Berlusconi: «Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta»
Era il 6 gennaio 2006 quando il Cavaliere, rilasciando un’intervista al Corriere della Sera, sfogava tutto il suo rammarico per l’essersi dovuto immolare in una causa politica gravosa anche per i suoi interessi personali. «L’Italia è il paese che amo», minacciato dal ritorno dei comunisti che in «Cina bollivano i bambini». Menomale che Silvio c’è, verrebbe da dire. Un politico che si sacrifica per il bene della collettività è cosa d’altri tempi. In maniera chirurgica il quotidiano la Repubblica ha pubblicato in questi giorni un articolo che racconta una verità un pò diversa rispetto a quella spesso narrata durante le feste dal buon Silvio. Sarebbero infatti ben 18 gli episodi in cui direttamente o indirettamente alcune leggi degli ultimi 15 anni hanno portato forti benefici economici alle aziende del Premier o impedito sentenze in processi in cui era indagato. Repubblica chiaramente è faziosa? Scopriamolo insieme.
1. Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria. La nuova disciplina ha lo scopo di coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante, al centro del processo “Sme-Ariosto 1″ (corruzione in atti giudiziari).
2. Legge n. 383/2001 (cosiddetta “Tremonti bis”). Abolizione dell’imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. (Il governo dell’Ulivo l’aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire).
3. Legge n.61/2001 (Riforma del diritto societario). Depenalizzazione del falso in bilancio. La nuova disciplina del falso in bilancio consente a Berlusconi di essere assolto perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” nei processi “All Iberian 2″ e “Sme-Ariosto2″.
4. Legge 248/2002 (cosiddetta “legge Cirami sul legittimo sospetto”). Introduce il “legittimo sospetto” sull’imparzialità del giudice, quale causa di ricusazione e trasferimento del processo (“In ogni stato e grado del processo di merito, quando gravi situazioni locali, tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili, pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo ovvero la sicurezza o l’incolumità pubblica, o determinano motivi di legittimo sospetto, la Corte di cassazione, su richiesta motivata del procuratore generale presso la Corte di appello o del pubblico ministero presso il giudice che procede o dell’imputato, rimette il processo ad altro giudice”). La norma è sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti nei processi che li vedono imputati.
5. Decreto legge n. 282/2002 (cosiddetto “decreto salva-calcio”). Introduce una norma che consente alle società sportive (tra cui il Milan) di diluire le svalutazioni dei giocatori sui bilanci in un arco di dieci anni, con importanti benefici economici in termini fiscali.
6. Legge n. 289/2002 (Legge finanziaria 2003). Condono fiscale. A beneficiare del condono “tombale” anche le imprese del gruppo Mediaset.
7. Legge n.140/2003 (cosiddetto “Lodo Schifani”). E’ il primo tentativo per rendere immune Silvio Berlusconi. Introduce ildivieto di sottomissione a processi delle cinque più altre cariche dello Stato (presidenti della Repubblica, della Corte Costituzionale, del Senato, della Camera, del Consiglio). La legge è dichiarata incostituzionale dalla sentenza della Consulta n. 13 del 2004.
8. Decreto-legge n.352/2003 (cosiddetto “Decreto-salva Rete 4″). Introduce una norma ad hoc per consentire a rete 4 di continuare a trasmettere in analogico.
9. Legge n.350/2003 (Finanziaria 2004). Legge 311/2004 (Finanziaria 2005). Nelle norme sul digitale terrestre, è introdotto un incentivo statale all’acquisto di decoder. A beneficiare in forma prevalente dell’incentivo è la società Solari. com, il principale distributore in Italia dei decoder digitali Amstrad del tipo “Mhp”. La società controllata al 51 per cento da Paolo e Alessia Berlusconi.
10. Legge 112/2004 (cosiddetta “Legge Gasparri”). Riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni. Introduce il Sistema integrato delle comunicazioni. Scriverà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi: “Il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) – assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione – potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti”.
11. Legge n.308/2004. Estensione del condono edilizio alle aree protette. Nella scia del condono edilizio introdotto dal decreto legge n. 269/2003, la nuova disciplina ammette le zone protette tra le aree condonabili. E quindi anche alle aree di Villa Certosa di proprietà della famiglia Berlusconi.
12. Legge n. 251/2005 (cosiddetta “ex Cirielli”). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione. La norma consente l’estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Lodo Mondadori”, “Lentini”, “Diritti tv Mediaset”.
13. Decreto legislativo n. 252 del 2005 (Testo unico della previdenza complementare). Nella scia della riforma della previdenza complementare, si inseriscono norme che favoriscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale, a beneficio anche della società assicurative di proprietà della famiglia Berlusconi.
14. Legge 46/2006 (cosiddetta “legge Pecorella”). Introduce l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento. La Corte Costituzionale la dichiara parzialmente incostituzionale con la sentenza n. 26 del 2007.
15. Legge n.124/2008 (cosiddetto “lodo Alfano”). Ripropone i contenuti del 2lodo Schifani”. Sospende il processo penale per le alte cariche dello Stato. La nuova disciplina è emenata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell’avvocato inglese Davis Mills (testimone corrotto), in cui Berlusconi (corruttore) è coimputato. Mills sarà condannato in primo grado e in appello a quattro anni e sei mesi di carcere. La Consulta, sentenza n. 262 del 2009, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.
16. Decreto legge n. 185/2008. Aumentata dal 10 al 20 per cento l’IVA sulla pay tv “Sky Italia”, il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
17. Aumento dal 10 al 20 per cento della quota di azione proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La disposizione è stata immediatamente utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.
18. Disegno di legge sul “processo breve”. Per l’imputato incensurato, il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità). Una norma transitoria applica le nuove norme anche i processi di primo grado in corso. Berlusconi ne beneficerebbe nei processi per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.
Denaro, vantaggi economici, posizioni dominanti delle sue aziende, prescrizioni, cancellazioni o stop dei suoi processi. Bhe, insomma. Capisco che il Premier abbia dovuto sacrificare parecchi dei suoi capelli (quelli pre-intervento) e anche il fegato nel corso degli anni, ma affermare che lui entrando in politica abbia dovuto smenarci sarebbe un pò come depauperare la sue grande fama di condottiero ed imprenditore di successo. Voglio rimaner fedele all’idea di “grande uomo” che Berlusconi si è dipinto addosso nel corso degli anni e rimaner vigile mentre la realtà dei fatti canta inequivocabilmente un testo discordante rispetto all’introduzione di questo articolo.
Scritto da Diego Tomasoni in data 24 novembre 2009.

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[...] «Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta». Silvio Berlusconi era sincero, o almeno questa era l’impressione che dava agli italiani, quando nel 2006, scordandosi dell’immenso patrimonio accumulato dalla sua discesa in politica nel ‘94, dichiarò quanto citato qualche riga sopra. I fatti però, come spesso accade, superano di molto perfino l’immaginazione. L’Europa non è di così buon cuore come gli italiani dei giorni nostri, capaci perfino di cestinare i rigidi dettami cristiani per chiudere un occhio sulle presunte frequentazioni del nostro Premier con minorenni e prostitute, o sulle pesanti rivelazioni di pentiti di mafia ed ex avvocati corrotti (Mills n.d.r.). [...]
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