali non convenzionali – e per questo ricattato – mentre nel nostro parlamento siede tranquillamente un certo Dell’Utri condannato a 9 anni per associazione mafiosa. Se c’è un’etica per cui un uomo pubblico, che ha commesso atti in grado di compromettere l’immagine delle istituzioni, deve andarsene a casa, questo deve valere per tutti, da Marazzo a Berlusconi, da Dell’Utri a chiunque altro. Berlusconi si è difeso dicendo che lui era eletto dal popolo e perciò non poteva andarsene. Ma anche Marrazzo è stato eletto direttamente dal popolo, eppure se ne sta andando. Quindi …
Commento by Giona2 on 27 ottobre 2009 at 13:06
..quindi cominciamo a mandare via quelli che almeno hanno il buon gusto non solo di andarsene,ma di volersi scavare una fossa per nascondersi sotto terra.per gli altri, vedremo che si potrà fare.
Commento by V3N0M on 27 ottobre 2009 at 18:07
Infatti sono perfettamente d’accordo. Per citare un giornalista che apprezzo: “[Marrazzo] se ne vada (e Berlusconi pure)”. E dell’Utri con lui. E poi anche… e anche… la lista è infinita.
Commento by Antonio on 28 ottobre 2009 at 10:24
[...] – Sintetizza tutto molto meglio di me, Dirittoallacritica. [...]
Pingback by Dario Salvelli’s Blog » Blog Archive » Corsi e ricorsi on 28 ottobre 2009 at 15:25
marrazzo ai tempi di mi manda rai tre,ti avrei dato il portafoglio e tutto l’onore del mondo sei un porco con la cravatta come molti altri
Commento by onesta on 2 novembre 2009 at 15:21
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