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Diritto di critica | October 16, 2019

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Silenziosi regali ad personam - Diritto di critica

La notizia nonostante sia apparsa sui vari quotidiani “di parte” non ha avuto il dovuto spazio specialmente visto l’argomento trattato, cioè il ritorno di un classico che in Italia non muore mai: il conflitto di interessi. Una situazione oramai ripetitiva che rende purtroppo indifferente il cittadino italiano (a parte chi la subisce) e fa si che anche i giornali e gli altri mass media la riducono ad argomento superfluo e non da prima pagina. In questo caso è solo l’attento Gianni Barbacetto che in un piccolo trafiletto sul “Fatto Quotidiano” ci spiega l’ultima legge ad personam che ha  partorito l’ultimo “Regalo di Natale per le tv del Cavaliere”.

Il giornalista e scrittore milanese spiega che nel decreto, varato poco prima delle feste erano contenute tre norme che esplicitamente favorirebbero Mediaset. La prima e più conosciuta è quella che ridurrà in 3 anni il tetto pubblicitario di Sky ( da 18% a 12% per Repubblica) e che secondo Paolo Gentiloni,  responsabile informazione del PD « sarebbe un vero e proprio ribaltone del nostro sistema televisivo ad uso e consumo delle reti Mediaset. Il blitz, infatti, produrrebbe un aumento di pubblicità per Mediaset incrementando gli affollamenti in alcune fasce orarie, autorizzando una maggiore frequenza di spot e liberando le auto-promozioni dal calcolo degli affollamenti. Risultato: una overdose di spot per le tv di Berlusconi che già raccolgono il 63,8% della pubblicità tv. La pubblicità verrebbe invece tagliata di un terzo per gli editori che usano la piattaforma Sky con una ovvia penalizzazione del maggior concorrente commerciale di Mediaset». Questo norma, come già ricordato è apparsa timidamente sui alcuni giornali che però senza spiegazioni hanno “dimenticato” le altre due, scovate fortunatamente da Barbacetto. La seconda riguarda le reti sul digitale terrestre a pagamento (Premium, Steel, Mya, etc.) e quelle di repliche ( Mediaset Plus, Canale 5+1, etc.) che d’ora in poi non verrano più conteggiate dall’Antitrust nella valutazione del limite stabilito dalla legge Gasparri ( massimo 20% del mercato televisivo totale a testa). Limite che senza questa legge Mediaset supererebbe di gran lunga. La terza norma invece riguardava i diritti dei programmi trasmessi che dopo alcuni anni tornavano automaticamente ai loro produttori. Ora non più e a usufruirne sarà ancora una volta anche il gruppo Mediaset.

Ecco tre piccole norme che in un paese normale farebbero gridare allo scandalo ogni persona onesta e liberale ma che in Italia oramai fanno parte della cultura politica e sociale. Il cittadino pare abituato a leggi fatte a favore di qualcuno (sempre gli stessi) e non sembra essere più scalfito da ciò ne moralmente che politicamente. Invertiremo prima o poi questa tendenza, rendendo cosi l’Italia un paese più simile agli altri?

(Fonte ” Il Fatto Quotidiano”, 3 gennaio 2010)

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