Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 14, 2019

Scroll to top

Top

Caso Cucchi, la sorella: Lo Stato ammetta che qualcosa non ha funzionato

Caso Cucchi, la sorella: «Lo Stato ammetta che qualcosa non ha funzionato»

A un anno dalla morte di Stefano Cucchi, Diritto di Critica ha incontrato la sorella Ilaria, per ripercorrere i passi dell’inchiesta e  capire quanto ancora manchi al raggiungimento della verità.

Ilaria, a un anno dalla morte di tuo fratello Stefano quali passi avanti hanno fatto le indagini?

Se mi guardo indietro, mi rendo conto che è cambiato molto. All’inizio ci dicevano che Stefano era morto di morte naturale e sotto questo punto di vista abbiamo fatto molti passi avanti. A un anno di distanza, però, siamo ancora lontani dalla giustizia perché si vuole continuare a negare le reali conseguenze di quanto è accaduto.

Si era parlato di omicidio preterintenzionale…

Il preterintenzionale attualmente non esiste più. Si parla di lesioni lievi e si sostiene che tali lesioni non sarebbero connesse con la morte di mio fratello, che sarebbe quindi morto perché abbandonato dai medici.

Una tesi alla quale non avete mai creduto.

Questa teoria è priva di fondamento perché mio fratello conduceva una vita del tutto normale, mentre adesso dicono che aveva fratture pregresse e malformazioni, con le quali conviveva quotidianamente ma che ignorava di avere. E’ strano però che a ventiquattr’ore dall’arresto queste stesse lesioni l’abbiano fatto stare male – i medici sono concordi nel dire che si tratta di fratture recenti – al punto da dover assumere dosi elevatissime di antidolorifici. Mio fratello ovviamente non è morto perché è stato picchiato ma quelle fratture hanno creato una forte debilitazione fisica e se fosse stato curato in modo adeguato forse sarebbe ancora vivo. Di certo, però, non mi si può dire che non ci sia un nesso tra le percosse e la morte.

Sotto accusa sono finiti subito anche i medici dell’ospedale dove tuo fratello è stato ricoverato…

La responsabilità dei medici è gravissima e l’abbiamo detto fin dall’inizio: non hanno fatto il loro dovere quando avrebbero potuto salvarlo. Ci sono però altre responsabilità che oggi vengono negate o comunque sminuite.

Come consideri la giustizia italiana a un anno dalla morte di Stefano?

Oggi continuo a pensare che la giustizia in questo Paese non sia per tutti: un anno fa mio fratello è morto e oggi mi si vuole dire che il pestaggio avvenuto nelle celle del tribunale non c’entra nulla con la sua morte. Il tutto mentre noi familiari veniamo scortati fuori dall’aula dai Carabinieri, come se fossimo delinquenti: il nostro unico “torto” è di pretendere che venga fatta giustizia. Lo Stato ammetta che qualcosa all’interno delle sue strutture non ha funzionato perché quel qualcosa è costato la vita a mio fratello.

Quanto è difficile per il singolo cittadino pretendere che lo Stato condanni se stesso?

Quando simili eventi accadono all’interno delle strutture dello Stato, tutto è più difficile: subentrano quasi sempre una serie di motivazioni che sembrano tutelare chi commette tali soprusi. In questi casi è necessaria una grande forza di volontà nel portare avanti la battaglia per la giustizia, quando invece la verità dovrebbe essere qualcosa di assolutamente dovuto.

Comments

  1. Grazie per l'intervista, e per tenere alta la guardia su un fatto che non va dimenticato e sul quale esigere veritá. Un saluto da Madrid

  2. rita

    Hò pensato molto se scrivere o no, e probabilmente non accetterete ciò che io penso, e cioè che è sbagliato che Cucchi sia morto in galera in quel modo, ma la famiglia e la sorella, hanno mai pensato a quanti sono morti per mano del loro congiunto (dalle loro stesse dichiarazioni era uno spacciatore, hanno trovato tutto il necessario affinchè lui preparasse dosi a casa sua)……….naturalmente mi verrà detto che la “roba” può averla messa qualcun’altro li, che non era sua ecc.ecc.

    Certamente NON avrà inserito l’ago nei bracci dei “clienti”, sarà stata una loro scelta, ma perchè le famiglie (non solo in questo caso ma in tanti altri saliti agli onori delle cronache) piangono e si disperano (per affetto sempre) qundo queste persone muoiono, ma raramente le denunciano in vita per i loro commerci……………….

    Le frasi sono “abbiamo fatto di tutto, ma purtroppo non siamo riusciti a fermarlo”, indubbiamente è anche vero, ma allora quel qualcuno che lo hà fermato venga lasciato in pace…………… per una volta difendiamo Abele e non Caino……………

    Con la morte di Cucchi qualcuno non avrà trovato la famosissima dose, e se la trovano spero che ci sia qualcuno che in qualche maniera li fermi, se con questo significa salvare un solo ragazzo, anche uccidendo 10 spacciatori in qualsiasi maniera mi sta bene……….

    P.S. nella mia città hanno fermato degli spacciatori all’uscita delle medie (ragazzi 11-14 anni), questi andrebbero fucilati senza neanche processo, al momento del filmato………….. punto………….

    • Muggi

      Spero tu stia scherzando,perchè SINCERAMENTE, il voler la morte di qualcuno per QUALSIASI caso è molto grave, Sparare ai bambini di14 anni? Provo un PROFONDO dispiacere a pensare che in italia esistono persone che la pensano come te, ora mi spiego perchè siamo lo zimbello del mondo,ah , avresti fatto meglio a non scrivere proprio,ti saresti risparmiata tempo e una figura oserei dire VERGOGNOSA. Saluti.

      • rita

        Sai leggere o cosa ?????
        Ho scritto che c'erano persone che vendevano la dose o lo spinello o chiamalo come vuoi a ragazzi di 11/14 anni…………. A quelli che vendevano sarebbe da sparare e non ai ragazzi……..
        E no non sto scherzando, a chi rovina ragazzi/e vendendo loro puttanate meritano la morte (non solo droga ma anche alcol, ne aprofittano sessualmente ecc.ecc)

        • stella

          La morte di uno spacciatore mi lascia indifferente, tuttavia non è ammissibile che i membri delle forze dell'ordine agiscano in maniera tanto brutale e senza alcuna ragione apparente.

          • rita

            Vero, infatti hò detto che mi dispiace per la sua morte atroce, ma non mi interessa farne un caso, proprio perchè era uno spacciatore, e quando era in vita per farlo smettere la famiglia mi sembra (smentitemi se sbaglio) non lo hà mai denunciato per i suoi schifosi traffici…………..
            Mettete caso che io fossi stato il papà di uno dei ragazzi che compravano la dose da Cucchi e per "punirlo" lo avessi ammazzato di botte cambiava qualcosa??? e se fossi stato un "cliente" non soddisfatto e lo avessi amazzato nella stessa maniera il tutto veniva liquidato come "regolamento di conti in un contesto degradato" cambiava qualcosa sul risultato finale ??? No in quanto è stato solo tolto un elemento pericoloso per la società stessa……………………………