Appalti truccati: due arresti all’Aquila. La minaccia del processo breve



La gallina dalle uova d’oro della ricostruzione aquilana ha già fatto le prime “vittime”. Con l’accusa di millantato credito per illecita intermediazione verso pubblici ufficiali, infatti, ieri sono stati arrestati l’amministratore delegato della Fira Servizi, la finanziaria regionale, Claudio D’Alesio, di 50 anni, originario di Teramo ma residente a Pescara e l’ex assessore regionale al Lavoro di Forza Italia ed ex vicepresidente dell’Abruzzo, Italo Mileti (59 anni), anch’egli di Pescara. Secondo l’accusa, Mileti e D’Alesio, per conto di un imprenditore abruzzese, avrebbero esercitato pressione su uffici amministrativi abruzzesi per pilotare l’assegnazione dell’appalto relativo alla costruzione degli uffici della Asl dell’Aquila. Ma scendiamo nel dettaglio.

Secondo quanto hanno riferito le autorità, infatti, i numeri dell’affare non erano piccoli: in ballo c’erano 15 milioni di euro. I fondi erano quelli della ricostruzione e in particolare una grossa quota dei 50 milioni di euro che la Asl ha ottenuto come risarcimento per i danni subiti dal terremoto. E ancora una volta al centro della vicenda c’è l’ospedale dell’Aquila, lo stesso che il 6 aprile scorso fu reso inagibile dal terremoto e non risultava al catasto. Eppure, la pena per il reato ipotizzato è lieve.

Tecnicamente, infatti, il millantato credito è previsto dall’articolo 346 del Codice Penale e, nello specifico, l’azione portata avanti nei confronti di pubblici ufficiali «consiste nell’ottenere, per effetto della millanteria, la dazione o la promessa, per sé o per altri, di denaro o altra utilità come prezzo della propria mediazione». La pena è lieve: reclusione da 1 a 5 anni e multa da euro 309 a 2.065 euro. E in carcere, si sa, ormai non ci va quasi più nessuno. 

Se dovesse passare la norma sul processo breve, questo processo come molti altri potrebbero saltare e i colpevoli restare impuniti. Il reato di millantato credito, infatti, per ora rientra tra quelli su cui andrebbe a incidere il ddl sul processo breve che – come è noto – si applica anche ai procedimenti in corso. La questione, dunque, non è più solo quella della vigilanza sugli appalti truccati ma del futuro dei processi nati da inchieste su illeciti contro la pubblica amministrazione: se i procedimenti  non si estingueranno entro sei anni, il reato, i colpevoli e tutta l’inchiesta verranno annullati e tutto si chiuderà in un nulla di fatto. Berlusconi sarà salvo con buona pace del resto. Anche degli appalti aquilani.

Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 24 novembre 2009.



Biografia di Emilio Fabio Torsello.

Giornalista professionista, 29 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore (Salute24, Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore “Roma”). Scrivo, inoltre, sulla rivista di cultura Tempo Presente, collaboro con Roma Sette (Avvenire) e con la redazione dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) dell’Aquila. In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress


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