Il trucco del ‘colpo di tosse’ ed è ancora Calciopoli



Prende nuovo vigore il processo che ha coinvolto dirigenti e sportivi del mondo del calcio dopo la diffusione delle dichiarazioni di Martino Manfredi, dal 1999 al 2006 nella segreteria della Can (Commissione Arbitri nazionale), rese al pm di Napoli Giuseppe Narducci.

I documenti fanno riferimento al verbale del 12 maggio del 2006 redatto dai Carabinieri su Martino, in qualità di persona informata sui fatti. Nello specifico l’ex segretario dell’organo di designazione degli arbitri e degli assistenti di serie A e B, si sofferma sui meccanismi di scelta dei direttori di gara nella stagione 2005-2006. Nelle dichiarazioni rese, Martino parla di “sfere (quelle usate per sorteggiare le designazioni, ndr) con all’interno nomi di arbitri e partite da abbinare, che con il tempo si sarebbero usurate, divenendo facilmente riconoscibili da designatore e giornalisti, al momento del sorteggio” (peraltro effettuato in diretta televisiva). Nei documenti si parla di “verniciatura usurata”, che variava da pallina a pallina, ma che era maggiormente presente sugli involucri contenenti i nominativi degli arbitri.

Secondo la prassi, ad essere estratti erano prima i bussolotti contenenti le partite (incarico assegnato al designatore Pairetto) e poi quelli dei direttori di gara (effettuato dai giornalisti). L’ex segretario afferma nei verbali che Bergamo (l’altro designatore insieme a Pairetto) tossì mentre il giornalista si apprestava a scegliere la pallina per abbinare l’arbitro all’incontro, che secondo Martino poteva essere Milan-Juventus (gara poi terminata 0-1 con un gol di Trezeguet). Secondo l’ex segretario un modo per truccare le gare era quello di riuscire a scegliere la pallina dell’arbitro prima che fosse selezionata quella della partita. Un meccanismo contrario rispetto alla procedura ufficiale. Un galeotto indugiare, quindi, da parte del designatore, prima di estrarre la pallina e aver letto la partita e solo dopo essersi reso conto di quale fosse il nome dell’arbitro in possesso del giornalista. Questo meccanismo sarebbe uno dei punti-cardine, secondo l’accusa, della strategia messa a punto da Moggi per influenzare e determinare la designazione degli arbitri principalmente nella stagione 2005-2006.

“Scegliersi gli arbitri – dice il pubblico ministero Narducci – attraverso pressioni sui designatori e intervenendo sulle griglie, è come aggiustare sentenze. Vi è la prova granitica – aggiunge – di come far parte di questo gruppo di potere, faceva una grande differenza in termini di carriera, di aspettativa per il futuro e di retribuzione. Se si era non sgraditi – conclude – o meglio graditi, si arbitravano più partite e più partite di cartello, c’era la possibilità di arbitrare incontri”.

Le rivelazioni dell’ex segretario della Can, Martino, chiariscono ancora una volta la grande connivenza dei giornalisti con il sistema creato da Moggi, una complicità strategica senza la quale era impossibile una ‘comoda’ designazione per la Juventus.

Ciò che è stato omesso nelle testate nazionali, però, è il rapporto ‘deviato’ tra la classe arbitrale e le squadre di calcio soprattutto in crisi di risultati. Martino rivela come si occupava di inserire “un biglietto X in una pallina ammaccata”, per aiutare una squadra in lotta per la salvezza nel campionato 2004-2005. Non la Juventus o altre squadre di alta classifica. Ecco così che le tesi complottistiche si allargano, aprendo scenari che vanno aldilà del sistema Moggi. I nomi di Lazio, Fiorentina e Milan risuonano. Secondo la ricostruzione di Martino, “Carraro chiese di aiutare Fiorentina e Lazio, per non farle retrocedere in serie B”. E sul rapporto diretto tra l’ex segretario della Can ed alcuni dirigenti delle società, si apprende come i nomi degli arbitri designati fossero comunicati dallo stesso Martino all’addetto agli arbitri milanista Leonardo Meani (inibito nello scandalo Calciopoli), subito dopo il sorteggio.

La separazione tra protagonisti dello sport e arbitri dovrebbe garantire la loro neutralità e l’indipendenza. Nel calcio questa divisione è stata spesso messa in discussione ed anche i rapporti tra dirigenti e designatori arbitrali consentono per lo meno di dubitare sull’effettiva autenticità del sistema calcio.

Scritto da Alessandro Proietti in data 9 novembre 2009.



Biografia di Alessandro Proietti.


3 Responses to “Il trucco del ‘colpo di tosse’ ed è ancora Calciopoli”

  1. moggi avrebbe dovuto essere radiato, invece temo che molto ma molto presto lo ritroveremo come DS in una società di A.i 5 anni di “allontanamento” stanno scadendo..

    Commento by V3N0M on 9 novembre 2009 at 16:28

  2. La vicenda di Calciopoli ha segnato inevitabilmente la mia rottura con il calcio. Non ho rimpianti per aver versato lacrime di gioia o tristezza per le partite della mia squadra (Milan), ma non sono più un ragazzino e – probabilmente – aver un presidente come Berlusconi è qualcosa che non può andar d’accordo con la coerenza delle mie idee su certi aspetti importanti della società e della politica.

    Commento by Diego Tomasoni on 9 novembre 2009 at 20:41

  3. io invece ho “rotto” col mio essere tifoso dopo juve-inter del ’98 :)

    Commento by V3N0M on 9 novembre 2009 at 20:49

Leave a Comment