Rosarno: se la Chiesa denuncia la mafia e Maroni gli immigrati

Scritto da il 8 gennaio 2010 in Società

150923046 d816ba69 ecc2 4758 a0db 718602158299 Rosarno: se la Chiesa denuncia la mafia e Maroni gli immigrati«Il problema dell’immigrazione in Calabria va inquadrato nel grande problema della liberazione dall’oppressione mafiosa». Le parole sono di mons. Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi che, intervistato da Radio Vaticana sull’episodio di Rosarno, questa mattina ha parlato apertamente di una ‘ndrangheta che opprime e ha denunciato «l’assenza totale del Governo centrale, della Regione e delle amministrazioni locali».

«Usano la scusa - ha ricordato il sacerdote – che sono clandestini e che non esistono per legge, ma lì ci sono tremila persone, che esistono. Da una parte c’è infatti la ‘ndrangheta, che cerca di sopraffare questi cittadini, sfruttandoli al massimo, costringendoli ad abitare in quei luoghi, sottopagandoli e sottoponendoli a minacce, dicendo loro ‘chiamiamo i Carabinieri’, sapendo che la gran parte di loro sono clandestini. C’è poi – ha proseguito don Demasi - l’altra faccia della Calabria, quella della gente buona, che fa a gara per creare una rete di solidarietà attorno a loro».

E le critiche alle amministrazioni locali non si sono fatte attendere: «Già dall’anno scorso – ha sottolineato il vicario episcopale ai microfoni della Radio del papa – esisteva questo problema. La Regione avrebbe potuto fare certamente una legge sull’accoglienza per gli stagionali. Io credo che il problema vada risolto intanto in termini di giustizia e soprattutto con l’impegno delle Amministrazioni locali per fare in modo che questi immigrati non vivano in condizione di sfruttamento da parte della delinquenza organizzata. Credo che anche il gesto di ieri – ha concluso il sacerdote – non sia il gesto di ragazzini scalmanati, che sono andati a sparare due colpi di carabina, ma credo che sia certamente inserito in una logica di qualche azione punitiva, una dimostrazione dell’ndrangheta che vuole dire ‘io esisto, io faccio quello che voglio e voi dovete sottostare a me’».

La questione, dunque, è mafiosa e non è solo un problema di immigrazione come invece sta facendo credere il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. La protesta dei lavoratori è solo la punta di un iceberg su cui banchetta allegramente la ‘ndrangheta. Ma è ovviamente molto più facile e meno pericoloso dare la colpa ai più deboli che non gridare apertamente il nome della Piovra.


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