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Diritto di critica | September 17, 2020

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Così lo Stato produce il Made in Italy tarocco - Diritto di critica

Si fa presto a dire Made in Italy. “Difendiamo i nostri prodotti nazionali”, tuonava mesi fa l’ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. Ma quando si scopre che un’azienda controllata dallo Stato fa concorrenza ai nostri allevatori producendo all’estero formaggi tipici italiani, qualcuno potrebbe sentirsi preso in giro.

La Lactitalia, “società di diritto romeno costituita al 100% da investitori italiani” (come si definisce sul proprio sito web) produce in Romania formaggi tipici italiani per l’esportazione con latte romeno e ungherese. Ricotta dolce e salata, caciotta, mascarpone, ricotta toscanella, mozzarella e pecorino rigorosamente prodotti nel caseificio di Izvin, nei pressi di Timisoara con tanto di bandierine italiane.

“Nulla di nuovo sotto il sole”, penseranno in molti. “Il solito caso di finto Made in Italy”. Nient’affatto. La Lactitalia risulta essere una Srl composta da due soci, una srl romena Roinvest di cui sarebbero soci cittadini apparentemente di nazionalità romena, e Simest Spa, società italiana controllata dallo Stato (76% del capitale). In pratica, il governo che dichiara guerra ai falsari e ai prodotti contraffatti, è contemporaneamente imprenditore di falso Made in Italy.

Ma a questo aspetto, confermato nel pomeriggio di oggi dal capo Gabinetto del Ministero delle Politiche agricole Giuseppe Ambrosio, si aggiunge un’ulteriore beffa. “La società è stata costituita nel 1990 (Legge n.100/1990) con lo scopo di promuovere e sostenere gli investimenti diretti delle imprese italiane all’estero. A partire dal 1/1/’99 le sue competenze sono state estese anche alla gestione, quale Gestore per conto dello Stato, delle leggi agevolative nazionali in materia di export e di internazionalizzazione (Fondo 295/’73 e Fondo 394/’81)”, si legge nel codice comportamentale della Simest. In poche parole: una società che dovrebbe promuovere il Made in Italy, fa concorrenza sleale ai produttori italiani, spacciando sul mercato prodotti che potrebbero essere confusi con i prodotti italiani, impiegando colori come il verde, bianco e rosso e nomi di prodotti tipicamente italiani sotto il marchio rievocativo “Dolce Vita”.

Intanto, la Coldiretti, che ha sollevato oggi il problema, fa sapere che “la presenza di prodotti di imitazione sui mercati internazionali è la principale ragione del calo del 10% delle esportazioni dei formaggi di pecora Made in Italy con la quale viene motivata una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori italiani”, mentre il Ministero, al di là di silenziose ammissioni, tace.

Comments

  1. daniele

    Che questo è uno schifo istituzionalizzato a perdere posti di lavoro e PIL ,è risaputo, ma non è risaputo che il governo fa quello che vuole, non è risaputo che un presidente confindustria faccia finta di non sapere e chiede che il governo si adoperi per fatti concreti. Gli industriali italiani sono i primi a voler produrre all'estero e avere comunque le agevolazioni del governo. Mi sta bene che venga prodotto fuori dal paese, ma dovrebbe essere dichiarato.

  2. francesco dominici

    l'echis ministro leghista zaia nn sapeva niente' xro continuava a prendere in giro coloro lanno votato

  3. Il nome mozzarella o toscanella rievocano prodotti di luoghi precisi. Loro, sul loro sito, dichiarano di utilizzare latte romeno (di qualità notevolmente inferiore rispetto a quello italiano) ma poi vendono utilizzando quello che è chiamato packaging ingannevole. Nomi italiani e tricolore. Questo non va bene perché crea un inganno. Ma l’aspetto più grave è che un’azienda statale per la promozione del made in Italy faccia concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani. E la Lega oggi tace, mentre alza la voce solo per difendere quegli allevatori che sforano le quote latte, alla faccia dei produttori onesti che rispettano le regole