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Diritto di critica | November 22, 2019

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Il Governo del dire - Diritto di critica

Il Governo del dire

In un’epoca dominata da Twitter, Facebook, chat e i tanti altri servizi che internet ci offre, ricevere una lettera cartacea fa un certo effetto. L’aprire la busta, con tagliacarte o strappi secchi, l’odorare inevitabilmente il foglio, staccare il francobollo per provare a riciclarlo e così via sono azioni che hanno sempre fatto parte della nostra quotidianità. Chissà se, fra qualche anno, continueremo a farle. Sfortunatamente, non sempre il contenuto delle missive è apprezzato. Spesso si tratta di bollette da pagare o pubblicità, più raramente giungono attestati di partecipazione o inviti a ricevimenti.

Ovviamente, in piena campagna elettorale, nella buca della posta non solo si possono ritrovare volantini e santini dei candidati locali (deposti da rappresentanti di lista e affini, in pratica gente pagata per farlo – giustamente -), ma anche plichi non affrancati. Uno in particolare riportava il logo dell’attuale partito di maggioranza. E, all’interno, un opuscolo di 12 pagine con una lettera di accompagnamento, autografata “nientepopodimenoché” dal Presidente del Consiglio. Ecco il testo;

Gentile XXX,

le prossime elezioni regionali mi offrono l’occasione di parlare a cuore aperto con Lei e con tutti gli italiani, e di richiamare la Sua attenzione sui risultati dell’azione del Governo.

Stante il fatto che il committente responsabile non è il Governo bensì il PdL, come si evince dalle note in calce (al limite del leggibile), con quale ardire e secondo quale criterio ha inviato in diverse case questo “materiale di propaganda” (cit.)?

Subito dopo le festività natalizie sono ritornato appieno al lavoro,

Impossibile non notarlo.

sostenuto dall’affetto straordinario che ho ricevuto dopo l’aggressione che ho sofferto a Milano. Questo affetto mi ha ricompensato di tutte le calunnie di cui sono stato oggetto durante l’anno appena trascorso

Certamente non è il massimo della vita ricevere souvenir in faccia, essere paragonati a dittatori, sapere di essere indagati con ipotesi informali di “tentata censura” (tecnicamente minacce e concussione). Ma non si può trattare di “calunnie” fino a quando non si dimostra il contrario, anche perché, ex art. 368 del codice penale, tale fattispecie è un reato. In pratica, “qualcuno”, pur sapendo della sua innocenza, lesivamente l’ha accusato ingiustamente e in palese mala fede di atti delittuosi. Viceversa bisognerà aspettare denunce da parte del premier nei confronti – per dire – di precisi “magistrati politicizzati”.

e della ferita non solo fisica che la violenza contro la mia persona mi ha inferto. E ha confermato una volta di più che l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

Le ultime nove parole (articoli e preposizioni comprese) costituiscono il leitmotiv degli ultimi mesi. Un po’ come i molteplici “crederci sempre, arrendersi mai” o “a testa alta e schiena dritta” lanciati da Simona Ventura all’Isola dei Famosi. Una classica frase ad effetto.

Nonostante tutto il mio governo ha continuato a lavorare per tutti gli italiani.

Fondamentale concretizzare l’immagine del “Governo del Fare”. Come da descrizione. Infatti:

Abbiamo affrontato e risolto emergenze vecchie e nuove. Abbiamo affrontato e risolto lo scandalo dei rifiuti in Campania;

Sulla carta senz’altro, ma la realtà sembra essere diversa. La gente che lì abita non pare così soddisfatta; l’UE nemmeno (notizia del 4 marzo scorso).

siamo intervenuti dopo il terremoto in Abruzzo con una rapidità ed efficienza senza precedenti;

Può darsi. Piani M.A.P. e C.A.S.E. a cinque mesi dal sisma (con polemiche), soccorsi rapidi nelle prime ore di panico (sperando che non ci fosse alcun interesse personale, dietro…), un G8. Ma com’è finita quella storia delle sue abitazioni agli sfollati, promesse il giorno dei funerali delle vittime?

abbiamo salvato l’Alitalia dal fallimento e dalla svendita a gruppi stranieri.

