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Diritto di critica | August 13, 2020

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La paura bipartisan: quando a mettere il bavaglio all'informazione era la sinistra - Diritto di critica

Il loro programma, al capitolo 4, sotto il titolo “Giustizia“, recita: «Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino. È necessario ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali». Una brochure del Pdl? No. Si tratta del programma attuale di governo del Partito Democratico: se avessero vinto le elezioni avrebbero messo anche loro il bavaglio all’informazione.

Facciamo un po’ di storia. Ricordate il ddl Mastella sulle intercettazioni? Venne approvato alla Camera con 447 sì, sette astenuti e nessun voto contrario. Poi il governo Prodi cadde e non se ne fece più nulla. Anche in quel caso venne sbandierato lo spauracchio della privacy e il disegno di legge era, per certi aspetti, anche peggiore del ddl silviesco. Alle intercettazioni, infatti, veniva dato un tetto massimo (non prorogabile) di 90 giorni, i centri d’ascolto dovevano passare da 163 a 26 (uno per ogni distretto di corte d’Appello). Ovviamente era l’epoca dello scandalo Unipol e delle telefonate Fassino-D’Alema-Consorte. Ma non è tutto. Secondo quanto previsto dal ddl Mastella e appoggiato dal Partito democratico – lo stesso che adesso grida al golpe – non si potevano pubblicare le intercettazioni, in modo anche parziale o riassunto, almeno fino all’inizio del processo (norma per altro già prevista dal codice di procedura penale). Stessa sorte per le ordinanze di custodia cautelare contenenti stralci di telefonate. Per i giornalisti che avessero pubblicato contenuti vietati, invece, era previsto il carcere fino a 30 giorni o un’ammenda da 10 a 100mila euro. Da sei mesi a quattro anni di carcere, invece, per quei cronisti che avessero messo in pagina informazioni ricevute in modo illecito. In quell’occasione il presidente della Commissione Giustizia, Pino Pisicchio (oggi passato con la neonata Alleanza per l’Italia di Rutelli), disse: «i cittadini da oggi saranno più tutelati».

E vi ricordate il tentativo – mai portato a termine – di limitare i blog? Anche lì la proposta venne dalla sinistra: era la legge Levi-Prodi che prevedeva l’iscrizione dei blog al registro Roc. In quell’occasione Beppe Grillo ebbe a dire: «il 99% dei blog chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura». Eppure, adesso il Pd grida al golpe ecceteraeccetera.

Questo articolo – è bene specificarlo – non vuole essere a favore della legge-Bavaglio appena votata dal Senato. L’intento è di dimostrare come sia dall’una che dall’altra parte la politica – a vario titolo e con diverse sfumature – si senta casta e tema l’informazione libera.

Comments

  1. VITO brullo

    PURTOPPO LA SITUAZIONE MONDIALE ATTUALE E' ANCORA PIU' GRAVE: I POLITICI SONO SOLO DELLE MARIONETTE AL COMANDO DI POTERI MOLTO MOLTO POTENTI CHE HANNO RIBALTATO COMPLETAMENTE LA CULTURA , LA MENTALITA' E IL MODUS VIVENDI CHE SI ERA RIUSCITI A CONQUISTARE FINO AGLI ANNI '70. I POTERI FINANZIARI MONDIALI HANNO CREATO IL NUOVO FEUDALESIMO E HANNO INSTAURATO UNA 'monarchia' DI DIPENDENZA ECONOMICA E QUELLO CHE E' PIU' GRAVE INTELLETTUALE (capitalistica, superficiale, arrivista e senza valori umani!). QUELLO CHE E' ANCOR PIU' GRAVE HANNO ANNULLATO IL PENSIERO DI 'SINISTRA ' E CON ESSO TUTTI GLI ESPONENTI DEI PARTITI, I SINDACATI ECC.. SI SONO ADEGUATI AL NUOVO MODELLO CHE TUTTO E' TRATTABILE CHE TUTTO E' COMPRABILE ANCHE LA LIBERTA' E LA VITA STESSA!

  2. Emilio..un articolo che condivido in pieno. Leggendo le critica su DdC Facebook non ne capisco il senso. Un giorno si e l'altro pure, Marco Travaglio fa le tue stesse osservazioni e critiche sul vecchio DDl Mastella, mettendo in risalto l'ipocrisia e la doppia faccia della sinistra italiana. Non capiscono che questa "opposizione" ,finché non diverrà tale anche nei programmi e nelle idee, non diventerà mai un vero avversario per Berlusconi o chi fa per lui…Sono un brutto doppione del Pdl. Tanto vale votare l'originale, no? (Vabbè..qui ho esagerato ;)

  3. Scusa,
    io ho sott'occhio il programma dell'unione, scaricato al seguente link: http://alessandroronchi.net/wp-content/uploads/20
    mi dici dove sta la parte che citi? non riesco a trovarla.
    grazie.

  4. Lorenzo

    Vorrei sapere anch'io ciò che chiede Matteo,
    grazie mille…

  5. Lorenzo

    Come mai Emilio Fabio Torsello no risponde alla mia precedente domanda che segue quella di Matteoplatone? Saluti…

    • Chiedo scusa a nome di Emilio. La parte del programma da voi cercata è stata pubblicata sulla nostra bacheca di fb in seguito a copiose lamentele pervenute. Chiederò allo stesso di ri-pubblicarla anche qui. A presto!

  6. Roberto

    Forse il Pd ha tolto questa parte di programma (che anche la opposizione di allora voto a favore) in quanto ha capito che risulterebbe sgradita al proprio elettorato.
    e non a torto aggiungo io.

    Comunque grazie a Torsello per questo articolo,molto indicativo,che se permette non mancherò di divulgare in altri contest.

    ciao e grazie

  7. Per completezza estraggo la parte che interessa dal link :

    «b) Intercettazioni sì, violazione dei diritti individuali no
    Lo strumento delle intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche e telematiche è essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata ed assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione.
    Bisogna conciliare tali finalità con diritti fondamentali come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.
    Il divieto assoluto di pubblicazione di tutta la documentazione relativa alle intercettazioni e delle richieste e delle ordinanze emesse in materia di misura cautelare fino al termine dell’udienza preliminare, e delle indagini, serve a tutelare i diritti fondamentali del cittadino e le stesse indagini, che risultano spesso compromesse dalla divulgazione indebita di atti processuali.
    E’ necessario individuare nel Pubblico Ministero il responsabile della custodia degli atti, ridurre drasticamente il numero dei centri di ascolto e determinare sanzioni penali e amministrative molto più severe delle attuali, per renderle tali da essere un’efficace deterrenza alla violazione di diritti costituzionalmente tutelati.»