La santa Chiesa e lo scandalo dei preti pedofili

Scritto da il 25 febbraio 2010 in Mondo / Società

chiesa irlandese bimbi e1267104323776 La santa Chiesa e lo scandalo dei preti pedofiliE’ difficile immaginare un crimine più orrendo ed efferato della pedofilia. Ma quando di tale crimine si macchiano istituzioni –come la Chiesa- che, per loro stessa definizione, dovrebbero difendere la vita e non oltraggiarla, la vicenda assume contorni ancora più scabrosi e difficili da concepire ed accettare.

Il caso dei preti pedofili in Irlanda non è che la punta di in iceberg che negli anni ha continuato a crescere, sommerso e silenzioso, sotto la superficie apparentemente impeccabile della struttura ecclesiastica, una macchia nera e vergognosa che le circostanze, ora, stanno portando a galla in tutta la sua perversione: soggezione delle vittime, violenze, bambini usati come “giocattoli”, costretti a masturbarsi o a masturbare i sacerdoti-educatori, in aggiunta ad un abuso di fiducia perpetrato dalla stesse persone che avrebbero dovuto elevare i minori affidati loro, e che, invece, li hanno derubati della loro dignità, predati, distrutti.

Una vicenda, questa, che riguarda svariati paesi – dall’Irlanda al Brasile, dall’Australia all’Italia (80 i casi segnalati e accertati), dagli USA alla Germania (da dove giunge l’ultimo scandalo: 120 vittime abusate tra gli anni ’70 e ’80 in prestigiosi licei gesuiti a Amburgo, Hannover ed altre città tedesche)- e che non si può più insabbiare o nascondere dietro presunti diritti di segretezza vaticani, come invece prevedeva il Crimen Solicitationis, documento del 1962, che esigeva, pena la scomunica, il silenzio dalle autorità ecclesiastiche implicate in casi simili e il “perpetuo riserbo” anche dopo l’eventuale sentenza, in una spirale di potere volta a difendere più il buon nome dell’istituzione che le giovani vittime. Né ci si può più limitare a spostare di parrocchia in parrocchia i sacerdoti sospettati di simili perversioni o colpevoli, e ad assolvere tutti coloro che, all’interno della Chiesa stessa, non si sono battuti con sufficiente determinazioni contro abusi così crudeli.

Certo, negli ultimi anni la tendenza all’insabbiamento di queste scomode vicende da parte della autorità ecclesiastiche si sta invertendo, a partire dalla linea di “tolleranza zero” inaugurata da papa Giovanni Paolo II, scagliatosi duramente contro i “preti traditori”, e portata avanti da Benedetto XVI: più trasparenza, più rigore, maggiore rispetto per le vittime, e, soprattutto, l’obbligo per le autorità ecclesiastiche di denunciare alla magistratura i colpevoli.

Parole e provvedimenti innovativi – il testo che il Papa trasmetterà all’episcopato d’Irlanda sarà il primo documento solenne contro la pedofilia promulgato da un pontefice- ma i dubbi restano, e sono forti e prepotenti anche in moltissimi cattolici. Pur nella consapevolezza dell’esistenza di una nutrita schiera di preti, suore, associazioni di matrice cattolica e cattolici laici impegnati strenuamente e quotidianamente nella lotta contro diverse situazioni di disagio, abusi e violenze (Don Mazzi o Don Ciotti, tanto per citare nomi celebri, ma anche Don di Noto, che combatte la pedofilia online ed ha contribuito alla chiusura di diversi siti pedopornografici, varie Onlus, case famiglia, ecc), episodi di questo tipo non possono che incrinare –se non spezzare del tutto- la fiducia di molti credenti dell’istituzione “chiesa”.

Le parole del pontefice potranno impedire il ripetersi di simili abusi, o cadranno nel vuoto sterile de “la parolina giusta al momento giusto”, arenandosi in burocrazie e cavilli volti a ripulire, di uovo, solo il nome della Chiesa? Basta un’offensiva papale per estirpare un simile cancro, che copre con i suo marciume anche l’opera di coloro che, all’interno della Chiesa e spesso “usati” con fini propagandistici o ignorati dagli alti gradi della Chiesa stessa, operano con rispetto, coraggio e coerenza? E ancora: è giusto continuare a chiedere a noi credenti di considerare la Chiesa sempre e comunque come “santa, cattolica ed apostolica” e gli episodi scabrosi come “eccezioni isolate”?


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