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Diritto di critica | October 17, 2019

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Democratica oppressione - Diritto di critica

In virtù del cielo plumbeo che ha oscurato l’Italia (non si parla però di instabilità metereologica, bensì politica), emerge in particolar modo un dibattito su “democrazia” e “libertà“. Uno degli ultimi pareri, in ordine di tempo, proviene dal Consiglio Superiore della Magistratura. Eppure i maggiori talk-show delle reti Rai (“Mi manda RaiTre” compreso) sono stati bloccati per un mese. Applicazione della “par condicio”, si dice. Ma la misura riguarda solo le emittenti pubbliche: “Matrix“, il rotocalco generalista di Canale 5, per esempio, ieri sera è andato regolarmente in onda.

Il Presidente del Consiglio, come già ampiamente esposto nei precedenti episodi, si fa garante in prima persona dei diritti fondamentali suddetti. Bisogna però tener conto che lo stesso è fondatore di Mediaset e proprietario di diversi quotidiani e periodici. Non solo, il CdA della TV di Stato è composto in maggioranza da membri del partito di maggioranza. Circostanze che, per quanto si possa presumere la buona fede, pongono naturali perplessità circa l’imparzialità dei mezzi di informazione sopra elencati. Sfortunatamente, le statistiche non danno ragione all’Italia. Secondo l’ultimo rapporto di freedomhouse.org, infatti, la Penisola si attesta al 73° posto tra i Paesi aventi libertà di stampa, superata persino da microstati ed arcipelaghi esotici. Con un inquietante “partly free” posto a margine.

Qualcuno non ha esitato, specie di recente, a pronunciare ipotesi su dittature instaurande. Può essere, tuttavia, facilmente smentito. Sotto un habitat davvero dispotico non vi sarebbero blog o testate di opposizione; non esisterebbero diatribe tra amici nei bar per confrontare i diversi punti di vista. Nel Bel Paese, per ora, tutto questo è possibile. Almeno sulla Carta. Le sensazioni percepite, però, sono ben diverse e vanno al di là del timore riverenziale che un redattore ha per il suo direttore, per quanto sia consuetudine il “ciao” rivolto al superiore nelle sedi dei giornali.

Libertà e democrazia sono alla base della Costituzione. Sono presenti in ogni secondo delle vite degli italiani. Formalmente. Sostanzialmente chi scrive, per diletto o per mestiere, può nutrire paure. Non solo per minacce fisiche o verbali. Non solo per la violenza isolata di individui travolti da notizie scomode o a cui vengono punzecchiati interessi personali. Anche le minacce legali possono divenire uno spettro difficile da debellare. Quanto accaduto a Wikipedia, sempre a fine illustrativo, è ormai noto ai più. Un parlamentare (quota PdL) ha citato l’associazione no-profit che “pubblicizza” l’enciclopedia (comunque non responsabile dei contenuti), pretendendo la modica somma di 20 milioni di Euro per danno all’immagine, a seguito di qualche frase riportata. Atto dovuto sicuramente. Come poteva essere, parimenti, una richiesta di rettifica (o di chiarimenti) che non sembra essere mai giunta.

Il cittadino medio è colui che percepisce, a volte, informazioni non troppo chiare. È quello che non conosce la differenza tra “assoluzione” o “prescrizione“. Perché, pure se preferirà partite di calcio e “grande fratello” alla definizione di un lemma, non gli verrà concessa la possibilità di capire precise tematiche. Così come non sa (e non può sapere) cosa sia un “decreto interpretativo” e quali procedure vi siano dietro la presentazione di atti e documenti, ricorsi compresi.

Se il Primo Ministro, impegnato in comizi, prevede che l’opposizione muterà le decantate “libertà” e “democrazia” in uno Stato di Polizia, l’ascoltatore, per sua natura superficiale, non approfondirà mai cosa sia tale status, né secondo quali certezze sia stata emessa simile profezia. Però, ascoltando semplicemente il tono usato per la dichiarazione, avrà timore dell’evento, certamente terrificante, così nettamente auspicato. Quando incitato a scendere in piazza (sempre sotto l’egida di “democrazia” e “libertà”), l’ignavo spettatore non rifletterà sul dato che, al potere, ci sono le stesse persone che invitano alla manifestazione per “rovesciare il regime” (come spera un Ministro, sic). Peraltro, la Storia insegna che il popolo, quando si è ribellato, ha cercato più che altro la testa dei governatori, non necessariamente di giudici, mai di minoranze.

Ritorneranno ottimismo ed amore?

Comments

  1. io continuo a sostenere che il Presidente del Consiglio sia il più formidabile istrione esistente da qualche secolo a questa parte, roba che l'Actor Studio si sogna
    Bisogna anche ammettere che l'intero piano, scopiazzato da quello di Gelli alle origini, è di una genialità incredibile, quest'uomo e la sua coalizione hanno inventato un nuovo concetto di populismo, potrebbero fare la Marcia su Roma in punta di piedi
    Ma la Storia probabilmente sarà più inesorabile e impietosa nel giudicare il popolo Italiano, in un eterno letargo fatto di calcio e spettacolini, piuttosto che la faccia tosta di Berlusconi

    • Berlusconi, così come Craxi e altri famosi “statisti”, fa semplicemente ciò che gli riesce meglio: comandare. E' un ricco signore con fame di gloria e immortalità. Il suo fascino sta proprio in questo suo lato imperialistico, quasi da Cesare dell'antica Roma.

      Ciò che semmai a me vien sempre più facile costatare è che, partendo da dopo tangentopoli, una parte d'Italia si è indirizzata verso un gruppo politico, oggi PDL, che si è reso compatto, è diventato un paradiso per condannati, ricconi e uomini di potere. E' un'enorme loggia elitiaria dove le new entry sono belle ragazze di dubbia preparazione politica ma di nota bellezza. Per il resto, da 15 anni a questa parte, il PDL (o ex forza italia), gira intorno agli stessi uomini di potere.

      A me ricorda la Russia di Stalin… ma Silvio potrebbe non apprezzare.

    • V3N0M

      quando fai l'attore come lo fa lui, tutto funziona se hai un uditorio di idioti..quindi credo che le sue capacità di recitazione siano sovrastimate;probabilmente altrove, dopo 2 o 3 scene, l'avrebbero cacciato a calci..
      più che altro gli 'invidio' la superba capacità di far fronte alle avversità con spirito positivo, senza mai lasciarsi andare…questo è sicuramente invidiabile;non le case, non i soldi nè le barche per andare su mari mai navigati a causa dei suoi impegni volti a non finire in galera:solo il suo sano,invincibile,ottimismo cosmico.
      fin'ora ha funzionato.