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Diritto di critica | April 21, 2019

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Italia, il paese Ue dove è più difficile fare impresa - Diritto di critica

Italia, il paese Ue dove è più difficile fare impresa

Tra gli Stati dell’Unione Europea, l’Italia è quello in cui è più difficile fare impresa. Solo la Grecia fa peggio. È questo ciò che emerge dal rapporto “Doing Business 2011” della Banca Mondiale che posiziona l’Italia 80esima su 183 Paesi nella classifica sulla facilità di svolgere attività di impresa.

È la solita burocrazia, in questo caso le lunghe e complesse procedure contrattuali e fiscali a giocare un fattore negativo nel nostro Paese che perde quattro posizioni rispetto al rapporto dello scorso anno, sostituita dallo Zambia e superata da Bahamas, Vietnam e Cina. Subito dopo l’Italia si trovano Giamaica, Albania e Pakistan. Le prime in graduatoria si confermano ancora una volta Singapore, Hong Kong e Nuova Zelanda.

Analizzando i parametri di valutazione della World Bank, emerge che in Italia è mediamente difficile aprire un’impresa (68° posto) e proteggere il proprio investimento (59° posto). Grandi difficoltà si incontrano invece nelle procedure per ottenere i permessi di costruzione e per accedere ai finanziamenti (89°).

È difficile anche pagare le tasse. Secondo la World Bank, l’Italia si attesta al 128° posto per qualità del fisco, sia per l’incidenza complessiva sull’utile d’impresa, misurata dall’IFC al 68,6% del reddito prodotto, sia per il tempo da dedicare ai relativi adempimenti: in media 285 ore all’anno contro contro135 ore della Danimarca.

Dalla scheda dell’Italia però non emergono solo aspetti negativi. Sono stati registrati notevoli progressi per quanto concerne la facilità di avviamento di un’impresa, grazie anche al sistema di registrazione online che è stato introdotto e che richiede solo 6 giorni per svolgere questa procedura. L’Italia è così salita al 68° posto e al 30° per la facilità con cui è possibile chiudere una impresa.