Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | January 19, 2019

Scroll to top

Top

Quando Bertolaso non era ancora un super eroe - Diritto di critica

«Né l’opposizione della popolazione, né gli inadempimenti contrattuali e neppure l’esistenza di attività criminali costituiscono casi di forza maggiore che possono giustificare la violazione degli obblighi derivanti dalla direttiva e la mancata realizzazione effettiva e nei tempi previsti degli impianti» sono le parole con cui la Corte di giustizia UE del Lussemburgo ha condannato l’Italia sul caso dei rifiuti in Campania, accogliendo il ricorso presentato dalla Commissione europea nel luglio 2008.

Il problema dello smaltimento dei rifiuti era aumentato maggiormente nella Regione Campania nel 2007, tanto che la Commissione propose alla Corte un ricorso per inadempimento contro l’Italia, criticando la mancata creazione di «una rete integrata ed adeguata di impianti atta a garantire l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica» confermato che «tale situazione rappresentasse un pericolo per la salute umana e per l’ambiente».

L’Italia inoltre «non ha contestato la circostanza che, alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, 55 mila tonnellate di rifiuti riempivano le strade, che vi erano fra le 110 mila e le 120 mila tonnellate di rifiuti in attesa di trattamento presso i siti comunali di stoccaggio e che le popolazioni esasperate avevano provocato incendi nei cumuli di spazzatura». Il termine della sentenza è datato 2007 e i rifiuti, come sottolinea la Corte, «hanno provocato inconvenienti da odori ed hanno danneggiato il paesaggio, rappresentando così un pericolo per l’ambiente. D’altra parte, l’Italia stessa ha ammesso la pericolosità della situazione per la salute umana, esposta ad un rischio certo».

Chi cerca di uscire pulito da questa storia  e con tutti i meriti  è il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Lo fa spiegando che «tutto quello per cui l’Italia e’ stata condannata, e’ stato risolto» e che i fatti sentenziati dalla Giustizia Ue riguardano «una situazione antecedente al maggio 2008», data in cui Bertolaso è stato nominato commissario straordinario in Campania, come precisato anche dal Dipartimento della Protezione civile che ha parlato proprio di «fatti contestati riferiti al 2007 e quindi in un periodo precedente alla nomina di Bertolaso che è avvenuta nel 2008.»

In questa precisazione però manca una parte importante di storia. Prima del 2008 Bertolaso (insieme a Pansa e Catenacci) venne indagato per responsabilità riconducibili all’incarico di commissario straordinario proprio in Campania e gli venne contestato il reato di gestione irregolare di rifiuti. Fatti accaduti prima del 2008 e che vedevano Guido Bertolaso  impegnato già una prima volta come  Commissario straordinario ai rifiuti, incarico terminato il 6 luglio 2007 quando lo sostituì  proprio il prefetto Alessandro Pansa su scelta dell’esecutivo. Quando l’accusa all’attuale capo della Protezione Civile è «gestione non autorizzata di rifiuti» per i fatti avvenuti nel 2007, come è possibile che lo stesso Bertolaso (coadiuvato dal Dipartimento della P.C.) faccia sottintendere di non avere nessuna colpa per l’odierna condanna europea all’Italia subita proprio per i problemi dei rifiuti di quell’anno?

  • Il Tg1 uno colpisce ancora, ribadendo la non colpevolezza di Bertolaso anche sui rifiuti…httpv://www.youtube.com/watch?v=72lKYTqNxGQ