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Diritto di critica | October 13, 2019

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Processo Dell'Utri: pena ridotta a 7 anni. Sparisce la "trattativa" - Diritto di critica

Adesso ci vorrebbero i cannoli. L’amicodegliamici, infatti, se l’è cavata. In corte d’Appello, si sa, può succedere di tutto. Ed infatti è accaduto quanto tutti (non) si aspettavano: la condanna per concorso esterno associazione mafiosa nei confronti di Marcello Dell’Utri è passata da nove anni a sette. E l’amicodegliamici è stato assolto per le «condotte successive al 1992, perché il fatto non sussiste». Dunque la Trattativa, quella con la T maiuscola, non sarebbe affare di Marcello Dell’Utri. Cannoli.

Confermato, invece, l’impianto accusatorio precedente al ’92.

«Visti gli articoli 150 cp, 530, 531 e 605 ccp – recita il dispositivo – in riforma della sentenza del tribunale di Palermo dell’11 dicembre 2004 appellata da Cinà Gaetano e Dell’Utri Marcello ed incidentalmente dal procuratore della Repubblica di Palermo si dichiara di non doversi procedere nei confronti di Cinà Gaetano, in ordine ai reati ascrittigli perché estinti per morte del reo. Assorbita l’imputazione ascritta al capo A della rubrica di quella in cui al capo B, assolve Dell’Utri Marcello, dal reato ascrittogli, limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoche successiva al 1992, perché il fatto non sussiste e per l’effetto riduce la pena allo stesso inflitta ad anni sette di reclusione. Conferma nel resto l’appellata sentenza. Condanna – proseguono i giudici – Dell’Utri Marcello alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite Provincia regionale di Palermo e Comune di Palermo che si liquidano per ciascuna di esse in complessivi euro 7.000 oltre spese generali, Iva e Cpa come per legge. Indica – conclude la sentenza – in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione».

È evidente che i giudici non devono aver ritenuto credibile Gaspare Spatuzza. Ci si chiede però che fine abbiano fatto le dichiarazioni di Nino Giuffré, l’ex fedelissimo di Bernardo Provenzano che aveva parlato del sostegno elettorale dei boss in cambio di “garanzie” che sarebbero state offerte da alcuni intermediari. Tutti amicidiamici. E il Tg1 – come se niente fosse – ha aperto il servizio di oggi delle 13.30 con “l’assoluzione” di Marcello Dell’Utri.

Ogni giornalista che non si chiama fuori da questo sistema è complice.

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