Draquila, Guzzanti, Bondi e Bertolaso. Chi ha ragione?

Scritto da il 10 maggio 2010 in Politica / Società

Sabina Guzzanti come sempre divide. Il suo nuovo docu-film “Draquila. L’Italia che trema” dedicato alla “grande abbuffata” nella ricostruzione in Abruzzo ha generato come da copione una svariata lista di polemiche e commenti anche illustri,  la maggior parte dei quali arrivati dopo la notizia della sua presentazione al Festival di Cannes 2010 come film fuori concorso. Il primo in ordine cronologico è stato Guido Bertolaso, il capo della Protezione  Civile che pochi giorni fa ha pronunciato queste parole: «Assisteremo presto a ulteriori strumentalizzazioni della verità[...]un film che presto sarà presentato in un festival del cinema che presenta una verità, che però non è tutta la verità e non faremo, credo, temo, come Italia, una gran bella figura». Un riferimento  diretto al documentario della Guzzanti, nonostante il sottosegretario sia stato molto attento a non pronunciarne il nome. Sulla stessa linea il ministro della Cultura Sandro Bondi che addirittura avrebbe annunciato il suo boicottaggio alla pellicola, disertando la rassegna cinematografica francese: «Non vado perché “Draquila“, il film di Sabina Guzzanti, offende l’Italia[...]Ho declinato l’invito con rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di una pellicola di propaganda che offende la verità e l’intero popolo italiano». Identica indignazione quella di un altro ministro, Michela Brambilla che nel programma L’ultima parola ha rilasciato questa dichiarazione:

«Io innanzitutto le dico che queste immagini mi indignano e mi offendono[...] e qui mi “facci” concludere, questo lo dico da Ministro del Turismo..»

Le risposte non si sono fatte attendere. La prima è stata quella del segretario generale UIL Beni e Attività Culturali a l’Aquila, Gianfranco Cerasoli: «Probabilmente il Sottosegretario e Capo della Protezione Civile Bertolaso non è abituato ad essere contraddetto e le sue “verità” sono le uniche verità . Nessuno ha mai messo in dubbio l’enorme lavoro che la Protezione Civile ha fatto per il Terremoto a L’Aquila ed in tutti i Comuni colpiti così come il lavoro che viene svolto nel resto del paese. Allo stesso tempo non può sostenere che il film–documentario di Sabina Guzzanti rappresenta la  “strumentalizzazione della verità”, poiché essa non mai unica e dominante come qualcuno tenta di far passare utilizzando tutti i mezzi possibili». Anche Fabio Granata, parlamentare e  capogruppo Pdl in commissione cultura e vice presidente della commissione antimafia si è detto molto perplesso per la decisione del ministro della Cultura di disertare il Festival di Cannes «sia per le motivazioni addotte sia per la rilevanza dell’evento culturale dove una grande nazione come l’Italia non può non essere rappresentata ai massimi livelli. Rappresentare l’Italia è un dovere del Ministro aldilà di polemiche su questa o quella opera». Jack Lang, ex-ministro della cultura francese (Partito socialista)  e attualmente emissario  del presidente Nicolas Sarkozy ha definito come  «strana concezione della libertà» la decisione di Bondi di non andare a Cannes. Chi invece ha ringraziato ironicamente il ministro della Cultura dalle pagine del suo blog è stato Paolo Guzzanti, ex senatore Pdl e padre di Sabina:

«Complimenti Sabina, con il demenziale spot di Sandro Bondi, Draquila avrà ancora più successo. Per motivi di pudore familiare avevo deciso di non parlarne, ma non posso tacere. Ho visto il film e posso dire in tutta onestà quel che penso. E mi chiedo: può ora Berlusconi dichiarare che la libertà è un Grande Evento, e dunque farla ricadere nelle nuove norme affidate alla Protezione Civile, affinché la stessa libertà sia sospesa perché ogni grande evento è un’emergenza? Questo è il punto. Il secondo è: avete mai letto una poesia del ministro della cultura? Può una poesia di Bondi essere considerata una emergenza tale da imporre la sospensione delle libertà civili?»

6765 Draquila, Guzzanti, Bondi e Bertolaso. Chi ha ragione?Ma chi ha veramente ragione? Difficile dirlo con esattezza ma potremmo cercare questa risposta servendoci di un concetto ripetuto spesso da molti esponenti politici italiani, specialmente quelli di questo governo: “la ragione sta al popolo che vota e che è sovrano“, un idea che unita ai dati delle ultime tre elezioni a l’Aquila può risultare utile nel fare chiarezza. Iniziamo con le elezioni Regionali del 14 dicembre 2008. Nella capoluogo abruzzese  il candidato del centrodestra Chiodi prese il 48,41% contro Costantini del centrosinistra fermo al 46,31. Il 6 aprile 2009 arrivò il terremoto e il voto successivo del 7 giugno premiò ancor di più il centrodestra con il 54,75% al PdL (Pd 19,64, Idv 11,38 ),  non poco spinto dalla continua presenza del Governo, lo spostamento del vertice G8 e l’ininterrotta attenzione dei media. Passato un anno la situazione sembra essersi capovolta e nelle ultime elezioni provinciali del 28/29 marzo 2010, nonostante la sconfitta,  Stefania Pezzopane (PD)  nella sola città dell’Aquila ha ottenuto il  56,74% contro Del Corvo (PdL) bloccato al 42,73.

Forse un segnale di scoramento e di perdita di fiducia della cittadina abruzzese nei confronti di chi aveva fatto troppe promesse, diventate impossibile e svanite a distanza di un anno. Una frase del docu-film secondo la Pezzopane rappresenterebbe bene questa situazione: «Quando gli aquilani si sono accorti di essere stati gabbati, le telecamere erano ormai spente». Se il tanto amato concetto “voto popolare= ragione” è sempre valido, è giusto dire che due mesi fa i cittadini aquilani con le loro matite fecero capire al resto d’Italia chi secondo loro ora sta dalla parte del torto.


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