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Diritto di critica | October 20, 2019

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Schegge di nazismo: colpiti invalidi e persone con sindrome di Down - Diritto di critica

«La maggior parte di coloro con malattie e deficienze genetiche sono completamente incapaci di sopravvivere da soli. Non possono badare a se stessi ma devono essere presi in cura dalle istituzioni. Ciò costa allo stato enormi somme ogni anno. Il costo di cura per una persona geneticamente malata è otto volte superiore rispetto a quello di una persona normale. Un bambino che è un idiota costa quanto quattro o cinque bambini [sani]…». Questo trafiletto ci arriva direttamente dal manuale formativo della Gioventù Hitleriana (Hitler-Jugend) nel capitolo titolato «Genetica ed igiene razziale», in scuole naziste dove i problemi matematici da risolvere erano dello stesso tipo: «Un malato di mente costa circa 4 marchi al giorno, un invalido 5,5 marchi, un delinquente 3,5 marchi. In molti casi un funzionario pubblico guadagna al giorno 4 marchi, un impiegato appena 3,5 marchi, un operaio […] a) rappresenta graficamente queste cifre […] »

Ora la questione genetica e razziale non sembra essere quella portante ma il Governo Italiano nei suoi metodi anti-crisi, con la caccia agli sprechi e ai colpevoli, sembra aver comunque trovato i  “suoi” da punire: invalidi e persone con sindrome di Down.  Per combattere i “falsi invalidi” infatti il ministro Tremonti ha deciso di alzare al 85%  il livello minimo per l’assegnazione del contributo pensionistico. Un metodo che secondo il segretario del PD Bersani non avrebbe niente a che vedere con una vera lotta ai “furbi”:  «Ci si dice che ci sono i falsi invalidi, che c’è lassismo. Ma cosa c’entra con l’aumento dal 74% all’85% d’invalidità?».

Questo cambiamento infatti produrrà certamente dei risparmi ma anche effetti drammatici alle persone ( e alle loro famiglie) che sono realmente invalide o malate, ma non all’85%. Quasi tutti i 38 mila down italiani hanno un percentuale riconosciuta al 75% e quindi rimarranno fuori dai prossimi contributi pensionasti. «Si tratta di 256 euro al mese. La finanziaria li ha cancellati così, in due righe». E’ Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap a dire questo aggiungendo anche che «qui si mettono in gioco i diritti fondamentali dell’individuo. I falsi invalidi, secondo il ministro Tremonti, sarebbero le persone ai margini della società che – alla faccia del principio costituzionale della non discriminazione e del pieno sviluppo della personalità – vengono private dell’unica misura nazionale capace di incentivare la permanenza nel contesto familiare. Un aiuto che restituisce una seppur minima opportunità di inclusione sociale[…]Una stagione finita prima ancora di nascere. Sono queste le politiche per la famiglia che ci attendono negli anni a venire».

Sempre la Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) ha commentato duramente anche le parole con cui il Ministro Tremonti ha motivato questa parte di manovra:

«Non una parola in favore di handicappati e famiglie, ieri, nella Conferenza Stampa di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti. Anzi le parole di quest’ultimo sono illuminanti e pericolose, forse ancora più dannose delle stesse politiche che si vogliono adottare nella Manovra “fantasma” (nessuno ha ancora visto il testo). “Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi – ha osservato Tremonti – 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo.” Il grave stigma (vuol dire “marchio pregiudizievole”, n.d.r.) che la frase esprime, rappresenta uno dei più rilevanti danni alle persone con disabilità».

La Fish ha invitato «il Ministro Tremonti a ripetere la tesi della competitività condizionata negativamente dalla disabilità, al suo omologo tedesco, il Ministro delle finanze federale, Wolfgang Schäuble in carrozzina dal 1990. Non ci aspettavamo sensibilità dal Ministro di un Governo che ha sforbiciato del 40% il Fondo per le Politiche sociali, che ha abrogato il Fondo per le non autosufficienze, che taglierà le gambe alle politiche sociali (oltre che educative, ambientali, sanitarie) regionali, che non ha dimostrato attenzione, al di là degli spot, per le fasce più deboli della popolazione.Non lo pretendiamo, ma ci aspettavamo che Tremonti conservasse la lucidità dell’economista. Dovrebbe sapere, il Ministro, quale sia l’indotto dell’invalidità civile». Ha descritto le misure di questa manovra «tanto timide e prudenti contro i ladri evasori fiscali, quanto decise e indiscutibili quelle contro gli invalidi. Nel modo più subdolo: passando il fiammifero acceso alle Regioni, chiudendo rubinetti la cui portata era già largamente limitata. In forza di legge e con la brutalità dei tagli, si decreta la fine delle politiche regionali – quelle poche e timide – per la non autosufficienza, per la domiciliarità, per il contenimento del disagio sociale». La Fish vede inoltre in queste parole anche un visione discriminatoria perchè l’invalido «sarebbe un parassita che blocca la competitività. L’untore che causa i danni al Paese con le spese che comporta. Un’affermazione “razzista” che non può che moltiplicarsi, enfatizzata da certa stampa, presso l’opinione pubblica: la persona con disabilità già esclusa dal contesto in cui vive, è anche additata come la causa delle disgrazie della collettività. Come l’ebreo nella Germania degli Anni 30.»

In questo finale la Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap fa un paragone giusto ma privo di una parte importante. La Germania nazista, come scrivevamo ad inizio articolo, non aveva utilizzato come capro espiatorio i soli ebrei. C’erano zingari, omosessuali e purtroppo anche gli invalidi e portatori di sindrome di Down. I metodi di questo Governo sono chiaramente diversi da quelli del Terzo Reich ma il modo di vedere le colpe e di addossarle sempre ai più deboli sembra arrivare direttamente da certi brutti libri degli anni Trenta.

Comments

  1. andrea

    perché i giornali non parlano di queste cose? siamo già all’autocensura?