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Diritto di critica | October 20, 2019

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Sarah Scazzi: l'ultimo “caso mediatico”, tra plastici e morbosità - Diritto di critica

Sarah Scazzi: l’ultimo “caso mediatico”, tra plastici e morbosità

26 agosto 2010. In un paese della Puglia sparisce nel nulla una ragazza di 15 anni.  Un caso non isolato, su cui però, a differenza di episodi simili, vengono subito puntati i riflettori mediatici. Molto spesso infatti molte di queste vicende finiscono nel dimenticatoio (salvo per le trasmissioni tematiche come “Chi l’ha visto?”) e l’opinione pubblica, ben orientata dai reportage di giornali e televisione, sposta la propria attenzione su altro. Cosa che invece non è accaduta per Sarah Scazzi, già nei primi momenti successivi alla scomparsa.

6 ottobre 2010. Quaranta giorni dopo il corpo dell’adolescente viene rinvenuto nelle campagne di Avetrana, immerso in un pozzo. A confessare il reato è lo zio della giovane, Michele Misseri: lo stereotipo del contadino di provincia con il cappellino da pescatore e le mani perennemente sporche di terra, che solo qualche giorno prima raccontava in lacrime davanti alle telecamere il clamoroso ritrovamento del cellulare della nipote nel bel mezzo dei terreni circostanti.

Una strana coincidenza, quasi un eccessivo protagonismo condiviso dal resto del nucleo familiare. I nomi di Sabrina, Valentina e Cosima (rispettivamente figlie e moglie di Misseri) compaiono ovunque: rilasciano pareri, interviste, appelli, persino invettive nei confronti di quello che è divenuto un “orco”, un (presunto) “pedo-necrofilo“. Per loro c’è l’assedio sia degli inquirenti che dei giornalisti, piazzati fuori alla villetta del delitto da quasi due mesi. La stessa abitazione in cui, per uno scherzo del destino, la madre di Sarah apprende in diretta televisiva l’effettiva morte della propria figlia. Abitazione che non è stata posta sotto sequestro nell’immediato e che ora è persino meta di culto da parte dei turisti  della cronaca nera.

Gli aggiornamenti sugli interrogatori arrivano alla popolazione in tempo reale, sempre diversi l’uno dall’altro. Una serie di testimonianze contraddittorie che continuano a infittire il giallo. Ognuno ha formulato così la propria ricostruzione degli eventi basandosi sulle “indiscrezioni” riprese dalle testate. Poche però sono le certezze: la verità  non è infatti ancora emersa.

Quella che doveva essere una “giornata al mare” si è trasformata in un circo mediatico. Le reti Rai in primis hanno seguito le singole operazioni in una lunga non-stop quotidiana divisa tra le tre emittenti. Ma nemmeno i rotocalchi di altri canali si sono risparmiati: una specie di grottesco “Grande Fratello” mescolato ad azioni degne degli episodi di CSI. Con la differenza che, in questo caso,  si tratta della vita reale. Ipotesi e teorie, introdotte da filmati con sigle prese in prestito da film thriller, continuamente vengono commentate da sociologi e psicologi, soubrette e cantanti.

La Rai ha già caricato su Youtube il filmato integrale della puntata di “Chi l’ha visto?” in cui Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, ha appreso la tragica notizia (1, 2, 3). Il plastico del luogo del delitto, portato in scena a “Porta a Porta” , è solo un  culmine mediatico di una storia tutt’altro che conclusa.

Comments

  1. lopis marinella

    Mi sembra che anche voi stiate facendo la vostra parte,semplicemente parlandone!!!

    • enrica

      è vero ogni giornale, cerca di fare delle proprie notizie, un capolavoro che porti tanti bei soldoni al proprio mulino, a volte senza preoccuparsi delle vittime che miete!!! Ma è anche questo ciò vogliamo, alla fin dei conti, sapere sempre tutto sopratutto se fa scalpore, o ci incuriosisce particolarmente, vuoi perchè ci distoglie dalle nostre realtà, dal tipico, altrimenti, quotidiano.
      Però non sono nemmeno d'accordo che tutto si faccia in sordina, anche perchè non parlandone, ci si dimentica, vedi il caso Claps (risolto in quattro e quattr'otto per celare i veri colpevoli dietro le magagne di un prete o/e perchè prezzolati da qualcuno). allora dico meglio battere il chiodo finch'è caldo….. purtroppo ci saranno degli innocenti che pagheranno a caro prezzo….. Ma anche Sarah e Lisa lo erano e si deve fare loro giustizia costi quel che costi

    • Parlare del comportamento dei media in merito ad una notizia probabilmente coinvolge la notizia stessa ma ha una finalità di tutt'altro tipo Marinella. Come potrai notare su questo sito di "plastici stile Vespa" non ne troverai. Abbiam parlato di ben altro. Ciao!

    • leoman3000

      Allora non bisognerebbe parlare più di niente. Se così fosse, per coerenza non bisognerebbe contestare Minzolini o Santoro "perché va di moda". O no?

  2. susanna murru

    Io sono disgustata,indignata,e triste.Ho voglia di andarmene da questo paese dove sto facendo crescere mia figlia,mi vergogno di essere italiana,tentano di bloccare programmi come Report,Anno Zero,Saviano,quando ci si dovrebbe rivoltare contro questo genere di "infomazione" malata,immorale,offensiva della dignità dei vivi e dei morti,delle donne e dei giovani.Grande fratello,bambini dati in pasto a un palcoscenico che li divorerà,donne umiliate nella loro femminilità ,verità sovvertite,manifestanti pacifici manganellati,tifoserie serbe lasciate fare,presidenti che dovrebbero stare in galera e legiferano abomini della libertà,Io rivendico il diritto ad indignarmi,ma non mi basta.