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Diritto di critica | July 20, 2019

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La Corea del Nord: il perfetto “Impero del Male” - Diritto di critica

La Corea del Nord: il perfetto “Impero del Male”

Il perfetto Impero del Male. Così Ronald Reagan avrebbe definito la Corea del Nord che lo scorso 23 novembre, con il bombardamento dell’isola sudcoreana di Yeonpyeong, ha voluto ricordarci che la guerra di Corea del 1950 non si è mai conclusa. Fino adesso però, non si era mai verificata un’aggressione diretta di Pyongyang contro Seul e i civili non erano mai stati coinvolti. Cos’è cambiato? Cosa c’è dietro questa manifestazione di potenza della Corea del Nord?

Un attacco, due motivi. La Corea del Nord, avvolta da un perenne mistero e silenzio su ciò che accade al suo interno, improvvisamente decide di far sentire chiara e forte la sua voce colpendo una delle isole al centro della disputa sul confine marittimo tracciato dalle Nazioni Unite circa sessant’anni fa. La stampa interna nordcoreana, però, minimizza la portata dell’attacco come a voler fare apparire la situazione calma e tranquilla. Il bombardamento di Yeonpyeong può dunque essere riconnesso a due differenti eventi che hanno interessato la Corea del Nord nelle ultime settimane: la transizione del potere da Kim Jong-Il a suo figlio Kim Jong-Un e la scoperta di un impianto nucleare segreto.

La successione: da padre in figlio. L’attacco contro la Corea del Sud, potrebbe rientrare in una strategia che mira a far sapere sia all’estero che all’interno del Paese che il governo nordcoreano è forte e compatto. Pyongyang ha dovuto infatti affrontare la delicata questione della successione, pienamente risolta in famiglia. Il giovane Kim Jong-Un, sul quale è ricaduta la scelta, ha dovuto rapidamente scalare la gerarchia militare ricordando che il regime nordcoreano è un’oligarchia al vertice della quale le forze armate spartiscono il potere con il partito. La natura del regime spiega la politica estera del Paese, dove la casta militare, per conservare saldamente il potere, deve costantemente avere un nemico contro il quale mobilitare la popolazione e un’industria bellica in grado di scoraggiarlo.

L’impianto nucleare segreto. L’attacco all’altra metà della penisola potrebbe però anche costituire la reazione immediata di Pyonyang alla recente ispezione di una delegazione statunitense che ha denunciato pubblicamente il possesso di 2mila centrifughe per l’arricchimento dell’uranio presenti in un impianto nucleare fino adesso sconosciuto. Ciò significa che la Corea del Nord potrebbe aver accumulato materiale fissile sufficiente per la produzione di 12 ordigni nucleari. Il capo della delegazione statunitense, lo scienziato nucleare Siegfried S. Hecker, si è dichiarato “sbalordito” per l’alto livello tecnico dell’impianto, costruito con grande rapidità come parte di un programma nucleare che si esclude abbia scopi pacifici. Sicuramente, la Corea del Nord ha voluto fare pressioni a livello internazionale decidendo di mostrare ad uno scienziato americano un impianto nucleare del quale si ignorava l’esistenza, riuscendo pienamente nel suo intento.

La Cina preoccupata per la prima volta reagisce contro la Corea. Significativa la reazione della Cina ossia dell’unico paese in grado di fare pressioni sulla Corea del Nord e di spingerla ad adottare una linea politica più conciliante. Fino adesso però Pechino ha taciuto. La riunificazione delle due Coree estenderebbe infatti verso nord l’influenza statunitense. Per evitare questo, la Cina si è sempre servita della Corea del Nord in funzione di “stato cuscinetto” tra Seul e la frontiera cinese. La Corea si presta perfettamente a questa funzione data la sua intransigenza e il suo isolamento. Consapevole di questo, il governo di Pyongyang può a sua volta esercitare una sorta di pressione su Pechino. I rapporti tra questi due Stati sembrano destinati a cambiare e l’equilibrio che si è instaurato negli ultimi decenni è destinato a rompersi. La Cina è infatti preoccupata per i recenti avvenimenti e, inconsapevole di dove possano portare i rischi di un’escalation, ha deciso per la prima volta di reagire di fronte alla manifestazione di violenza nordcoreana.

La Corea ha una posizione geografica cruciale dove si incontrano gli interessi delle più grandi potenze mondiali quali la Cina, la Russia, il Giappone e gli Stati Uniti. L’instabilità di questa regione potrebbe incidere sull’intero continente asiatico e sui suoi principali partner. Si attende quindi la prossima mossa della Corea del Nord mentre Seul prepara una reazione se un episodio simile dovesse ripetersi. Lo scenario che si sta creando potrebbe avere conseguenze imprevedibili.