Berlusconi indagato per mafia? Vigna: «Per legge nessuno può confermarlo»



L’hanno gridato ai quattroventi: «Silvio Berlusconi non è indagato per mafia». Eppure i tv, giornali e radio hanno dimenticato un particolare non di poco conto: fino all’iscrizione sul registro degli indagati, nessun giudice comunica all’imputato l’indagine in corso a suo carico. È come se Totò Riina anni fa fosse andato dai magistrati di Palermo e avesse chiesto: «scusate, per caso sono indagato?». Se i pm di Firenze avessero confermato le accuse, avrebbero violato la legge.

In un’intervista pubblicata ieri dal Corriere della Sera, l’ex-numero uno dell’Antimafia italiana, Pierluigi Vigna, ha chiarito perfettamente come – se anche Berlusconi fosse indagato – nessuno al momento potrebbe confermarlo. Durante le indagini sulle stragi del ’93, ha sottolineato Vigna, i nomi degli indagati vennero messi addirittura in cassaforte: «Tante precauzioni – spiega – perché eravamo nel periodo in cui il presidente scendeva per la prima volta in politica e a quell’epoca i riferimenti su di lui erano molto sfumati» perciò «sembrò opportuno che le questioni di riservatezza prevalessero sulla pubblicità».

D’altronde, ha ribadito Vigna, «pubblicità non c’é in questo tipo di indagini sulla mafia». Quando un presunto indagato chiede se è indagato, spiega, «deve ricevere una risposta in ogni caso negativa se si tratta di reati di mafia. È stabilito dal Codice di procedura penale. E’ l’applicazione del cosiddetto ‘doppio binario’».

Insomma, se anche Berlusconi fosse indagato, nessuno verrebbe a confermarglielo prima dell’iscrizione nel relativo registro. E non lo dice Diritto di Critica ma lo stesso Vigna che conferma come i magistrati di Firenze non avrebbero potuto rispondere diversamente. Clamoroso, invece, l’abbaglio preso dai giornali che non hanno – tranne poche eccezioni – tenuto in considerazione che la risposta dei pm non valeva nemmeno l’apertura della ventesima pagina.

Scritto da Emilio Fabio Torsello in data 30 novembre 2009.



Biografia di Emilio Fabio Torsello.

Giornalista professionista, 29 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore (Salute24, Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore “Roma”). Scrivo, inoltre, sulla rivista di cultura Tempo Presente, collaboro con Roma Sette (Avvenire) e con la redazione dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI) dell’Aquila. In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress


10 Responses to “Berlusconi indagato per mafia? Vigna: «Per legge nessuno può confermarlo»”

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  2. Insomma ci hanno preso per il culo, e l’agitazione del Premier tradisce una certa preoccupazione per cose che “solo lui sa” e non vuol far sapere. Si diceva che chi non ha nulla da nascondere cammina a testa alta e non teme il giudizio di nessuno. Evidentemente il buon presidente, dopo dozzine di leggi ad personam per non essere condannato, ha una coda di paglia che potrebbe prender fuoco in ogni momento.

    Commento by Diego Tomasoni on 30 novembre 2009 at 10:03

  3. e speriamo che prenda fuoco alla svelta!! che il Premier sia sempre più nervoso, potrebbe essere un segno del fatto che troppe cose iniziano a trapelare… se i giornali devono dire che “non è indagato per mafia”, potrebbe essere perchè troppa gente è convinta che lo sia… ha di nuovo bisogno di una ritoccatina e di una specifica da prima pagina per “pulirsi”… solo che più passa il tempo, e più lo “sporco” che lo insozza è difficile da mascherare… e ok che le masse sono imbecilli, ma certe cose iniziano a diventare palesemente troppo evidenti!
    che sia la volta buona che la diga della disinformazione mediatica e delle leggi ad personam stia per cedere? incrociamo le dita.

    Commento by erica on 30 novembre 2009 at 11:27

  4. Non ci voleva un giurista per dirlo… non per vantarmi, ma l’avevo già scritto 3 giorni fa :D

    http://leoman3000.wordpress.com/2009/11/28/la-piovra-11/

    Commento by Leoman3000 on 30 novembre 2009 at 16:30

  5. Sfortunatamente i bravi autori di questo blog son spesso tamponati da pressanti impegni. Chissà che in un futuro possa il blog essere una fonte di reddito primario :)

    Commento by Diego Tomasoni on 30 novembre 2009 at 16:40

  6. Io non sono molto esperto di giustizia e altro ma sentendo tutta questa baraoda ho subito capito l’intento. Non fa capire più niente al cittadino. Le parole di Vigna sono di una banalità allarmante e non per svilirle o altro, ma per far capire che il cittadino comune e peggio ancora il giornlista tipo dei quotidiani nazionali non sa neanche di cosa sta scrivendo e su cosa si basa una notizia . L’ignioranza dilaga..e questo è un bene per chi controlla tutto..
    Io ringrazio Emilio per questa delucidazione ( anche leoman3000) ! Un pò di chiarezza in più non fa mai male… :wink:

    Commento by Simone Pomi on 30 novembre 2009 at 16:49

  7. Il fatto è che se lo scrivo io non conta nulla. Se a dirlo è uno come Pierluigi Vigna, la notizia ha un senso molto più concreto

    Commento by Emilio Fabio Torsello on 30 novembre 2009 at 18:37

  8. Ottima nota EF

    Commento by Diego Tomasoni on 30 novembre 2009 at 19:50

  9. Nessun problema ragà, anzi. Complimenti per tutto ;)

    Commento by Leoman3000 on 30 novembre 2009 at 23:52

  10. MILANO – Berlusconi «confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo: magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo…». Lo ha detto il Gianfranco Fini, in un “fuori onda” (rilanciato da Repubblica.it) registrato all’insaputa dl presidente della Camera. Fini parla con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui, in occasione della giornata conclusiva del Premio Borsellino, il 6 novembre scorso a Pescara, non sospettando minimamente che i microfoni del tavolo della presidenza fossero aperti e registrassero la conversazione privata.

    «IN PRIVATO GLI HO DETTO: “STATTE QUIETO”» – «Ma io gliel’ho detto – prosegue Fini conversando con Trifuoggi – . Confonde la leadership con la monarchia assoluta. Poi in privato gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi “statte quieto” » aggiunge il presidente della Camera replicando così a una battuta del procuratore che si riferisce a Berlusconi con queste parole: «È nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano».

    SPATUZZA – Con Trifuoggi Fini parla anche delle ultime rivelazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. «Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza, può aprire scenari… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica» afferma il leader di Montecitorio. «Lei lo saprà – dice Fini al suo interlocutore – ma Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli interni…Uno è vicepresidente del Csm, l’altro è presidente del Consiglio». E al suo interlocutore che osserva che comunque le indagini vanno fatte, la terza carica dello Stato risponde: «No, ma ci mancherebbe altro».

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    http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_01/fuorionda-fini-berlusconi_be0b721c-de7f-11de-b977-00144f02aabc.shtml

    Commento by Diego Tomasoni on 1 dicembre 2009 at 16:24

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