Berlusconi e Il Giornale raccontati da Indro Montanelli

Scritto da il 22 agosto 2010 in Politica

indro e1282464574944 Berlusconi e Il Giornale raccontati da Indro Montanelli«Finalmente potremo ricominciare a discutere della pubblica amministrazione e della pubblica finanza senza il timore che qualsiasi proposta venga propugnata o combattuta secondo gli interessi di Berlusconi. Finalmente la Corte di Cassazione potrà avallare o bocciare sentenze che non siano in odore di favoreggiamento o danneggiamento di Berlusconi. Finalmente potremo rialzare la testa ed appuntare lo sguardo su ciò che avviene nei Paesi che ci circondano senza l’angoscia di vedervi accorrere Berlusconi a farvi le sue solite sceneggiate».

Era il 23 dicembre 1994. Sedici anni fa. A scrivere queste righe, l’ex direttore del Giornale, Indro Montanelli, all’indomani delle dimissioni del capo del governo. E se il Berlusconi d’allora pare tale e quale a quello di oggi, ad avere tutt’altro spessore era invece l’anima del quotidiano di famiglia. «L’editore – racconta ancora Montanelli nel 1988, citando il futuro capo del governo – chiese una volta, a titolo di favore, “un occhio di riguardo per la sua creatura prediletta“. Non la televisione, come i lettori saranno forse indotti a pensare, ma il Milan. Sottoposi questa sommessa istanza alla redazione sportiva. La risposta fu una lettera collettiva di dimissioni. Caso chiuso». I più penseranno forse che il Giornale d’allora era un covo d’interisti. Qualcun’altro pero’ ravvisera’ in questo gesto – una lettera collettiva di dimissioni – un segno di serietà di una redazione davanti alle pressioni dell’editore. E non si parlava di politica ma di sport: la dignità e l’indipendenza dei cronisti dell’epoca veniva prima dei voleri del padrone. Qualsiasi fosse la redazione e la richiesta.

httpv://www.youtube.com/watch?v=yaRWZAzPMG4

La differenza tra ieri e oggi è palese e ogni commento e riflessione la lascio ai lettori di Diritto di Critica. Basta rileggere le parole di Montanelli e confrontarle con i titoli in prima pagina del quotidiano diretto da Vittorio Feltri o con gli editoriali dei vari Sallusti per rendersi conto dello stile e di uno spessore giornalistico che sembrano ormai irrimediabilmente smarriti.


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