Non proprio: l’Alitalia era già preda del fallimento. “Alitalia – Linee Aeree Italiane S.p.A.” veniva assorbita, mentre era in amministrazione controllata e prossima alla liquidazione, dalla “Compagnia Aerea Italiana s.r.l.”, società costituita da una cordata di imprenditori e banche intenzionate all’acquisizione della morente attività. Solo successivamente è divenuta “Alitalia – CAI S.p.A.” e lo Stato non compare tra gli azionisti. Attualmente, 1/4 del pacchetto appartiene all’Air France-KLM: una compagnia straniera.

Stiamo conducendo una lotta senza quartiere contro la criminalità organizzata e le mafie, con risultati di gran lunga superiori a quelli dei governi precedenti;

Di conseguenza dovrebbe spiegare anche il perché di certe presenze nel suo partito, nonché in quali modalità e perché è prevista la vendita dei beni confiscati alle cosche, come da legge finanziaria. Ulteriore dato che può essere utilizzato come metro di “risultato” è la cattura di Provenzano, avvenuta lo stesso giorno in cui Prodi vinse le elezioni nel 2006. Il “merito” di tali operazioni non andrebbe di conseguenza a procuratori e forze dell’ordine, più che al Governo?

abbiamo intensificato la lotta contro l’immigrazione clandestina, la microcriminalità, la violenza sulle donne.

Forse troppo. Non solo sull’immigrazione. Il rispetto per le donne, invece, è stato messo sovente in primo piano.

La grave crisi economica è stata affrontata senza aumentare le tasse, con misure sagge e lungimiranti che hanno aiutato le famiglie a basso reddito e gli anziani, supportato le imprese con sostegni mirati, assicurato un sostegno a chi ha perso il lavoro e introdotto nuove tutele per i lavoratori che ne erano privi, come i giovani precari e gli artigiani.

Le tasse d’iscrizione delle Università pubbliche non sono di certo diminuite, così come i pedaggi autostradali o il canone Rai (solo per accennare a tre beni di consumo). Il PD (dato comunque da prendere con riserva, in quanto “opposizione”) ne elenca altri. Secondo un’inchiesta del “Corriere Economia” di gennaio, servono 173 giorni di lavoro complessivi solo per poter riuscire a pagare le imposte. Le “misure sagge e lungimiranti”, come le “social-card”, non hanno ottenuto gli effetti sperati. I precari hanno vissuto momenti poco felici (lo scrisse pure “il Giornale“) e, per quanto riguarda lavoratori e piccole imprese, c’è chi ha preferito la tragica fine.

Come promesso, nessun italiano ha perso un euro dei suoi risparmi in banca.

Difatti c’è chi ancora reclama soldi dalle Banche per le sciagurate obbligazioni argentine, Cirio e Parmalat (20022003).

Anche il contrasto all’evasione tributaria e ai paradisi fiscali ha prodotto risultati positivi e molto concreti, fornendo all’Erario nuove risorse da destinare al rilancio dell’economia, alle famiglie e alle imprese.

Salvo per l’inedito “scudo fiscale”, l’italiano medio non è a conoscenza del bilancio preciso dello Stato Italiano. Chi vivrà, vedrà.

Altrettanto positivo il bilancio delle riforme strutturali avviate e in buona parte realizzate: pubblica amministrazione, scuola primaria e secondaria, università, enti di ricerca, processo civile, piano casa.

Come l’istituzione di nuove tre province (L. 148/2004), la cui efficienza è da verificare. Per la situazione scolastica e universitaria basta riconsiderare lo status dei precari, oltre tagli e modifiche varie. I processi civili restano inesorabilmente lenti (è ancora presto per valutare le modifiche al relativo codice di procedura) e la riforma del rito societario imposta nel 2003 è stata definitivamente archiviata l’estate scorsa, con conseguenti complicazioni burocratiche. Circa il “piano casa”, chi potrebbe approfittare, economicamente parlando, della possibilità di aumentare le cubature degli immobili?

Il nostro programma di Grandi Opere, che era stato accantonato dal Governo della sinistra, è stato sbloccato e rilanciato in tutta Italia. Con la Freccia Rossa si va da Roma a Milano in meno di tre ore.

Sulle “Grandi Opere” c’è da chiedere: 1) quali; 2) quante; 3) quanto si spenderebbe per ognuna di esse e  4) quali rischi si affrontano. Il Governo di sinistra (che propriamente di sinistra non era) incontrò molti problemi con l’elettorato piemontese sulla progettazione della tratta ad alta velocità tra Torino e Lione, per citare solo un caso. La Freccia Rossa è partita da poco ed è un servizio all’avanguardia: appena 3 ore di viaggio separano Roma da Milano. Tuttavia i prezzi del biglietto sono elevati (da 89 a 114 €, mentre i voli low-cost fanno concorrenza spietata) e bisogna prenotare i posti entro un mese prima.

