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Diritto di critica | March 20, 2019

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Il "No Berlusconi Day" e la politica dei cittadini - Diritto di critica

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«Wow, ma è già piena?»
. Inizia così il mio ingresso a bocca spalancata in Piazza San Giovanni sabato scorso, in occasione della manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni del Premier Berlusconi. Partito nella notte di sabato da Bergamo sono arrivato alla stazione di Roma Termini pochi minuti prima dell’inizio del No Berlusconi Day. Presente all’evento anche Emilio Torsello, co-editor del blog Diritto di critica. Il corteo è partito da Piazza della Repubblica e si è poi diretto verso il palco allestito nella piazza più grande di Roma, scenario tradizionale di tanti eventi culturali e politici, come il concerto del 1° maggio e perfino il “Berlusconi day del 2006“. Gli organizzatori speravano di raggiungere almeno i 350 mila presenti, come ci si aspettava dalle adesioni sulla pagina di facebook dove è nata l’idea di questa manifestazione. La partecipazione è stata invece  molto più vasta, ricoprendo ogni centimetro quadrato di Piazza San Giovanni e le vie laterali. La questura ha parlato di 90.000 presenti, mentre le foto e i video in rete parlano di una marea di gente, almeno 10 volte tanto. Nel 2006 la manifestazione organizzata dall’allora Casa della Libertà per far cadere il governo Prodi portò (così dissero gli organizzatori) ben 2 milioni di persone nella stessa piazza. Forti critiche arrivano dai media filo-governativi che, usando i dati della questura, contestano la cifra diffusa dagli organizzatori che parlano di almeno 1 milione di partecipanti al No B Day. Qualcuno ci deve dei chiarimenti. Hanno per caso rimpicciolito piazza San Giovanni e non ce lo hanno detto?

La rete intanto si è mobilitata ed ecco spuntare su diversi siti e pagine facebook foto e analisi sui dati della presenza all’evento. Nell’immagine che segue si vedono a confronto i presenti al concerto di Vasco (foto gialla) e quelli del No B Day (foto rossa), ironizzando sull’inesattezza comprovata dei dati forniti dalla questura di Roma.

cifre

Solo verso le ore 17:00 circa sono riuscito ad accedere alla piazza dell’evento, poiché il mare di gente che accompagnava il corteo impediva di proseguire a passo regolare. Ci vogliono circa 20 minuti per coprire il tragitto che ho percorso in circa 3 ore. Nella piazza non si riusciva a muoversi ed inoltre i cellulari non funzionavano poiché le reti erano sovraccaricate dal numero di persone presenti. Mentre davanti avevo una massa compatta, quasi un muro di gente, alle mie spalle ancora non era arrivato il grosso del corteo.

corteo

Confesso che un pò di angoscia mi ha assalito all’idea che la piazza potesse esplodere. Troppa gente e non era nemmeno la finale dei mondiali, incredibile. Ma questo aggettivo, ossia “incredibile”, è più appropriato nei confronti di un evento unico nella storia della politica italiana. Potranno dire che i partitini della sinistra antiberlusconiana erano molti e muniti di molte bandiere, ma l’evento è partito da ragazzi e ragazze giovanissimi e svincolati dai contesti politici: semplici cittadini. Tutto è partito da facebook, un social network che mette in contatto le persone e diffonde le idee, e che a qualcuno fa già paura, come testimonia la recente “campagna” promossa dal Tg4 di Emilio Fede, dedita a “spaventare” le persone con servizi critici sull’uso scorretto di questo strumento. I partiti, per una volta, sono stati a guardare e chissà, magari hanno imparato qualcosa.

Le dimissioni del Premier Berlusconi chieste da migliaia di persone non sono state nemmeno prese in considerazione. L’entourage del Cavaliere, così come le sue televisioni, ha risposto in maniera unanime definendo l’evento come una “bufala” organizzata dall’odiato Antonio Di Pietro, delegittimando quindi con un colpo di spugna mediatico il lavoro e la partecipazione di semplici cittadini. L’Idv ha sì pagato il palco della manifestazione, ma non è salita nemmeno un secondo a parlare. I partiti oltre alla presenza con i loro vessilli e le interviste rilasciate ai giornalisti sono stati lontani dal palco, come era giusto che fosse. Intanto la rete si sta già riempiendo di migliaia di foto e filmati che testimoniano l’enorme presenza di manifestanti in una Roma baciata da un tiepido sole. Vi lascio alcuni di questi video per farvi assaporare il clima e l’unicità dell’evento a cui ho partecipato e che non dimenticherò.

