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Diritto di critica | July 14, 2020

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Da 6 milioni a 128mila euro: azzerata la missione italiana in Darfur - Diritto di critica

Da quasi sei milioni a poco più di 128mila euro. A tanto ammonta il taglio dei fondi per la missione italiana in Darfur, di fatto destinata a chiudere, a dispetto degli accordi e degli impegni internazionali presi dal nostro Paese. Il provvedimento è stato licenziato oggi da palazzo Madama con una maggioranza schiacciante, eccezion fatta per l’Italia dei Valori e per due senatori radicali del Partito democratico, Marco Perduca e Donatella Poretti, astenutisi dal voto perché in contrasto con il partito.

«I soldi stanziati – spiega a Diritto di Critica Antonella Napoli, presidente dell’associazione Italian for Darfur – servono a pagare le spese per il rientro in Italia del personale ancora presente in Sudan. La missione è di fatto annullata e il nostro Paese viene meno agli accordi presi con l’Onu, proprio nel momento in cui il consiglio di Sicurezza ha deciso di continuare l’impegno in Darfur. L’Italia, invece, nonostante sia garante dell’accordo di pace del 2005 che ha posto fine alla guerra tra Nord e Sud, ha deciso in modo vile di tirarsi fuori dalla missione». Tutto questo, prosegue Napoli, «avviene in una fase tra le più cruente del conflitto: negli ultimi tre mesi si sono contati più di mille morti».

Alla base del ritiro italiano, però, ci sarebbe una scusa del tutto ridicola. Secondo quanto risulta ad Antonella Napoli, infatti, il problema sarebbe solo burocratico: «ci sono stati alcuni problemi con i visti per il Sudan e nonostante la disponibilità di alcuni funzionari della missione internazionale Unamid a risolvere in breve tempo la questione, l’Italia ha deciso di andarsene. È una decisione pretestuosa».

E i sei milioni di euro previsti per la missione in Darfur che fine fanno? «Li sposteranno probabilmente sull’impegno italiano in Afghanistan per cui c’è una pressione americana molto forte e una copertura mediatica maggiore».

Il budget previsto per la missione Nato a Kabul, secondo quanto deciso oggi, è passato da da 310 a 364 milioni di euro. Che in mezzo ci siano anche i fondi per una delle peggiori e più sanguinose guerre dimenticate, è più che un semplice sospetto.

Comments

  1. Damir

    puntiamo sull'Afghanistan perchè abbiamo interessi inerenti al gasdotto Pipeline che collega il Turkmenistan al Pakistan attraverso l'Afghanistan