Il Passante di Mestre, prima autostrada costruita dopo 30 anni, è una realtà. Il Ponte sullo Stretto lo diventerà: i lavori sono finalmente iniziati.

Altre comparazioni: l’A32 (Torino – Bardonecchia) è stata completata nel ’97; il cosiddetto “peduncolo” Milanese nel ’94. Il primo progetto del Passante di Mestre, invece, risale sempre al 1997 (I Governo Prodi). Dopo tante difficoltà, l’asse stradale è stato aperto nel febbraio 2009, ma in estate rimase congestionato dal traffico dell’esodo. L’impresa di costruzioni Impregilo (che si è occupata pure della bretella veneta, così come di alcune infrastrutture in Abruzzo prima del terremoto) si è aggiudicata in primis la gara d’appalto per l’edificazione del tanto osannato e, nel contempo, contestato Ponte. Opera grandiosa e prestigiosa, senz’altro. Peccato che, però, per raggiungerlo dal nord, occorre forzatamente percorrere la Salerno-Reggio Calabria. Un’autostrada pericolosa, gravata da 13 anni di lavori in corso mai conclusi, con lo spettro della mafia ad aleggiare. Lo stesso che, secondo i più preoccupati, potrebbe instaurarsi tra Scilla e Cariddi.

Il rilancio del nucleare e di tutte le fonti alternative al petrolio renderanno più leggere le bollette e più competitive le imprese.

Sarà. Ma è indispensabile ricordare che una volontà popolare non ha voluto l’energia nucleare sul territorio italiano. Per la delicatezza dell’argomento, non converrebbe un nuovo referendum? E a chi piacerebbe avere un reattore nei pressi di casa sua?

L’Italia è tornata ad essere protagonista in Europa e nel mondo, ritrovando il ruolo che le spetta e che il G8 a L’Aquila ha confermato. Più del 50% del mio impegno riguarda i rapporti internazionali, dove la nostra diplomazia commerciale ha assicurato un forte ritorno alle imprese italiane che operano all’estero.

Il G8 svoltosi a L’Aquila ha messo in luce, successivamente, fatti non proprio positivi a La Maddalena, privata all’ultimo momento del summit: brutta storia di appalti e tangenti. A proposito di rapporti internazionali, nell’opuscolo allegato si illustrano pure una “mediazione crisi Russia-Georgia”, un “accordo con la Libia” e una “scelta del segretario generale NATO”. Sono ben noti i rapporti tra il Capo del Governo e Putin, meno le richieste di chiarimenti dei caucasici di Tbilisi su alcune frasi riprese dai giornali. La prima mediazione, inoltre, è stata operata dal presidente francese Sarkozy. L’accordo con la Libia, invece, è stato sancito anche con uno scambio di memorabili visite tra Gheddafi e membri dell’Esecutivo italiano. Essendo però il Paese islamico visto non di buon occhio dalla Comunità Internazionale, sono sorte alcune difficoltà diplomatiche con altri Stati, come la Svizzera. Per concludere, il segretario NATO viene scelto all’unanimità da tutti gli Stati membri, non certo da uno solo.

Lo Stato è tornato a fare lo Stato, garantendo la sicurezza e la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini. Non abbiamo più permesso che scioperi e manifestazioni di piccoli gruppi organizzati ledessero i diritti di tutti.

Il diritto di sciopero, per iniziare, è garantito dall’art. 40 della Costituzione.  L’attuazione di una manifestazione simile serve proprio per dare “fastidio” ed incentrare le attenzioni su problematiche ben precise e a volte trascurate. Per “sicurezza e salvaguardia” sono state istituite le “ronde“, ossiapiccoli gruppi organizzatidi persone. Appunto.

Con questo promemoria delle cose fatte e con la pubblicazione allegata, intendo rinnovare l’impegno assunto con Lei e con tutti gli italiani in occasione delle elezioni politiche 2008: lavorare per cambiare in meglio l’Italia perché so bene che abbiamo tanto da fare.

