Caso Marrazzo: i punti oscuri dell’inchiesta



marrazzo 2La vicenda che ha portato l’ormai ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, alle  dimissioni ha fin troppi punti oscuri. Uno su tutti: la cocaina. A corrente alternata si dice e si scrive che la polvere bianca si trovava nell’appartamento di via Gradoli. I carabinieri, invece, hanno sostenuto di averla trovata ma – caso più unico che raro e tipica tecnica degli spacciatori che vogliono liberarsi della droga – l’avrebbero gettata nel water nel bagno dell’appartamento. Il corpo del reato, insomma, sarebbe stato distrutto dagli stessi agenti intervenuti sulla segnalazione di tale Rino Cafasso, un pusher morto poco dopo per overdose (qualcuno dovrà pur avergli dato la droga tagliata male). E poi ci sono gli assegni: staccati da Marrazzo e mai incassati.

A questi punti poco chiari, si aggiunge la questione del video: non si è mai visto che un ricattatore fa di tutto per vendere e liberarsi dell’oggetto del ricatto. E poi ci sarebbe anche il secondo filmato, mai visto prima e tutt’ora – se esiste – custodito da ignoti. Protagonista della vicenda, Piero Marrazzo non risulta ancora neanche indagato e sul suo conto pende una vicenda double face, a seconda di come la si consideri. Colpo grosso, inoltre, per uno dei due trans, irregolare, che ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi giudiziari: non è indiziato ma in quanto testimone può restare in Italia senza avere più alcun problema. Da questa vicenda, insomma, personaggi non secondari ci stanno anche guadagnando.

Per concludere, ci sono le ultime dichiarazioni fatte ieri da Marrazzo ai magistrati: “Non ci fu ricatto, semmai una rapina”. E allora la dinamica dell’intera vicenda cambia, fin nei minimi gesti compiuti dalle persone che hanno compiuto l’irruzione. Resta comunque il fatto che per ora non ci sono indagati, se non i quattro carabinieri per una tentata estorsione tutta da dimostrare, un governatore regionale si è dimesso e qualcuno ha pure ottenuto il permesso di soggiorno.

Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 3 novembre 2009.



Biografia di Emilio Fabio Torsello.

Giornalista professionista, 29 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore (Salute24, Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore “Roma”). Scrivo, inoltre, sulla rivista di cultura Tempo Presente, collaboro con Roma Sette (Avvenire) e con la redazione dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) dell’Aquila. In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress


7 Responses to “Caso Marrazzo: i punti oscuri dell’inchiesta”

  1. Le vicende oscure in questo scandalo sono così tante e – probabilmente -interconnesse alla vita politica italiana da creare imbarazzo e sgomento. Non tanto per i gusti sessuali un uomo, oggi più facilmente appellabile come “pover uomo”, ma per tutta la rete di sporcizia che vi sta attorno. Filmini che fanno il giro di agenzie, finiscono nelle mani di Marina Berlusconi che chiama il babbo, lui che invece che chiamar la polizia propone a Marazzo un numero dove chiamare (e pagare), ecc ecc.

    Ma che paese siamo diventati? Dopo Calciopoli e vallettopoli ora è SPUTTANOPOLI?
    Mi vergogno, ogni giorno di più di questa “caricatura” di stato.

    Commento by Diego Tomasoni on 3 novembre 2009 at 16:24

  2. calma…il governatore regionale che si è dimesso,anche se non c’è stato ricatto, se non si dimetteva era da andare a prendere e sradicare dalla poltrona a mani nude. su questo non ci piove. prima la questione morale, poi gli eventuali ricatti..sul resto si può discutere,ma sono cose che riguardano più che altro le posizioni di persone diverse da marrazzo,sperabilmente qualcuno prima o poi farà chiarezza.

    Commento by V3N0M on 3 novembre 2009 at 21:08

  3. Vedo Marrazzo come un caprone da sacrificare alla “causa”, il che è stupido dirla così. Ma senza dimissione si sarebbe rischiato il “tutti colpevoli, nessun colpevole”, perchè Berlusconi va a puttane e Marrazzo a trans. Ragionamento estremamente grezzo e semplicistico, ma che fa presa sulla coscienza della gente che vota a centrosinistra per avere una classe politica quantomeno che fa di tutto per rimanere lontano dagli affari sporchi o “immorali”.

    Detto ciò, mi sta bene “l’etica dei comportamenti” tanto criticata da Alfano in tv: è chiaro che le mele marce (diciamo pure , secondo la ricostruzione, depravate nel caso di Marrazzo) ci sono dovunque, ma tu dipende cosa fai una volta scoperte. C’è chi i condannati li promuove, li ricicla e li protegge, chi li espelle dal partito e chiede le dimissioni. Dimissioni, infine, giustissime, perchè una sequela di ricatti e atti amministrativi potenzialmente da essi viziati sono, secondo la mia opinione, un buon motivo per chiedere le dimissioni.

    Naturalmente, per fare un esempio, Vendola è un omossessuale, ma essendo dichiarato nessuno si sognerebbe di ricattarlo perchè non ci caverebbe nulla, non è una questione di andare a trans o meno.

    Commento by Walter Paiano on 3 novembre 2009 at 22:30

  4. marazzo :twisted:

    Commento by felice on 4 novembre 2009 at 00:37

  5. la regione lazio come poteva andare bene co qusta crema

    Commento by felice on 4 novembre 2009 at 00:39

  6. si sarebbe dovuto dimettere anche senza ricatti e amenità varie: ha tradito la famiglia,è andato a puttane, probabilmente ha pippato..tanto basta e strabasta.il fatto che sia diventato ricattabile o che sia stato realmente ricattato, è solo una cosa secondaria, direi solo una conseguenza di un reato morale che, di per sè, è più che sufficiente per chiedere le dimissioni di un politico.

    Commento by V3N0M on 4 novembre 2009 at 13:49

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    Pingback by CASO MARRAZZO: I PUNTI OSCURI DELL’INCHIESTA | LIBERTA' DI PENSIERO on 5 novembre 2009 at 03:18

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