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Diritto di critica | August 17, 2017

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Il curioso caso di Giorgio Napolitano

Il curioso caso di Giorgio Napolitano

«Io non do consigli a nessuno, meno che mai a chi mi ha succeduto al Quirinale. Ma il capo dello Stato, tra i suoi poteri, ha quello della promulgazione. Se una legge non va non si firma. E non si deve usare come argomento che giustifica sempre e comunque la promulgazione che tanto, se il Parlamento riapprova la legge respinta la prima volta, il presidente è poi costretto a firmarla […] è un modo per lanciare un segnale forte, a chi vuole alterare le regole, al Parlamento e all’opinione pubblica[…] Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l’unica regola da rispettare sia quella del “quantum potes”: fai ciò che puoi. Detto altrimenti: resisti». Era con queste parole che il senatore a vita ed ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi spiegava il compito e i poteri che un Capo di Stato italiano può e deve usare in certi momenti delicati della vita del paese. Una frase che lo stesso Ciampi  non indirizzava direttamente all’attuale Presidente della Repubblica ma che aveva nel significato delle sue parole un implicito riferimento al suo successore, Giorgio Napolitano.

Un potere, quello non promulgativo, che l’attuale Presidente non sembra voler esercitare e che nei suoi 3 anni di mandato ha minacciato di usare realmente solo una volta in occasione del Decreto Englaro, cioè quando l’attuale Governo tentò di bloccare tramite emendamento la sentenza di vari tribunali nel caso della povera Eluana.  La firma e l’avallo del Capo di Stato sono arrivati infatti per tutte le leggi di questo esecutivo, comprese le incostituzionali Lodo Alfano e Legge Gelmini, la discriminante (secondo l’Onu) aggravante razziale” legata al reato di clandestinità e infine il salvacondotto per gli evasori, lo Scudo Fiscale.

Il baratto” è il titolo di un libro pubblicato nell’aprile del 2008, scritto da Michele De Lucia, membro della direzione nazionale dei Radicali Italiani.  Uno scritto che riporta alla luce strani incroci politici ed editoriali di più di 25 anni fa, ricordandoci infatti i suoi principali attori e collegandoli alla politica di oggi. Uno di questi è proprio Giorgio Napolitano, all’epoca leader della corrente “migliorista” del Partito Comunista Italiano. Questa ala politica, definita come “la destra del PCI” aveva anche un giornale di riferimento, “Il Moderno“, un mensile  non di elevata tiratura ma che aveva nel suo interno “curiosi” articoli e pubblicità. Ecco alcuni estratti dal libro di De Lucia:

«Ad aprile del 1985 esce a Milano il primo numero de Il Moderno, mensile (poi settimanale) della cor­rente “migliorista” del Pci (cioè la destra tecnocratica e filo-craxiana del partito, guidata da Giorgio Na­politano). Animato da Gianni Cervetti… all’insegna dello slogan “l’innovazione nella società, nell’econo­mia, nella cultura” (p. 104).»

«Intanto a Milano il numero di febbraio 1986 de Il Moderno… scrive che “la rivoluzione Berlusconi [è] di gran lunga la più importante, cui ancora qualcuno si o­stina a non portare il rispetto che merita per essere stato il principale agente i modernizzazione, nelle aziende, nelle agenzie, nei media concorrenti. Una rivoluzione che ha trasformato Milano in capitale te­levisiva e che ha fatto nascere, oltre a una cultura pubblicitaria nuova, mille strutture e capacità pro­duttive” (p. 115).»

«Il numero di aprile 1987 del mensile comunista Il Moderno esce con un’intera pagina pubblicitaria della Fininvest. È la prima di una lunga serie di inserzioni pubblicitarie dalla misteriosa utilità per l’in­serzionista, dato che il giornale è semi-clandestino e vende meno di 500 copie… Intanto uno dei fondato­ri del Moderno, l’onorevole Gianni Cervetti, alla metà di aprile è di nuovo a Mosca… E il 18 aprile l’a­genzia Ansa da Mosca informa che in Urss, insieme al compagno Cervetti, c’è anche Canale 5… (pp 126 – 127).»

«A giugno 1989 il settimanale comunista Il Moderno pubblica un megaservizio su Giocare al calcio a Milano. Con un panegirico sul Berlusconi miracoloso presidente milanista che “ha cambiato tutto: ades­so la sua squadra è una vera e propria azienda,” e così via. Il giornale della corrente di destra del Pci è ormai un bollettino della Fininvest, e le pagine di pubblicità comprate dal gruppo berlusconiano ormai non si contano (p. 148).»

