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Diritto di critica | June 19, 2019

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La Lombardia chiede manodopera? La Lega Nord porta stranieri - Diritto di critica

In Lombardia il tasso di disoccupazione continua a salire e i licenziamenti hanno superato le diecimila unita solo nel mese di febbraio: sono stati 11.243, il 15 per cento in più dello stesso periodo del 2009. Sono i dati della Cgil Lombardia aggiornati al 10 marzo che c’è lo mostrano,  raccontandoci anche delle 58 milioni di ore di cassa integrazione ordinaria nei primi due mesi dell’anno e dei lavoratori messi in cassa “a zero ore” che sono saliti a 188.011. La crisi continua  a mordere , «la produzione e fatturato sono 13 punti al di sotto dei livelli del secondo trimestre 2008, le esportazioni hanno perso oltre il 20% […]con la disoccupazione potenziale che minaccia quasi 90 mila lavoratori». Dati che arrivano questa volta dal  Presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella durante la presentazione alla stampa del documento di posizione contenente le proposte e richieste per il futuro Governo regionale.

Un situazione però in miglioramento, come scrive il Sole24Ore raccontando della battaglia dei 6mila imprenditori riuniti in Assolombarda che avrebbero chiesto al ministro degli Interni Roberto Maroni di «semplificare le norme e le procedure amministrative che l’ingresso e la permanenza dei lavoratori stranieri in Italia». Un nuovo decreto flussi che porterebbe in Italia nuovi lavoratori (con le loro braccia) utili  a far ripartire le imprese in vista del raccolto. «Il decreto ricalcherà grossomodo quello del 2008» spiegano dal Viminale e quindi con delle «quote d’ingresso che dovrebbero riguardare 105mila lavoratori domestici (ossia colf e badanti) e 45mila lavoratori provenienti da paesi “riservatari” che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione con l’Italia in materia migratoria (per impieghi domestici o di altri settori produttivi). Un decreto flussi da 150mila posti, oltre ai circa 80mila stagionali tanto attesi dalla Cia e dalla Coldiretti». L’ufficializzazione è arrivata oggi con il via da parte del ministro degli Interni  alla pre-compilazione delle domanda di soggiorno, in attesa della firma del decreto flussi stagionali 2010 e della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Una notizia passata in sordina e che non ha fatto scalpore ma che sicuramente farebbe  incavolare il classico leghista “duro e puro” che ha votato in questi anni il partito del “fiore delle Alpi”  sicuro del suo impegno in prima linea per il cittadino italiano ( o padano)  e contro “lo straniero che ruba il lavoro”. Proprio su quest’ultima frase vorrei riportare un pezzo di  slogan della Lega Nord che girava in questi anni e che voleva smentire anche l’idea che «gli stranieri svolgessero i lavori che gli italiani non fanno più».

Gli immigrati – si dice – farebbero i lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma per Paul Streeten, uno dei massimi esperti di globalizzazione, professore emerito alla Boston University nonché consulente per World Bank, Fao, Unesco, Unicef e Ocse, basterebbe probabilmente «aumentare le retribuzioni».

Alla luce di questo c’è da chiedersi come mai il ministro leghista Roberto Maroni invece di chiedere alle varie associazioni di imprenditori di aumentare gli stipendi, così da invogliare  i tanti italiani disoccupati post-crisi a fare i braccianti abbia predisposto un decreto flussi telematico. Forse era preoccupato dalla risposta (anche di voti) che avrebbe ricevuto?

Comments

  1. Mario

    Forza lega!

    • Mario, ma hai letto?

    • Mario è uno dei 180 mila..per questo è contento :))