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Diritto di critica | August 13, 2020

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Guardie padane salve, arriva la depenalizzazione del reato - Diritto di critica

Le leggi ad personam sono come le peggiori pandemie. E dopo alcune norme che hanno cancellato alcuni processi del premier, ecco pronta una nuova legge che potrebbe salvare alcuni esponenti della Lega Nord dalla condanna per l’istituzione delle Guardie Padane a metà degli anni novanta.

Il “lodo Lega” sarebbe passato sotto silenzio se venerdì scorso, alla prima udienza del processo alle Guardie Padane, uno degli avvocati della difesa nonché sindaco di Varese, Attilio Fontana, non avesse sollevato un’eccezione preliminare per l’imminente entrata in vigore, il prossimo 8 ottobre, del nuovo Codice dell’ordinamento militare.

Il 12 marzo scorso il governo aveva approvato il nuovo Codice dell’Ordinamento militare ed il Presidente della Repubblica lo aveva promulgato tre giorni dopo. Da quel momento fino a qualche giorno fa nessuno se ne è mai accorto: l’articolo 2268 abroga 1.085 norme, tra le quali il decreto legislativo 43/48. “Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni. Chiunque vi partecipa è punito con la reclusione fino a diciotto mesi”. Così recita il decreto che tra poco sparirà dall’ordinamento italiano. E l’opposizione? In 5 mesi nessun parlamentare del Pd, dell’Idv o dell’Udc ha sollevato il problema. Bastava leggere il testo della legge.

Così, l’articolo 2268 punto 297 renderà non punibile il reato per il quale dovrebbero essere processati 36 militanti del Carroccio. Tra loro, accanto ad esponenti storici della Lega come il veronese Enzo Flego e l’ex sindaco di Milano Marco Formentini, anche il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo e il deputato Matteo Bragantini. Il processo rischia quindi di svanire nel nulla prima ancora di iniziare. Ma la Procura di Verona probabilmente questa volta solleverà la questione di fronte alla Corte Costituzionale.

“La decisione finale deve ancora essere assunta, ma stiamo seriamente valutando di rivolgerci ai giudici della Consulta”, annuncia il procuratore capo di Verona Mario Giulio Schinaia. “E’ l’unico strumento a nostra disposizione, stiamo studiando con attenzione se ne sussistano gli estremi”. A questo punto, per i giudici rimangono solo due strade da seguire per bloccare il lodo: il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato oppure, più probabile, la questione di legittimità costituzionale su un decreto che andrebbe a cancellare un altro che applica il testo della Costituzione.

Comments

  1. giampiero

    Come si poteva ben immaginare, il libro in distribuzione a 10 milioni di italiani annunciato da Berlusconi è già desueto. Scusate la "volgarità" provocata, ma scrivere un libro sulle "stronzate" del governo Berlusconi non ha senso, perchè risulterebbe una raccolta incompiuta di atti e di leggi. La depenalizzazione del reato di "banda armata", provvedimento recentemente approvato da questo governo, ne è la riprova. E' prevedibile infatti che di "stronzate" il cavaliere ne farà ancora…e ancora…e ancora.. – Allora sarebbe stato più intelligente predisporre un'uscita settimanale delle varie "porcate" rivolta a tutto il popolo italiano, in modo tale che tutti noi fossimo costantemente informati e aggiornati sulla "grande opera", la più grande negli ultimi 150 anni.

  2. Alberto

    "un'uscita settimanale delle varie "porcate" rivolta a tutto il popolo italiano, in modo tale che tutti noi fossimo costantemente informati e aggiornati sulla "grande opera", la più grande negli ultimi 150 anni."

    OTTIMA idea!!