L’orgia del potere. Cosa diranno gli aquilani?
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 11 febbraio 2010 in Politica
Poveri aquilani. Delusi dal loro stesso salvatore, Guido Bertolaso, sodale con quel Silvio Berlusconi al cui passaggio sventolavano in aria i loro figli intimandogli di gridare “bravo Silvio! Bravo Silvio!”. Scene, queste, a cui ho personalmente assistito durante l’inaugurazione delle nuove case a Cese di Preturo, alla presenza del premier e del Capo della Protezione Civile. Chissà cosa diranno gli aquilani al leggere che Bertolaso avrebbe fatto battute ciniche una volta ricevuta la notizia del terremoto.
Chissà cosa diranno gli aquilani al pensiero che se qualcosa di storto c’è stato alla Maddalena, allora forse potrebbe esserci il pericolo di qualche irregolarità anche nella ricostruzione della loro città.
Chissà cosa diranno gli aquilani del dialogo tra imprenditori vicini alla Protezione civile che così commentavano il terremoto del 6 aprile scorso: «Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno». «Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto».
Chissà cosa diranno gli aquilani delle donnine, delle “ripassatine” di cui si legge oggi sui siti internet di Corriere della Sera e Repubblica.
Chissà cosa diranno gli aquilani dei festini a base di belle curve e seni prosperosi o di centri massaggi che – chissà – forse concedevano anche qualche extra.
Chissà cosa diranno gli aquilani delle strette di mano, delle promesse, dei sorrisi e delle pacche sulle spalle ricevute in questi mesi.
Chissà cosa diranno gli aquilani di questa politica da avanspettacolo fatta sulle loro lacrime, sulle loro sofferenze e su ciò che resta dei loro paesi, divenuti ormai un’attrazione della domenica per i turisti delle macerie.
Chissà cosa diranno gli aquilani della nascente Protezione civile spa, mastodontica creatura che sembrerebbe buona per fare tutto e il contrario di tutto senza controlli. Un po’ come un festino.
Chissà cosa diranno gli aquilani di quel “sistema gelatinoso” di gestione della cosa pubblica di cui si parla nelle intercettazioni e di cui – loro malgrado – potrebbero essere entrati a far parte.
Chissà cosa diranno gli aquilani. Già, perché il resto degli italiani sono ormai assuefatti a qualsiasi scopata politica, a qualsiasi celodurismo di Stato, a qualsiasi pippata di coca. Basta che non gli si tocchi il cortiletto e il portafoglio.
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