Gli articoli di 2010 agosto

Gheddafi in Italia: lettera aperta ai colleghi giornalisti

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Cari colleghi, quello di Gheddafi non è uno «show». Non è un teatrino, un divertissement di fine estate  con cui realizzare qualche servizio o articolo di colore per rimpinguare telegiornali e giornali ormai vuoti di notizie e contenuti. No, Gheddafi è un dittatore. Non un comico. Non un att | Continua |

Dal Ghana all’Italia, passando per Lampedusa. La storia di un orafo finito a raccogliere pomodori

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Quando lo incontro, Kuffour - trent'anni - è al centro Caritas di Nardò, in provincia di Lecce. È passato a ritirare la pasta e i generi di prima necessità che distribuiscono i volontari. Poco distante, le coltivazioni di cocomeri. Occhi grandi e neri, carnagione scura, annerita all'inverosimil | Continua |

Il TG1 di Minzolini: tra accuse false ai magistrati e il volto di Silvio “dietro” il Van Gogh rubato

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Nessuno immaginava un TG1 così. Passate le direzioni di Mimun e Riotta, il primo telegiornale nazionale con l'avvento dell'era Minzolini ha avuto una continua perdita di pubblico. Ha spiegato benissimo questa situazione Maria Luisa Busi, uno dei volti più noti di questi ultimi 20 anni di giornalis | Continua |

Berlusconi e Il Giornale raccontati da Indro Montanelli

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«Finalmente potremo ricominciare a discutere della pubblica amministrazione e della pubblica finanza senza il timore che qualsiasi proposta venga propugnata o combattuta secondo gli interessi di Berlusconi. Finalmente la Corte di Cassazione potrà avallare o bocciare sentenze che non siano in odore | Continua |

La pellaccia dello spericolato KoSSiga

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Francesco Cossiga è morto. Anzi, no. E' in fin di vita. Gli hanno dato l'estrema unzione. E' spacciato, non arrivano bollettini dal Gemelli, stanno preparando il comunicato perché il vecchio ha tirato le cuoia. Anzi, no. Al quinto giorno di ricovero, respira da solo. I colleghi giornalisti devono (ancora una volta) riporre nei cassetti della propria scrivania il "coccodrillo" che avevano preparato per il presidente emerito della Repubblica. Ma per evitare di trovarci all'improvviso di fronte a qualche necrologio al miele su uno dei più discussi uomini politici della storia d'Italia, ci pensiamo noi a ricostruire la sua vita senza edulcorazioni. Se Andreotti è stato per Paolo Sorrentino "Il divo", Cossiga potrebbe essere tranquillamente "La star". (continua...) | Continua |

Se il sindaco “anti-cinesi” di Prato ha problemi con la sua fabbrica in Cina

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Un proverbio cinese dice che è «su una piccola pietra che inciampò l'imperatore». In questo caso la pietra è un fabbrica tessile a Shanghai e l'imperatore è il suo maggior azionista, il sindaco di Prato Roberto Cenni. Una settantina di operai della Txy, società controllata dall'italiana Sasch hanno infatti scioperato perché «da mesi senza stipendio», inviando in oltre una lettera alle autorità di Roma «perché li aiutino a recuperare gli stipendi che la ditta non ha pagato». Una situazione che per alcuni, come il pidiellino Mazzoni è persino di matrice politica: «Non esistendo in Cina il diritto di sciopero, è più che legittimo il dubbio che la manifestazione dei lavoratori a Shanghai contro la Sasch si sia svolta con la tacita approvazione del regime».  Nel febbraio di quest'anno addirittura l'ambasciatore cinese Sun Yuxi mosse dure critiche sia al sindaco pratese che alla Lega Nord : «Sono stato informato dell’intervento delle forze dell’ordine con elicotteri, cani e decine di poliziotti e carabinieri e ne sono dispiaciuto. Il centro tessile cinese di Prato è uno | Continua |

Come bloccare Fini? Screditando le persone care come nel 2007

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Accade di nuovo ma non è il classico dejà-vu. Come nel 2007 quando ci furono le accuse di "inciucio" di Berlusconi  («Se Prodi non cade la colpa è di Casini e Fini»), le  famose  "comiche finali"  e  le prese di posizione di Gianfranco Fini sulla legge elettorale . Fu allora che in contemporanea  i vari mass media del Cavaliere iniziarono una campagna mediatica su l'allora ( e attuale) compagna del Presidente della Camera. Ricorderete il famoso video trasmesso prima da Controcampo e poi nei giorni seguenti ripreso da Striscia la Notizia in cui si mostrava una Elisabetta Tulliani in atteggiamenti molto amorevoli nei confronti del sue ex compagno, Luciano Gaucci. La conseguenza, non si sa se casuale fu il dietro front del ex reggente di An che nei mesi successivi confluì con tutto il partito nel nascente Popolo delle Libertà. Oggi la situazione è sicuramente più complessa ma non molto diversa da allora. Il caso mediatico continua ad aumentare e la vicenda "monegasca" è sicuramente più delicata e difficile da controllare. In sole due settimane tutte le belle parole usate in questi due | Continua |

Il valore delle parole di Capezzone

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Si pensa sempre che il destino sia beffardo nei riguardi delle persone e alle volte non si sbaglia. Nei riguardi di un partito e in questo caso del Popolo della Libertà, ne si è quasi certi. Lo dimostra ancora una volta un politico come Daniele Capezzone con le sue dichiarazioni da attuale portavoce del PdL è riuscito ad aumentare ulteriormente le già non poche tensioni tra membri del partito e quelli del neonato Futuro e Libertà per L'Italia. L'ex "Rosa nel Pugno" infatti ha usato parole di fuoco nei confronti di Gianfranco Fini, parlando di dimissioni ormai «inevitabili per la scarsa trasparenza della situazione relativa alla casa monegasca» definendolo inoltre «non  più super partes» aggiungendo che se «vuole compiere un atto di dignità, deve rassegnare le dimissioni da Presidente della Camera». In difesa dell'alta carica è intervenuto il deputato di Fli, Carmelo Briguglio: «Nessuno ci ha ancora risposto, a cominciare dal Presidente del Pdl, che poi è il Presidente del Consiglio. La domanda è: Capezzone parla a nome del Pdl oppure è stato uno scivolone personale?». Una do | Continua |

Quando lo sport è violento, nell’indifferenza di media e federazioni

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Bullismo, pressioni fisiche e psicologiche, abusi sessuali: questi i dati agghiaccianti che emergono dall’ultimo  rapporto Unicef sullo sport giovanile. Una prospettiva scura, volontariamente nascosta o ignorata da tutti, media e federazioni sportive, e che tuttavia coinvolge un largo numero di giovani atleti in tutta Europa, Italia compresa. I problemi ci sono, e sono tanti. A cominciare dalle pressioni psicofisiche a cui i ragazzini sono spesso sottoposti da parte dei "mister", in nome di un obiettivo da raggiungere o di una medaglia da vincere: allenamenti forzati anche in caso di infortunio perché «Se non sanguina, non devi preoccuparti», esercitazioni di ore ed ore, privazione di cibo e acqua e interminabili sedute di sauna per perdere peso ed aumentare le prestazioni: pratiche che stanno alla base dei numerosissimi fenomeni di anoressia riscontrati soprattutto nell’ambito della ginnastica e dell’atletica leggera. Ma anche urla, spinte, insulti, percosse, fino ad arrivare al vero e proprio abuso sessuale. Uno studio danese ha dimostrato come, su 250 studenti impegnati in attività | Continua |