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Diritto di critica | September 21, 2019

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Silenzio, non disturbate i birbantelli. Censurata la Rai - Diritto di critica

Di Diego Tomasoni ed Emilio Fabio Torsello

«Il silenzio è il vero crimine contro l’umanità», scrisse Nadzhda Mandelstam, scrittrice russa vittima delle “grandi purghe staliniane” nella metà degli anni ’30. E c’è sicuramente del totalitario nel silenzio imposto dal Governo in questi giorni alle trasmissioni di approfondimento, comode o scomode che siano. Telecamere spente per Annozero, Ballarò, Porta a Porta e alle altre trasmissioni che hanno reso celebre il format d’inchiesta e analisi, in particolare sulla politica e gli scandali nazionali. Silenzio, lasciate lavorare i birbantelli. E’ questo che vien facilmente da pensare dopo mesi e mesi di scandali. Le foto di Villa Certosa, le escort nelle residenze del Premier, il divorzio con Veronica Lario, lo scandalo di Marrazzo e i trans, gli appalti del G8 gonfiati, il caso Bertolaso, i processi Mediaset e Mills, e tanto altro ancora. Per una politica oramai televisiva e mediatica è fondamentale lasciare i cittadini alla mercé di spot elettorali insipidi, dove vince il “celodurismo” all’italiana, e dove i malfattori possono muoversi alla pari degli onesti, senza aver bollini sulla fronte come “corrotto, venduto, camorrista, indagato, ecc”.

Prima il decreto “anticorruzione”, poi il silenzio sulle elezioni. Come abbiamo visto ieri un motivo lampante balza subito agli occhi. Le liste pulite sono lerce come una latrina pubblica. Gli italiani vanno attirati con la carota e sfruttati finchè producono ricchezza, in particolare per le tasche di chi vince la poltrona.

Ieri sono così scesi in piazza, anche se sarebbe meglio dire “in strada”, i giornalisti Rai “che non ci stanno”. Che rifiutano il bavaglio decretato da Governo e Vigilanza. Una decisione tanto assurda da far dire allo stesso Bruno Vespa – applaudito per questo dalla folla – che si tratta di «una delle pagine più brutte della nostra democrazia». Eppure, sembra che la Rai non cambierà opinione in merito. Tutto fermo. Il silenzio prelettorale per ubriacare i cittadini con le panzane dei tiggì e nulla più. Le proteste di quanti hanno perso il posto di lavoro e le conseguenze della crisi economica cadranno nel dimenticatoio televisivo.

«In questo momento – ha spiegato il conduttore della trasmissione, Michele Santoro – viene minacciata l’indipendenza del nostro lavoro. Si sta cercando di far passare l’idea che i vari Floris, Santoro, siano distanti dalle condizioni reali di quelli che lavorano. A dirlo però sono esattamente le stesse persone che stanno umiliando il lavoro in tutte le sue forme e in qualunque situazione della società, le stesse che vogliono ridurre le persone a numeri interscambiabili, sostituibili in qualunque momento». Santoro ha poi letto l’editoriale di Galli Della Loggia scomparso ieri dal Corriere della Sera «per un errore tecnico», come ha sostenuto il direttore Ferruccio De Bortoli.

Durante la manifestazione, una signora urla esasperata: «Ridatemi un mese di canone! Lo rivoglio!». E ad ogni esclamazione di Santoro sulla democrazia violata si applaude. In strada, davanti ai giornalisti, c’è la società civile. La stessa che pretende un’informazione libera e seria, non asservita al potere o ai partiti. E proprio sui partiti Bruno Vespa incalza la folla: «Credete davvero che una Rai in mano ai privati sarebbe migliore?». Nessuno risponde. Subito dopo arriva la staffilata a Berlusconi. La decisione presa dalla Rai, ha detto Vespa, «non ha precedenti nella storia della televisione e i risultati, come stiamo vedendo, vanno molto al di là di qualcunque tipo di valutazione che si sarebbe data sui singoli programmi, è stata una bruttissima pagina di democrazia». E se lo dice il primo rappresentante di quella che viene considerata la terza camera dello Stato, c’è da crederci.

Solidale con i conduttori colpiti dall’editto di sospensione, Lucia Annunziata ha annunciato che rinuncerà alla messa in onda della trasmissione “In mezz’ora” di domenica prossima. E le iniziative di protesta contro la decisione della Vigilanza si rivelano bipartisan. Insieme a Vespa, ieri è sceso in campo anche Gianluigi Paragone, ex vicedirettore di Libero e adesso vicedirettore di Rai2: «sono disponibile – ha detto in collegamento telefonico con la piazza – ad organizzare una manifestazione a Milano». A cambiare dunque, sono solo le sfumature. Giornalisti che di solito combattono su opposte barricate ieri si sono stretti la mano per denunciare il silenzio ordinato per decreto. Si spera che adesso si sveglino anche gli italiani.

Un post scriptum: l’emendamento che ha fatto scaturire la sospensione è a firma dei Radicali. È stato presentato ogni anno ma, guarda caso, proprio adesso – con le inchieste per corruzione in corso – è stato approvato.

Comments

  1. neda

    citero in giudizio la rai per mancata erogazione di un servizio pagato dal canone chiedendone la restituzione ed in non obbligo a pagarlo

  2. Buona idea, questa me la segno!

  3. IO VOGLIO SAPERE! Facciamo partire questa iniziativa!

  4. anna losi

    E’ una decisione gravissima, in una situazione politica e sociale già molto grave.
    Ci vuole una risposta chiara dei cittadini.