Il testo si conclude con l’invito a votare Pdl più relativo candidato, in modo da “diffondere il verbo”. Sulla “pubblicazione” vengono elencati soprattutto dati e statistiche in modo ordinato e graficamente ineccepibile. I numeri piacciono, gli stili accattivanti pure. Un maestro della comunicazione, che ha perennemente usato quei mezzi, lo sa alla perfezione. Le cifre, al contrario, sono meramente indicative: i documenti e le cronache, talvolta, possono sostituire con maggiore decisione dei dati comunque unilaterali. Tolte le potenziali beghe personali dei singoli (processi, leggi, leggine e decreti), sicuramente i governatori hanno lavorato, hanno “fatto”, avrebbero voluto fare di più. Sarebbe umanamente impossibile accontentare tutti. Però sarebbe corretto descrivere obiettivamente anche i rovesci delle medaglie, in virtù di quell’onestà che è indispensabile nel rapporto diretto, tanto ricercato, con i cittadini. Magari un po’ in barba alla privacy (a quanto pare, esortazioni al voto di tal guisa giungono anche via posta elettronica).

Con gli auguri più cordiali.

Comments

  1. ifarabutti

    curriculum giudiziario di berlusconi:

    http://ifarabutti.wordpress.com/2010/03/17/curr

  2. laion

    Carissimo Leonardo vedo che ai perso tempo a leggere ciò che vi è scritto la missiva è arrivata anche ha me e sai cosa ho fatto ? Non la ho neanche aperta e lò rispedita al mittente perche sapevo che all'interno vi erano scritte le solite favole di cui tu ai illustrato
    Un saluto

    • Non la considero una perdita di tempo. Forse sarò scontato pure io, ma vale il motto “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Serve per capire qualcosa, secondo me :)

      • Se mi citi Voltaire ti amo

        • “attribuita a”. ;)

          Comunque apprezzo, ma non posso ricambiare… ho altri gusti: ti accontenti dei cuoricini? :D <3 <3

  3. andrea

    ohhhhhhhhh almeno un'HHHHHHHHHHHHH (verbo avere…).. che fastidio!!! Bisognerebbe spedire ai cittadini, che dovranno votare, la lettera così riveduta!! :-)
    Grande Leonardo!

    • Puoi sempre suggerire ai tuoi amici elettori questa pagina. Grazie ;)

  4. Arturo

    Un consiglio a tutti quelli che riceveranno quella lettera: leggetela con attenzione e poi cercate di verificare di persona se le parole in essa contenute corrispondono alla realtà, quali sono realmente i fatti. Io, per esempio, ho iscritto mia figlia per la prima volta a scuola e ho cercato di informarmi sulla realtà della riforma tanto pubblicizzata dal premier. Ho capito che dovrebbe vergognarsi di parlare di scuola. Basta leggere i giornali di questi giorni (segnalo questo sito su cui è riportata un'interessante rassegna sull'argomento: http://www.ledicolante.altervista.org/inchieste.html) per capire che in realtà questo è “il governo del dire” e che i fatti sono altri.

  5. E' una risposta esaurientissima, efficace e straordinariamente aderente alla realtà. E che sarebbe più che utile mandare come risposta in allegato all'opuscolo berlusconiano per le regionali. Senza alcuna ombra di dubbio…

    • Diffondilo in rete, è il miglior ringraziamento :)

  6. V3N0M

    fu molto peggio quando fece spedire zilioni di copie della famigerata 'rivista' titolata “una storia italiana”,mi pare ancora negli anni 90:ricordo di averla letta tutta,peccato averla poi usata per la pipi del cane.
    è interessante notare che tutto questo accade mentre negli stati uniti obama riesce a firmare la riforma sanitaria: fino a ieri gli usa sembravano messi anche peggio di noi -a partire dal gigantesco conflitto di interessi-, oggi sono già su un altro pianeta; quando si dice che loro hanno gli anticorpi della democrazia..

    • oddio me la ricordo!!! Lui con tutti i vari cappellini, e con i dati sugli stipendi “aumentati” che comparavano dollari ed euro! Un cimelio!

  7. Che roba ragazzi, I buffoni sanno anche scrivere una lettera.

    Come si cade in basso, certo che chi gli ha spacato la testa, ha fatto bene, e che poi ti sbattono in galera, ma lui il coraggio ce la havuto.

    Mi tolgo tanto di cappello.

    • Sono dei creativi della democrazia, molto creativi.