Il Nucleare è out, parola di Premio Nobel
«Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati». È con queste semplici parole che il nobel Carlo Rubbia, intervistato da Repubblica, ha definito l’energia nucleare, dando cosi nuova voce a chi in Italia è contro il piano atomico dell’attuale esecutivo. Il fisico friulano parla di nuove strade da percorrere come quella del solare, «una fonte di energia che cresce al ritmo del 40% ogni anno nel mondo». Un mondo che esclude però l’Italia, ma che comprende Stati Uniti, Germania, Cile, Messico, Cina e Spagna. Infatti, racconta sempre lo scienziato, proprio lo stato iberico «si è dimostrato capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi» e possedendo inoltre in via di realizzazione altri impianti per 14mila megawatt. Tanti non si ricorderanno ma Carlo Rubbia fu presidente dell’Enea, società italiana per lo sviluppo ambientale ed energetico dal 1999 al luglio del 2005 quando venne sostituto “casualmente” dopo le sue critiche al governo Berlusconi in merito «all’umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo». Ora il fisico è considerato uno dei padri di una nuova energia, il solare termodinamico che come lo stesso spiega è molto diversa dal comune solare:
«Il solare termodinamico è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici – a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici – sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo».
Un passo avanti che cancella uno dei problemi principali di questa risorsa e che segna un gran bel punto a favore delle rinnovabili. Ritornando invece al nucleare Rubbia pone delle domande molto semplici, le stesse che un comune cittadino dovrebbe farsi: «Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi?»
Tutti quesiti che meriterebbero risposta ma che lo Stato Italiano sembra ignorare spinto non si sa bene da quali interessi. Un altro scienziato, il valdostano Gianni Silvestrini tra le sue tante ricerche ha calcolato, in base alle tendenze di questi ultimi anni, lo sviluppo che avranno nel mondo due rinnovabili come l’eolico e il solare a discapito dell’energia nucleare.
La tabella sembra molto eloquente e come ricorda Silvestrini è calcolata osservando «la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica mondiale che unita al contributo alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti di queste tecnologie verdi, dovrebbe essere almeno 4 volte superiore rispetto al contributo del nucleare, considerando anche la chiusure delle vecchie centrali». Come per la questione acqua pubblica ora non si comprende bene quale sia il vero motivo di certe scelte e a chi giovino maggiormente. Il Governo parla di un nucleare sicuro e «che ridurrebbe le spese elettrice del cittadino», affermazione contestata da chi come Greenpeace definisce questo slogan solo una menzogna basata su calcoli in cui oltre ai costi per la realizzazione degli impianti non si terrebbero conto degli accantonamenti per lo smantellamento dei reattori, della copertura assicurativa in caso di incidenti gravi, dei costi per il riprocessamento delle scorie, per la bonifica dei siti contaminati e per la realizzazione del futuro deposito geologico di stoccaggio. Tutte cose che secondo l’associazione ambientalista farebbero aumentare non di poco la bolletta invece che diminuirla. Segnalo la curiosa iniziativa “Io la bolletta nucleare non la voglio” per maggiori informazioni in merito.
Scritto da Simone Pomi in data 1 dicembre 2009.

9 Responses to “Il Nucleare è out, parola di Premio Nobel”
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In tutta onestà, e lo ripeto oramai da più di un anno, il nucleare è una risorsa obsoleta, costosa, che abbisogna di grandi risorse idriche e che è potenzialmente devastante per l’ambiente. Basta fare una piccola ricerchina sugli incidenti dello scorso anno nelle centrali nucleari francesi per scoprire quanto questa risorsa non sia per niente ecologica.
Si alle risorsi rinnovabili, NO al nucleare!
Commento by Diego Tomasoni on 1 dicembre 2009 at 12:13
In realtà se vai a vedere tutti gli incidenti causati da centrali non nucleari, ti spaventi…In realtà è che sul nucleare c’è una tale attenzione e una gestione di controllo e sicurezza, che anche il più piccolo incidente viene segnalato e poi utilizzato per i contrari al nucleare
Commento by umotta76 on 1 dicembre 2009 at 12:40
Ciao Umotta. Hai ragione , l’impatto mediatico anche di un piccolo incidente nucleare è superiore a quello delle altre centrali ma forse anche perchè il livello di pericolo è maggiore. Detto questo e escludendo cosi la questione incidenti, anche sotto tutti gli altri aspetti il quando a favore del nucleare non ne esce comunque migliorato. Troppi contro e pochi pro .
Commento by Simone Pomi on 1 dicembre 2009 at 14:07
articolo molto significativo!!!
il nucleare è impensabile… per una serie infinita di ragioni! innanzitutto, come ha detto anche diego, è una risorsa vecchia ed obsoleta: mentre tutti gli altri stati investono nelle nuove tecnologie, l’italia adotta l’unica tecnologia che si cerca di sostituire… Ottimo!!
inoltre, i danni a livello ecologico sono impareggiabili.
In genere comunque, prima del riprocessamento o comunque prima del deposito delle scorie, queste vengono stoccate per non meno di 5 mesi [9], ma arrivando anche agli anni di attesa, in apposite piscine in dotazione alle centrali con lo scopo di raffreddarle e di far rilasciare una parte della radioattività, generata dagli elementi con emivita (o tempo di dimezzamento) più breve, agevolando così le fasi successive.
“A parte tali elementi molto pericolosi ma a vita breve, il problema maggiore legato alle scorie nucleari riguarda infatti l’elevatissimo numero di anni necessari affinché si raggiunga un livello di radioattività non pericoloso. Il “tempo di dimezzamento” è il tempo che un determinato elemento impiega a dimezzare la propria radioattività: è quindi necessario un tempo molte volte superiore alla “emivita” affinché l’elemento perda il proprio potenziale di pericolo. Si consideri che ad esempio il plutonio, con una emivita ci circa 24000 anni, richiede un periodo di isolamento che è nell’ordine di 240 mila anni e che, nel suo complesso, il combustibile scaricato da un reattore di 2° o 3° generazione ad uranio mantiene una pericolosità elevata per un tempo dell’ordine del milione di anni ”
(wikipedia)
ora, se qst informazioni si trovano così facilmente su wikipedia, significa che chiunque è in grado di rendersi conto di quanto sia distruttivo, in termini ecologici, l’utilizzo del nucleare!! per non parlare poi dei problemi per la salute umana…. ma stiamo scherzando??? col cavolo che vogliamo il nucleare in italia!!!!!!
Commento by erica on 1 dicembre 2009 at 17:43
[...] «Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati». Carlo Rubbia, premio Nobel, intervistato da Repubblica. Il Nucleare è out, parola di Premio Nobel, di Simone Pomi http://www.dirittodicritica.com/2009/12/01/il-nucleare-e-out-parola-di-premio-nobel/ [...]
Pingback by Anch’io so… « Alessio in Asia on 3 dicembre 2009 at 11:58
il tizio diceva cose molto diverse qualche tempo fa, quindi non mi risulta una persona attendibile.ma d’altra parte mi chiedo se esista un italiano che possa definirsi “attendibile” quando apre la bocca.
Commento by V3n0m on 9 dicembre 2009 at 21:38
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Pingback by Mattia Pastrello Blog » Contro il nucleare, e contro il rinnovabile. Tappiamo prima ilbuco ! on 19 dicembre 2009 at 13:30
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Pingback by Il nucleare in Sardegna secondo Piergiorgio Massidda ~ Corona De Logu on 1 aprile 2010 at 09:05
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