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Diritto di critica | November 29, 2020

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Aerei senza pilota a Sigonella, "Troppi rischi" - Diritto di critica

Novità per la difesa dello spazio aereo italiano. Nella notte del 16 settembre, nella base aeronavale di Sigonella è atterrato uno dei 5 velivoli senza pilota UAV “Global Hawk” RQ-4B delle Forze aeree statunitensi in base ad un accordo segreto stipulato tra il governo italiano e l’amministrazione americana nell’aprile del 2008.

Il Global Hawk è un aereo perfetto per operazioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione. La sua apertura alare è di 40 metri e può volare fino a 36 ore consecutive a circa 600 chilometri all’ora ad una quota di crociera che può superare i 20mila metri. Insomma, un gioiello tecnologico che sarà impiegato, secondo il portavoce del Comando della base di Sigonella, dal prossimo mese di novembre e “sarà utilizzato in acque internazionali per la sorveglianza delle linee di comunicazione, per il supporto a operazioni umanitarie e, su richiesta dello Stato italiano, per operazioni di soccorso sul territorio nazionale in caso di calamità naturali, pratica dove l’apparecchio è già stato impiegato con successo ad Haiti e negli incendi della California”. Finalità umanitarie, quindi, anche se è difficile credere che il velivolo verrà impiegato solo per monitorare frane, esondazioni e aiuti nel Mediterraneo.

Poco male se i cieli italiani saranno più sicuri. Eppure, mentre in Italia nessuno sembra preoccuparsene, negli Usa, dove questi aerei sono da qualche tempo impiegati per la sorveglianza dei cieli nazionali, è scoppiata una polemica tra forze armate, singoli stati e il governo federale. Si tratta di un problema di sicurezza in volo. Il transito degli aerei senza pilota nei corridoi riservati al trasporto civile è fortemente osteggiato dalle due maggiori associazioni piloti statunitensi, la Air Line Pilots Association (ALPA) e la Aircraft Owners and Pilots Association (AOPA) che ritengono i questi velivoli non adatti a volare in zone non belliche. Anche l’aeronautica militare statunitense ammette che “i velivoli senza pilota sono sensibili alle condizioni ambientali estreme e vulnerabili alle minacce rappresentate da armi cinetiche e non cinetiche”. Forse è per questo che nella notte del 16 settembre, è stato chiuso lo spazio aereo civile intorno a Sigonella con ripercussioni sullo scalo di Catania-Fontanarossa, il terzo come volume di traffico passeggeri in Italia, distante meno di dieci chilometri in linea d’area dalla base USA

Secondo il periodico statunitense Defense News, Sigonella è destinata a divenire uno dei principali centri strategici dei Global Hawk. Nel giro di qualche anno saranno una ventina il numero dei velivoli che troverebbe sede fissa nella stazione aeronavale siciliana. Per questo il comitato cittadino per la smilitarizzazione della famosa base militare è sul piede di guerra. La paura – secondo alcuni – è quella di mettere a repentaglio la sicurezza dei cieli siciliani, danneggiando, inoltre, l’indotto che si è generato intorno all’aeroporto di Catania dove ogni anno transitano 6 milioni di persone.

Per ora le autorità italiane tacciono.

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