Trema il Pdl: Scajola si dimette. Nell’occhio del ciclone anche Verdini e Ciarrapico

Scritto da il 5 maggio 2010 in Politica

berlusconi4 Trema il Pdl: Scajola si dimette. Nellocchio del ciclone anche Verdini e CiarrapicoQuando ieri mattina mi è stato recapitato nella casella mail l’invito per la conferenza stampa al ministero dello Sviluppo economico, è stato subito evidente che si trattava delle dimissioni di Claudio Scajola. L’invito annunciava semplicemente l’incontro, senza alcun riferimento al tema che sarebbe stato trattato. Il sito Dagospia, tra l’altro, non nuovo ad anticipazioni di questo tipo, aveva “previsto” che Scajola avrebbe gettato la spugna. La giornata di ieri, però, non ha visto solo le dimissioni del ministro per lo Sviluppo economico ma ha fatto registrare altri due eventi di rilievo: un senatore del Pdl è stato chiamato in causa in un’inchiesta per truffa ai danni dello Stato e il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, sta con l’acqua alla gola dopo che la sua banca è finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Una cascata senza freni che il premier Silvio Berlusconi ha cercato di “arginare” ordinando al bidimissionario Claudio Scajola di rimettere l’incarico. «Avevo lasciato per Biagi – erano state le ultime parole famose di Scajola – ma ora no».

Travolto da un giro poco chiaro di assegni legati all’acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo, Scajola ha prima messo in piedi una magra e tisica difesa, poi ha dovuto cedere ai diktat del premier che tentava di salvare il salvabile. La “cricca” che fa da contorno alla vicenda Scajola è sempre la stessa: guest star il duo Balducci-Anemone.

scajola e1273071222351 Trema il Pdl: Scajola si dimette. Nellocchio del ciclone anche Verdini e CiarrapicoDopo Scajola, il premier ha dovuto tener testa anche all’inchiesta che coinvolgerebbe il senatore Giuseppe Ciarrapico, già noto alle cronache giudiziarie per una condanna nell’ambito del processo sul crac del Banco Ambrosiano e per un’altra relativa al fallimento – altro crac da 70 miliardi di lire – nel 1999 della società che gestiva la ristorazione della Casina Valadier. Ieri, infatti, la magistratura ha sequestrato beni per oltre 20 milioni di euro, l’accusa è quella di aver percepito, attraverso società riconducibili a Ciarrapico, fondi statali per l’editoria in modo illecito. Ad essere coinvolte, le testate delle società Nuova Editoriale Oggi e Editoriale Ciociaria Oggi.

Diversa la situazione di Denis Verdini, coordinatore del Pdl e già chiamato in causa nell’inchiesta fiorentina sugli appalti per il G8. Ieri, infatti, è stata perquisita la sua banca, il Credito cooperativo fiorentino, all’interno di un’inchiesta che vedrebbe “convergenze parallele” tra gli appalti sardi per l’eolico, passaggi di denaro attraverso la banca del coordinatore e l’ente vaticano “Propaganda Fide”. Nell’inchiesta ci sarebbero poi anche i nomi del faccendiere Flavio Carboni e del senatore Marcello Dell’Utri. Il tutto all’interno di un presunto giro di tangenti e favori su cui sta facendo luce la magistratura.

Il ddl anti-corruzione, intanto, giace nei cassetti della Commissione Giustizia.


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