Guardate le immagini “panoramiche” della piazza e riflettete sul numero dei presenti. Le immagini non mentono.

Franca Rame e Dario Fo sul palco del No B Day:

Il servizio del Tg3 sul No B Day:

Comments

  1. 7 dicembre 2009, ore 14:30 Internidi Donato De Sena L’altro Spatuzza: l’uomo che per primo accusò Silviopubblicato il 5 dicembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore – torna alla home La ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa Nostra, l’idea separatista, la nascita di Forza Italia, la scelta del movimento di Dell’Utri, i legami con Berlusconi, le stragi del ‘93 e gli interrogativi che si trascinano visti attraverso le dichiarazioni di un vecchio pentito
    “Quando Berlusconi tenne l’ultimo comizio della sua campagna elettorale (del 1994, nda) a Palermo presso la Fiera del Mediterraneo, io ero presente su incarico di Bagarella. Riferii, poi, allo stesso Bagarella di una frase di Berlusconi in cui si manifestava un vago proposito di utilizzare i voti contro la delinquenza. Bagarella mi disse che era una frase obbligata per l’opinione pubblica e per i giornalisti, dato che era stato contestato al Berlusconi che non parlava mai di mafia; ma in quella stessa occasione mi assicurò, ancora una volta, che lo stesso aveva preso ‘impegni seri’ con noi intendendo con tutta Cosa Nostra”.

    POLITICA E MAFIA – Quanto riferito oltre dieci anni fa dal collaboratore di giustizia Tullio Cannella in diverse occasioni ai giudici di Palermo, Firenze e Caltanissetta, seppur inerente un aspetto diverso della vicenda di cui si parla in queste ultime settimane (l’accordo politico piuttosto che la responsabilità delle stragi) vale davvero molto di più di quel “Graviano mi fece i nomi di Berlusconi e Dell’Utri”, riferito ieri da Gaspare Spatuzza nell’aula bunker del Palazzo di Giustizia di Torino. Non era sicuramente uno qualunque Cannella, vicino a Cosa Nostra dal 1980, arrestato nel 1995, accusato di favoreggiamento nei confronti dei fratelli Graviano: si tratta di un militante democristiano fedele a Salvo Lima e Giulio Andreotti, cresciuto nelle sezioni di Brancaccio, uno che nel corso della carriera aveva deciso di affidarsi ad amicizie poco raccomandabili, in aria di mafia. Favori, protezione, carriera facile. Era giunto così in alto al punto da poter ospitare nel residence “Euromare” di Cefalù, del quale era proprietario, come prestanome dei Graviano, niente di meno che il boss Leoluca Bagarella, cognato di Riina. Era un legame molto forte il loro, che può dare l’idea del grado di commistione politica-criminalità organizzata raggiunto quel periodo. “Un politico pentito” lo definiranno i giudici quando comincerà a collaborare con la giustizia. “Non sono mai stato combinato, ma è come se fossi mafioso”, preciserà invece lui, spazzando via ogni dubbio.

    ACCORDO CON BERLUSCONI – Cannella sapeva molto delle vicende tornate oggi alla ribalta della cronaca. Ha parlato della una strategia di Cosa Nostra, attuata tra il 1992 e il 1993, per realizzare un nuovo assetto politico-istituzionale in Italia, della fondazione, avvenuta nell’ottobre 1993 a Palermo del movimento “Sicilia Libera” che avrebbe dovuto portare avanti le istanze di Cosa Nostra, dell’interesse di Bagarella in quel movimento, del fallimento dell’iniziativa e della successiva decisione di Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella di appoggiare Forza Italia. Ecco qualche passaggio interessante di Cannella: “Bagarella era già perfettamente a conoscenza che era in cantiere la discesa in campo di Silvio Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere le questioni che più stavano a cuore a Cosa Nostra e cioè: pentiti, carcere duro e reato di associazione mafiosa. Chiarisco che queste erano, per così dire, le priorità che l’accordo con Berlusconi ci avrebbe consentito a breve termine di affrontare e risolvere. Questa strategia non escludeva, anzi camminava di pari passo con quella separatista, che era caldeggiata principalmente da Bagarella e da Nitto Santapaola a Catania tramite Alfio Fichera, ma per la quale si prevedeva una realizzazione solo in un futuro non immediato”.
    NO A “SICILIA LIBERA” – Cannella spiegava così i primi passi che aveva compiuto il movimento politico che avrebbe dovuto garantire gli interessi della mafia siciliana: “Nel 1993 ricevetti da Bagarella l’incarico di esplorare i nuovi possibili referenti dell’associazione mafiosa nel mondo politico. Ciò in concomitanza con l’ormai evidente dissolvimento della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati, dove Cosa Nostra aveva sempre trovato i suoi principali referenti negli ultimi trent’anni… Per questo nell’autunno di quell’anno costituii un movimento di carattere politico denominato Sicilia Libera, che lo stesso Bagarella si mostrò disponibile a finanziare. Gli suggerii anche di realizzare collegamenti con altre analoghe formazioni politiche, e dopo qualche giorno mi fece mettere in contatto con un altro movimento di Catania, anche questo denominato Sicilia Libera. Sicilia Libera di Catania aveva un’ispirazione autonomista, quello di Catania era indipendentista. A Bagarella non dispiaceva affatto l’ipotesi di una separazione della nazione quale proposta della Lega Nord: in tal senso Cosa Nostra avrebbe potuto gestire autonomamente il Sud Italia”.