Berlusconi in quegli anni era solo un imprenditore, ma le sue parole dopo un mega-contratto tra Fininvest e la “tv sovietica” dimostrano ancora oggi la sua poliedricità politica quando si parla di affari: «Noi non abbiamo cattivi rapporti col Partito comunista italiano, e cerchiamo di averne sempre di migliori».  Se tra i  miglioristi militò anche Sandro Bondi, attuale Ministro della Cultura nel governo Berlusconi IV, vuol dire che con qualcuno del vecchio PCI qualche intreccio c’è stato, e sarebbe importante sapere se qualcun altro ha avuto rapporti con l’attuale Presidente del Consiglio. Certo, fare domande del genere al Presidente Napolitano non sarebbe facile, specialmente visto come  rispose stizzito già 5 anni fa ai giornalisti tedeschi che chiedevano spiegazioni riguardo i suoi onerosi rimborsi spese per i viaggi aerei  utilizzati durante il periodo in cui era parlamentare europeo (video sotto). «La Costituzione italiana contiene valori, regole, principi che devono ispirare i comportamenti di tutti gli italiani» ha detto in questi giorni il nostro Presidente della Repubblica. Speriamo che  non intendesse  “di tutti meno uno” come lasciò dedurre un anno fa avallando una legge palesemente ingiusta, il Lodo Alfano.

httpv://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

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  • http://www.lanxsatura.org Antonio

    Napolitano è un vecchietto impaurito che vuole vivere tranquillo, come tutti i vecchietti di questo mondo. A lui basta non sentirsi chiamato in causa da responsabilità che dice di non avere (mah..). Cosa volete farci, vuole vivere tranquillo e morire in pace.
    E che i magistrati se ne stiano zitti…

    • http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/ Simone Pomi

      Un probabile verita! Il mio non vuol essere cmq un atto di accusa verso il presidente della REpubblica ,ma solo una richiesta di spiegazioni di certe sue azioni che anche altre istituzioni( come la corte costituzionale) ha ritenuto sbagliate..

  • erica

    concordo con antonio: napolitano non sembra un presidente della repubblica, ma un nonnetto che vuole essere lasciato in pace e se ne lava le mani. del tipo “bona, io firmo, ma poi giù di dosso”, qualche frasetta di circostanza e tanti saluti. Diciamo, nient’altro che l’ennesimo menefreghista della politica italiana… Il problema sorge nel momento in cui firma provvedimenti molto contestati, frettolosi, non giustificati: perchè, che lui lo voglia o meno, che voglia starsene tranquillo o meno, la responsabilità ce l’ha. se uno non vuole responsabilità, si ritira dalla scena politica, che con lo stipendio che si prendono campano bene per tutta la vita…

    • paria

      Mi piacerebbe sapere come mai il sig. Ciampi (che ha lasciato passare non so quante leggi “ad Berlusconi” – almeno una firmandola in soli 5 giorni- e che ha stretto la mano a chi si pulisce …. con la bandiera; che avrebbe voluto sottoscrivere anche la grazia a Sofri e ha concesso riduzioni di pena ad uno spacciatore; medaglie d’oro a mercenari ma non a funzionari altrettanto morti; gran croci a Sanremo) non si è rifiutato di firmare regalie come la concessione ingiustificata di vitalizi straordinari a perfetti sconosciuti (p.e. Della Pietra, dapresidente)…
      Il tutto preceduto, ( come superministro del tesoro) dalla concessione di un ingiustificato supplemento di pensione pari al minimo INPS ai pensionati di quell’Ente sostenendo che non sarebbe costato nulla(!) e dal REGALO ai pnsionati dirigenti d’azienda, prima in termini di riduzioni contributive poi come aumento delle loro pensioni (“doveroso”(!) secondo lui) con tanto di arretrati quinquennali.
      Bello vero far conto sulla scarsa informazione e memoria degli Italiani e predicare, predicare, predicare,,,,,,,,,

    • NNHT34

      BASTAVA DIRE NO GRAZIE…BASTAVA RITIRARSI A VITA PRIVATA..SE VOLEVA LA TRANQUILLITA’ BASTAVA DIRE: GIRANO VOCI SUL MIO NOME X LA PRESIDENZA: PENSATE A QUALCHE ALTRO NOME,VOGLIO VIVERE TRANQUILLO..INVECE A MIO PARERE CON LA SCUSA DEL NONNETTO TRANQUILLO CI HA FATTO SCEMI..SERVIVA LUI X DARE SPAZIO AD PERSONAM AL b.
      IL b CON SCALFARO PRIMA E CIAMPI POI HA DOVUTO SEMPRE METTERSELA VIA

  • http://www.ale1980italy.wordpress.com Alessio Fratticcioli

    Complimenti all’autore. Queste informazioni vanno diffuse.

    • http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/ Simone Pomi

      @Paria
      Non posso che darti ragione su Ciampi. Non è stato nemmeno lui l’esempio perfetto di presidente della repubblica e come carriere a fatto cose che non sempre possono essere ricordate con orgoglio. L’unica cosa è che ora Napolitano sembra esser riuscito a fare peggio..
      @ Alessio
      Grazie Alessio…gentile come sempre :wink:

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  • Guest

    Napolitano Giorgio – Il peggiore presidente dal dopoguerra ad oggi insieme a Kossiga