L’Italia dei Valori vuole diventare “grande”



Se le fasi di crescita di un partito fossero uguali a quelle della vita umana l’Italia dei Valori si troverebbe oggi in piena pubertà. L’avvicinarsi del Congresso del 5-6-7 febbraio 2010 e della prima vera e proprio elezione del suo leader sembra mettere un po’ di agitazione nel quarto partito d’Italia e nei suoi esponenti di spicco. Un’agitazione che nella normale vita politica di un Paese verrebbe vista anche come un buon sintomo di democrazia, ma che in Italia, come già successo durante le primarie del PD, viene usata principalmente per screditare il partito nemico descrivendolo diviso, litigioso e di conseguenza inconcludente.

Una situazione chiaramente non solo mediatica e segnata da importanti defezioni. Gli abbandoni più pesanti sono stati quelli di Pino Pisicchio, transitato per motivi politici e ideologici nel gruppo misto e di Giuseppe Astore, senatore deluso dal continuo confluire nel partito di troppi riciclati, sia  a livello locale (il ritorno di Cristiano Di Pietro accompagnato da 4 ex del PD) , sia a livello nazionale dove  ha ritenuto eccessiva l’autorità dello stesso Antonio Di Pietro. L’arrivo invece di due personaggi, l’ex leghista Alessandro Cè e l’ex diessino Franco Grillini hanno fatto riaffiorare  almeno nella base del partito il problema di opportunità,  specialmente  a riguardo dell’ex camicia verde colpevole negli anni passati di pesanti dichiarazioni contro immigrati, meridionali e giudici “politicizzati”. Ultime critiche ma non meno importanti sono  quelle di Luigi De Magistris, anch’egli molto duro contro la politica poco trasparente di alcune parti (principalmente territoriali) dell’IDV e nello specifico alla scelta dei suoi rappresentanti attraverso un meccanismo troppo simile al quello della vecchia politica. L’ex PM di Catanzaro ha spiegato il suo disappunto e il bisogno di una  nuova classe dirigente per il Paese rilasciando un’intervista al settimanale  ”L’Espresso” l’11 novembre scorso. Intervista che ha scatenato la stampa “nemica” (Il Giornale e co.) convinta dell’esistenza di un “golpe” all’interno del partito, capitanato dallo stesso De Magistris. “Scalata” smentita dallo stesso pochi giorni fa quando ha confermato il suo appoggio alla mozione Di Pietro al congresso di febbraio, restando di fatto in linea con le sue dichiarazioni fatte nella tanto contestata e fraintesa intervista al settimanale di De Benedetti. Talmente mal interpretata da creare tensioni sia all’interno del partito (Donadi in primis), sia sulla carta stampata dove i soliti giornali hanno bollato come una  ”retromarcia” l’atteggiamento del ex pm di ” Why Not”.

Chi invece sfiderà apertamente Antonio Di Pietro per la leadership del partito è Francesco Barbato, deputato campano dell’IDV ricordato ultimamente per i suo durissimi attacchi al governo e in particolare a Silvio Berlusconi direttamente dalla sua postazione in Parlamento.  Queste le sue parole: «Presenterò una mia mozione, il nostro sarà un congresso vero e io sarò l’anti Di Pietro»  con cui l’onorevole  ha lanciato la sua candidatura. Quando è ora di crescere come sempre la situazione si fa più faticosa e  l’Italia Dei Valori è ad un bivio molto importante. Come De Magistris ricordava gli elettori del partito hanno grosse aspettative unite ad un bassissimo margine di perdono per eventuali errori. Gravi sbagli che secondo l’europarlamentare campano porterebbero IDV «in 48 ore dall’8 per cento al 2». A febbraio i 3500 delegati che si incontreranno a Roma per il Congresso non dovranno cosi solo scegliere il più che scontato “nuovo“ leader, ma dovranno decidere delle sorti del “gabbiano arcobaleno” che ora quasi adulto avrà solo due strade percorribili: volare o precipitare. Terze vie condurrebbero invece allo solita vecchia strada, quella che porta a luoghi foschi e nebbiosi nella democrazia, luoghi che fanno rimpiangere il precipizio.

Scritto da Simone Pomi in data 21 novembre 2009.



Biografia di Simone Pomi.

Classe '81. Cresciuto a Primaluna, in provincia di Lecco ma da più di 10 anni residente nel capoluogo lombardo. Cuoco e blogger autodidatta, autore del sito 2PIU2UGUALE5. Motto: "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". Il mio Facebook.


6 Responses to “L’Italia dei Valori vuole diventare “grande””

  1. Davvero un bell’articolo. Analisi molto attenta e molto lucida!
    PS: grazie di cuore per la citazione!

    Commento by alessandro tauro on 21 novembre 2009 at 14:26

  2. [...] Guarda Originale: L'Italia dei Valori vuole diventare “grande” | Diritto di critica [...]

    Pingback by L'Italia dei Valori vuole diventare “grande” | Diritto di critica on 21 novembre 2009 at 14:28

  3. Assisteremo immobili al furto dell’acqua ed alla sua privatizzazione??? come si fa a costituire un comitato referendario e a raccogliere le firme per abolire questo “stupro” legalizzato??? Lo chiedo a tutti, pd, idv, verdi, persino ai preti (tu pensa!) etc etc etc.

    Commento by andrea on 23 novembre 2009 at 13:44

  4. Complimenti per l’articolo.
    Sono molto curioso di vedere come e se la Lista Di Pietro diventera’ un vero partito. E che tipo di partito.

    Commento by Alessio in Asia on 24 novembre 2009 at 15:06

  5. Grazie Alessio….Non sei l’unico, siamo in molti ad essere curiosi. :?:

    Commento by Simone Pomi on 24 novembre 2009 at 15:49

  6. [...] IdV),  dichiaratosi subito contrario a questo accordo, alcuni mesi fa in vista del congresso parlò degli eventuali grossi errori che il partito avrebbe dovuto evitare . Sbagli che un elettorato [...]

    Pingback by De Luca chiese i voti a Forza Italia e An per vincere nel 2007 | Diritto di critica on 22 febbraio 2010 at 10:24

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