    NASCE FORZA ITALIA – Poi il cambio di strategia. Dall’impossibilità di far decollare il nuovo progetto si passa alla decisione di far riferimento su altre realtà in procinto di emergere. Ecco come Cannella ricorda la scelta di puntare tutto su Silvio Berlusconi: “Nei primi giorni di dicembre del 1993 Bagarella cominciò a mostrare perplessità sull’efficacia dell’operazione. Si tirò indietro. Non voleva più finanziare il movimento e mi invitò a tesserare gli iscritti per recuperare fondi. Bagarella mi disse: “Non è che può… Berlusconi (venire, nda) fuori con questo discorso di Forza Italia e con questo gruppo politico, questo movimento che vuole creare, perché lo sa come è combinato con noi altri? Quindi, dice, stia attento a come si comporta con noi”. Con questa frase – spiega Cannella – Bagarella mi voleva dire: “Noi siamo Stati disponibili, abbiamo quindi, come dire, lasciato correre, gli abbiamo dato un po’ di territorio in mano, glielo abbiamo (a Berlusconi, nda) consegnato con un via libera, quindi vai tranquillo, puoi fare quello che vuoi, ma stai attento che non hai possibilità di scherzare con noi”.

  2. Antonella Errico

    Vivo a Roma da 5 anni e non ho mai visto questa città e piazza san giovanni così piena!!! O al berlusconi day del 2006 hanno aggiunto uno zero di troppo o,come dici te,la piazza si è rimpiciolita… no comment per questo!! C’è troppo divario tra ciò che afferma la questura e quello che affermano gli organizzatori!! Nel 2006 vivevo nei pressi di piazza san giovanni e vi assicuro che non c’era tutta quella gente..come si fa a dire che erano 2 milioni!!!! Di gente ce n’era,non lo metto in dubbio,ma così come di gente ce nè ogni primo maggio!!!! Io ero al principio del corteo ,sono arrivata a piazza san giovanni ed era ancora poco piena ..la coda del corteo però doveva ancora partire da piazza della repubblica!..dopo un’ora circa era impossibile attraversare la piazza( infatti non sono riuscita ad incontrare una mia amica che era dall’altra parte della piazza proprio perchè era impossibile attraversarla).. e ancora la coda del corteo era a via merulana (cioè a metà strada)..!!!
    Grande lavoro degli organizzatori ma a mio avviso troppe bandiere di partito..doveva essere una manifestazione apartitica,contro un governo che,a prescindere dagli ideali (destra o sinistra) sta facendo sprofondare questo paese..non si preoccupa del popolo!!! Nonostante ciò bellissima giornata e un abbraccio a tutti coloro che nonostante la distanza da Roma hanno partecipato!!!
    Concludo: FUORI LA MAFIA DALLO STATO!!!

  3. maria

    purtroppo io nn ho potuto partecipare fisicamente alla manifestazione contro “IL MAFIOSO DITTATORE” volevo ringraziare tutti coloro che erano a Roma e ringraziare gli organizzatori .Speriamo che nn resti solo 1 giornata senza 1 seguito….Concludo dicendo via IL MAFIOSO che prende sistematicamente in giro tutti i giorni noi ITALIANI

  4. misoscassato

    Bella manifestazione.. ma fanculo quelle bandiere.

  5. Proprio una bella manifestazione… sembra davvero incredibile…